Punti interrogativi sulla fine del tempo

01L’umanità contemporanea riesce ancora a desiderare il futuro?

Riusciamo a rappresentarci un futuro diverso da un perenne presente?

Siamo quelli che il tempo lo hanno fermato eternizzando il presente in ogni angolo del pianeta?

Cosa significa vivere in un tempo che non costruisce più un domani?

Ma soprattutto, ci frega ancora qualcosa saperlo?

maxresdefault1Riuscirà il capitalismo a risolvere la tragedia del collasso ecologico planetario?

Ma soprattutto, ci frega qualcosa che lo faccia o no, che ci riesca o no?

Ci frega ancora qualcosa che la natura scompaia?

Cosa vediamo quando osserviamo la sua erosione da parte della tecnoeconomia?

Ma soprattutto, vediamo?

Cosa si può costruire nell’infinito e continuo ritorno dell’oggi?

Abbiamo asfissiato la paura e l’angoscia della fine del mondo?

Cosa c’è alla radice del nostro sguardo freddo quando ci chiedono se contempliamo la possibilità di un mondo diverso?

Ma soprattutto, ce lo chiedono?

Siamo entrati senza accorgercene nell’Ultima Età di cui parlava Gűnter Anders?

city_at_the_end_of_time_by_alexanderkorolev_dc9j5as-fullviewFacciamo a meno della teologia, ancor meglio a meno della politica, ci facciamo passare sopra la scienza e i suoi dubbi sul genere umano e sul domani perché con la compagnia della tecnica abbiamo provato quanto basti cambiare “manipolazione” con “necessità delle comodità” e “controllo sociale” con “estinzione dell’ignoto” per considerarci liberi e autonomi?

Siamo i primi a essere gli ultimi?

Usciremo mai più dall’immediato che non ha porte d’uscita?

Quando fu che ci entrammo?

Quando abbiamo corroso l’attesa di un nuovo che ci stupiva diventando cosa reale?

Ci ricorderemo di quando parlavamo di progresso?

Ci capiamo?

Ma soprattutto, ci frega qualcosa capirci?until_the_end_of_time_by_wizz_mccay-d58l7jb

Ci importa qualcosa che la tecnica tolga senso alla storia?

Ci importa qualcosa che il destino del singolo diventi esclusivamente il destino del singolo?

Torneremo più ad ammettere le privazioni e i sacrifici come cause naturali di un’esistenza?

Torneremo più a vederci collocati in una fotografia più grande di un selfie?

Torneremo a consegnare un’alternativa alle generazioni future?

Fu idiota chiedere alla politica di presentarci un’alternativa?

Saremmo impotenti fuori dal capitalismo?

Davvero indietro ci fu solo buio e in un qualunque fuori spazio-temporale davanti ci sarebbe solo l’apocalisse?

Sono mentalmente malato se dico che io mi ricordo che il globo aveva le finestre?

Facciamo il tifo per la tecnica nella sua partita contro la morte e preghiamo noi stessi perché la vinca?

till_the_end_of_time__by_davidrabin-darfp5tSono quello che di me dice il software e che mi potrà dare l’ibernazione criogenica?

Dopo aver fatto fallire il futuro, se i risultati dell’ibernazione tarderanno a venire, quanto ci resterà?

Stiamo ridendo sull’abisso perché abbiamo vinto o perché abbiamo smesso di giocare?

Ma soprattutto, ci frega qualcosa?

 

 

QUESTION MARKS ON THE END OF TIME

theendtimeblogspot-1024x571Is the contemporary humanity still good at whishing a future?

Are we able to depict a different future from an everlasting present?

Are we the ones who have stopped the time by making eternal the present in each corner of the planet?

What does living in a time that doesn’t create a tomorrow anymore mean?

But above all, does it still give us a damn?

Will capitalism be able to solve the tragedy of the planetary ecological collapse?

But above all, does it still give a damn knowing that it does it or not?

Does it give us a damn that nature disappears?1425574336120

What do we see when we look nature’s erosion by techno-economy?

But above all, do we see?

What’s possible to build on the neverending and incessant to and fro of today?

Have we finally choked the fear and the anguish caused by the millennial thought of end of the world?

What’s at the root of our cold gaze when we are asked if we still contemplate the chance of a different world?

But above all, are we asked about that?

Are we unconsciously got into Gűnter Anders’ The Last Age?

We do without theology, we do without politics, we’re indifferent about the science and its doubts on mankind and on tomorrow because we’ve proved that with technology it’s enough to change “manipulation” with “need of comfort” and “social control” with “prescription of the unkown” to consider us free and independent?

Are we the first to be the last?

d4bldoz-15fa8261-657f-486f-a65f-32a649533b8aWill we ever come out from the mantra of the immediate?

When did we get in?

When have we corroded the wait of something new which could become the next big real thing?

Will we remember of when we talked about progress?

Do we understand each other?

But above all, does understand each other give us a damn?

Are we concerned with something that technology takes off the meaning from history?

Are we concerned with something that the fate of the individual becomes exclusively the fate of the individual?

Will we ever go back to consider surrenders and sacrifices as natural causes of existence?

Will we ever go back to put us in a photo larger than a selfie?

Will we ever go back to leave an alternative to the next generations?

Was it idiot to ask the politics to give us an alternative?maxresdefault

Would we helpless out of capitalism?

Is it real that behind there has been only gloom and in every space/time different from today there would be only the apocalypse?

Am I mentally-retarded if I say that I remember that there were windows on the globe?

Are we supporters of technology in its match versus the death praying for the victory?

d3iaf1o-8d45ade5-9ed1-435f-bd44-2c5e3e0e4e09Am I what the sofware says about me and what the cryogenic hibernation will be able to give me?

After the failure of the future, if the results of the hibernation will be late, how long will remain to us?

Are we laughing on the abyss because we’ve won the match or because we stopped playing?

But above all, does it still give us a damn?

 

 


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