Una vita dentro una canzone – 38: I’m Going Sligthly Mad (Queen)

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Non ve ne accorgete. Per i vostri occhi sembra tutto normale, vero? Eppure io sto morendo. Va bene, qua ancora mi muovo, in quello successivo, quello in cui racconto dei giorni della nostra vita, ricordate?… bene, in quello lì mi piazzarono in mezzo alla camera immobile come un pezzo di legno, un passo e potevo sgretolarmi.

Qua, d’accordo, giocammo col bianco e nero, con il trucco a vagonate (motivazione ufficiale: trasformarmi in un Byron mattoide o uno Charlot sgangherato), ma se mi cercate nel video vedrete che ancora mi muovo mica male. Eppure ero andato. I medici usavano la parola conclamato. Insomma, se alzavo la mano potevo toccare il mento del Comandante Supremo.

im-going-slightly-mad-queen-7Dentro tutta quella luce portavo i miei scaldini sotto i miei vestiti. Io avevo solo scritto una canzone che parlava di come stavo scivolando nella pazzia, ma non ne volevo fare un dramma. Una canzone che voleva farvi sorridere, perché diventare stupidi ha anche i suoi vantaggi se il cuore rimane leggero. Una fatica bestiale cantarla. Come tutte le altre, quella con la chitarra flamenca, quella dedicata alla mia gatta, quella che dice che comunque vada bisogna tirare avanti. Avevo il sangue tra i denti.

Però un po’ di spirito aiuta, dai. Guardate i capelli che ho. E anche gli altri miei compari non è che proprio fossero conciati da poter bussare a Buckingham Palace. Un po’ di spirito aiuta anche quando l’orologio non ha più spazio. Capita di morire, non credete. Io cantavo per impedire che la morte arrivasse troppo prima.b2685f7757cc0c87986a98f9a28c68ac

E allora mi è venuto di cantare che quando la temperatura aumenta e mille e uno narcisi gialli ti si mettono a ballare tutto attorno, ecco forse stai perdendo l’ultima rotella. Caro mio, non sei in perfetta forma. O più onestamente non ci capisci più nulla. Stavo diventando un po’ matto, lo sapevo da quando avevo sentito di portarla dentro questa presenza che si pronuncia così velocemente come se avesse vergogna di essere pronunciata.

Ecco, nel mio mazzo c’era una carta mancante, non troppo altro. Ho scritto che non ero in cattive acque, ma sapevo di essere a un’ondata dal naufragio, lo sapevo bene. Non ero al mio meglio, come lo avete conosciuto tante volte, ma quello era il mio meglio e non penso sia venuto proprio male, che ne dite? Sì, mi disturbava tanto la febbre, mi faceva sentire come se fossi in alto mare, ma intanto sul pentagramma si posavano queste note simpatiche e colorate.

igsm-1991-freddieMi sentivo come un albero di banane, ma si può? Uno si sta preparando per il viaggio che non sai e gli viene da pensare di essere come un albero di banane. Stavo diventando un po’ matto, sul serio. Poi alla fine è successo. Ho smesso di lavorare a maglia con un solo ferro. Ho smesso di guidare su tre ruote. Ho disfatto il mio centro. Stavo diventando matto, ma solo leggermente. Stavo. Questo è quanto. Ma vi amo ancora. Miao.

 

A LIFE WITHIN A SONG – 38: I’M GOING SLIGHTLY MAD (QUEEN)

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You can’t notice it. Everything seems all natural for your eyes, doesn’t it? Yet I’m dying. Ok, here I still move around, in the next, the one in which I sing about the days of our lives, remember?… well, into that next one they placed me at the centre of the movie camera, motionless like a piece of wood, just one step could crush me.

Ok, here we played with black and white, a truckload of make-up (official reason: turning me into a goofy Byron or a deranged Charlot), but if you look for me in the video you’ll watch that I’m in a perfect shape. Yet I was ill. Doctors used the word full-blown. In conclusion, if I raised my hand I could touch the Supreme Commander’s chin.49a4c32831e36ff5b698f4d6b8024d74--queen-freddy-mercury-queen-band

In the middle of that light I wore my heating pads. I had just written a song about my descent into madness, but I didn’t want to call the situation a tragedy. A song that wanted to make you smile, because turning daffy is not such a bad thing if you’re lighthearted. A great strain to sing it. Just like the other ones of the record, the one with the flamengo guitar sound, the one to my cat, that about the necessity to carry out the show everything happens. I felt the blood among my teeth.

A little bit of humour helps, come on! Look at my hair. And my mates? Would you think they could knock on Buckingham Palace’s door? A little bit of humour helps also when your clock has not space anymore. It happens to die, don’t believe in the contrary. I sang to prevent death would come too earlier.

So I sang that when the outside temperature rises and one thousand and one yellow daffodils egin to dance in front of you, well, maybe you’re missing that one final screw. My dear, you’re not in the pink. Or, more honestly, you haven’t got a clue. I was going sligthly mad, I knew it since when I felt the presence inside me, the thing you pronounce so quickly as if it was ashamed to be pronounced.

50843367_308251989853828_3198410595331074519_nI get it! I was only one card short of a full deck, not something more. I wrote I was not quite the shilling but I knew I was one wave short of a shipwreck, I knew it very well. No, I was not at my best (you watched my best so many times, don’t you?), but that was my best at the moment and I think it didn’t work out so bad, how about it? It’s true, fever put me down, like if I were really out to sea, but in the meantime these nice and vivid notes kept on landing on the pentagram.

I felt like a banana tree, is it possible? I was preparing my travel to the nowhere land and it occurs me thinking that I was a banana tree. I was going really slightly mad. Then it finally happened. I stopped knitting with only one needle. I stopped driving only three wheels. I unravelled my centre. I was going mad, but only slightly. I was. And there you have it! But I still love you. Meeow.


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