Johann Cruijff, la stella che splendeva per 14

9788898876310_0_0_300_80Tra poco cade un anno dalla sua uscita. Ma in fin dei conti la morte è soltanto spiccia cronaca. Perché la storia è stata già scritta e non può essere cambiata. E la Storia racconta che quando Johann Cruijff giocava, si accendeva la televisione o si andava al campo essenzialmente per vedere lui. Perché il ragazzo di Betondorp la sua squadra se la indossava addosso. Diventava l’Ajax, il Barcellona, l’Olanda. E pure la spicciolata di maglie che indossò nella seconda parte della sua carriera. Lo chiamavano il “Pelé bianco”, ma a chi ne era innamorato questa definizione non andò mai tanto giù, risultando più vicino al vero chiamare casomai Pelé il “Cruijff nero”.

Per gli amanti della bellezza lirica coniugata col pallone (o per chi, semplicemente incuriosito, vuole farsi un’idea), nelle librerie è a disposizione una magnifica lettura, raccolta nelle pagine di Johann Cruijff – Il genio totale, pubblicato da Kenness e scritto da Paolo Marcacci e Diego Angelino.img_9432

Insegnante di lettere, speaker radiofonico, opinionista televisivo ed editorialista il primo e giornalista e scrittore il secondo, i due autori hanno accettato di rispondere all’ideatore di questo blog che, quando entra in argomento, come un Jake Blues/John Belushi, alza le mani e dice di aver visto la luce.

Perché un libro sul Profeta del Gol dopo la sua autobiografia?

fgnzgfnzfg«Perché volevamo raccontare in maniera calda e appassionata la sua parabola calcistica. Non è una biografia, è un viaggio a bordo della leggenda.»

Quanto tempo in fase di ricerca e scrittura vi è costato la sua realizzazione?

«Mesi, di grande intensità e passione. Ci siamo divertiti molto, questo ha alleviato la fatica.»

Cruijff è stato più rivoluzionario nel rettangolo di gioco o nel modificare col suo comportamento liberal un ambiente molto ovattato che, per dirla alla Gigi Meroni, se ti facevi crescere la barba eri guardato come un sovversivo?

«Cruijff era Cruijff, uguale a nessuno. Rivoluzionario suo malgrado, di conseguenza.»

Un uomo molto orgoglioso e cocciuto, consapevole della forza del suo nome e delle sue qualità. Una volta, lo raccontate, vide sua madre chinarsi a fare le pulizie proprio al campo dell’Ajax e lui la tirò su per un braccio. Sua madre non doveva più chinarsi. Se un gesto racconta una personalità, la sua non pensate possa essere sintetizzata in questo?260316dc00000578-3507755-image-a-16_1458824252021

«Secondo noi era la prima percezione della sua predestinazione.»

È abitudine chiedersi chi sono oggi i figli o i nipoti di un grande personaggio del passato. Ribaltiamo la prospettiva: dal punto di vista tecnico, di chi fu figlio Cruijff? Quale il suo padre naturale?

«Il suo talento, insopprimibile. A dispetto dei difetti fisici, che per altri sarebbero stati pregiudicanti.»

Come lo vedreste nel calcio di oggi? Il suo “ruolo totale” dalla metà del centrocampo in su gli fornirebbe ancora un’arma in più o piuttosto lo limiterebbe perché poco inquadrabile anche negli schemi più spregiudicati del calcio moderno?

«Cruijff ancora oggi offrirebbe più varianti a qualsivoglia modulo.»

cruyff11Quale credete sia stato il più evidente merito di Rinus Michels nella sua crescita?

«Assecondarne l’estro, curarne la disciplina, sempre in funzione del collettivo.»

La sua giocata migliore: la finta allo svedese Olsson ai Mondiali ’74, il gol impossibile a Reina nella partita contro l’Atletico Madrid, la percussione con cui diede all’Olanda il rigore in finale contro la Germania Ovest sempre nel 1974…?

«Secondo noi, in realtà il cross preciso con l’esterno: una giocata che poteva disorientare una difesa intera.»

Perché l’Olanda perdette la finale mondiale 1974 contro la Germania Ovest?2

«Destino e un po’ di autocompiacimento.»

In campo la sua grandezza riuscì a incutere un enorme rispetto ai suoi avversari. O quasi. Salvo quella volta che George Best lo prese di mira in una partita tra Irlanda del Nord e Olanda con un tunnel e una frase ironica. Come registrate quel fatto?

«Come lo sfiorarsi di due comete. Di quelle che capitano una volta in un secolo.»

Nel libro cercate di spiegare anche biologicamente perché al numero 14 più famoso del mondo riuscivano giocate da fermo o in movimento che nessuno poteva permettersi. Avete passato i suoi piedi ai raggi X ed è risultato che…?

«Che il genio capitalizza anche i difetti. Ti fa riformare alla visita di leva e poi ti rende in cambio tre Coppe dei Campioni.»

42a7e6062be832c964f746324807ee001La sua prima stagione a Barcellona fu indimenticabile. Le successive non toccarono la stessa altezza. Che spiegazione vi date?

«Forse, anche in questo caso, un eccessivo autocompiacimento estetico. E un certo appagamento.»

In quale squadra lo vedreste oggi come giocatore?

«Tutte. Ma forse in particolare ancora il Barça.»

E come allenatore?

«In Liga.»518749462_mediagallery-page

In un tempo dalle quotazioni totalmente fuori controllo dei calciatori, quanto varrebbe oggi il suo cartellino?

«Più o meno come un Van Gogh, suo conterraneo.»

E quanto lui potrebbe chiedere all’anno?

«Proverebbe a… chiedere di più per ottenere il massimo.»

A un giornalista che gli domandò perché in area, quando gli avversari lo contrastavano, non si lasciasse cadere rispose: «Ho imparato a giocare sulla strada e la strada ti insegna a stare in piedi perché cadere fa molto male». Ho l’impressione che il 99% dei calciatori oggi non abbiano conosciuto il pallone sulla strada.

«Malinconicamente vero.»

Magnifico giocatore e strepitoso come allenatore. In cosa si rivelò il suo genio calcistico in panchina? 

«Onorare il Gioco. Con la maiuscola.»

Il suo calcio fu più vicino a Sacchi o Guardiola?

«Intensità e fase difensiva Sacchi; palleggio Guardiola. In realtà i due sono “figli” suoi.»

johan_cruijff_-_milan_-_coppa_super_clubs_19811Insieme a Pelé è stato forse l’unico fuoriclasse a non poter venire in Italia a causa dell’autarchia della Federcalcio. Per un tempo indossò però la maglia del Milan in una non memorabile prestazione al Mundialito. Ero allo stadio. Un giovanissimo tifoso rossonero sugli spalti che per decenni ha convissuto con l’amaro delle pesanti critiche che il suo eroe ricevette. Dopo tanti anni nel libro date un po’ di profilo a quei 45 minuti attraverso le considerazioni dei giocatori di quel Milan. Vogliamo ribadirle?

«Non si erano mai sentiti così ben guidati, in campo, da un compagno di squadra. La celebre “manina” di Cruijff…»

 

JOHANN CRUIJFF, THE STAR THAT SHONE LIKE 14

ajax-honors-johan-cruyff-with-special-kit-11In few days it’s a whole year since his exit. But ultimately death is just a quick chronicle. Because the story has been written and can’t be changed. And History tells that when Johann Cruijff would play people switched on tv or went to the pitch basically to watch him playing. Because the Betondorp kid used to put the whole team on. He turned into Ajax, Barcelona, Holland, plus the other teams he played with in the second leg of his career. He was nicknamed “the white Pelé”, but his fans didn’t like it so much preferring instead naming Pelé “the black Cruijff”.

For those who love the lyric beauty connected with football (or those who simply want to have an idea about that), there’s a great book titled Johann Cruijff – Il genio totale (Johann Cruijff – the total genius, translator’s note), released by Kenness and written by Paolo Marcacci e Diego Angelino.

Teacher of literature, radio speaker and tv columnist the former; journalist and writer the latter, the authors have accepted to talk to the owner of this blog who, facing this topic, as a Jake Blues/John Belushi, rises his hands declaring he saw the light.

Why a book on Johann Cruijff right after his bio?

«Because we wanted to tell in a passionate way his fotball parabola . It’s not a bio, it’s a journey aboard his legend.»

How long did it take as far as the research and the writing are concerned?

«Months of great intensity and passion. We’ve had a lot of fun and enjoyed so much, this soothed the whole effort.»

johan-cruijff1Has Cruijff been a revolutionary more on the pitch or off for transforming a conservative line of work with his liberal behaviour?

«Cruijff was Cruijff, same as none. Revolutionary in spite of himself, a consequence of his ideas.»

You mention a peculiar moment of his youth. He notices his mother bent on cleaning a floor at the Ajax stadium and lifts her up by an arm saying she has not to do it anymore because she is a Cruijff. When a gesture tells a personality…

«We think it was his first perception of his predestination.»

Who or which was his football father?

«His talent, insuppressible. Despite his physical flaws, something that for other players would have been totally jeopardising.»

How would you see him in the current football?

«Today Cruijff would offer more and more variations to any kind of scheme.»

Which the best credit for Rinus Michels?

«Defending his talent, looking after the discipline, always as a function of the team organization.»

His best piece of play: the famous turn to Svedish Olsson at the ‘74 World Champion, the impossible goal scored to Atletico Madrid, the percussion that lead to the penalty at the beginning of the final versus West Germany still at ‘74 World Champion…?01

«In our opinion, the choice goes to the perfect cross kick played with the outside: a piece of play that used to confuse the whole defense.»

Why Holland lost the final versus West Germany?

«Doom and a piece of self-satisfaction.»

During a match Northern Ireland-Holland George Best made fun of him with a tunnel and an ironic sentence. How do you focus it?

«Two comet stars touching lightly each other. Something happening once in a century.»

790234211You explain also in a biological way the reason why the most famous number 14 of the world succeeded in pieces of play nobody could even try to do. What resulted from the X-rays you did on his feet?

«Resulted that the genius takes advantage of the defects. It makes you being declared unfit for the military service and then gives you back three European Cups (now Champions League, translator’s note).»

His first season with Barcelona was unforgettable. The others didn’t reach the same heights. Which the explanation in your opinion?

«Maybe , also in this case, an excess of aesthetic self-satisfaction. And a kind of fulfilment.»

In which team would he play today?

«Everywhere. But maybe above all still for Barça.»

And as a trainer?jc1

«In the Liga.»

What about his economical price in this age of “exploded” money transfers?

«More or less the same of a Van Gogh, his compatriot.»

How much could he ask?

«He’d try to ask… more, to get the most.»

When he was asked why he didn’t use to fall down inside the penalty box when his opponents obstructed him, he answered that he learnt to play in the streets and it’s very painful dropping on the cement. I guess that the 99% of the players today never played along the streets.

«Melancholically true.»cruyff-e-guardiola-maxw-6541

Terrific player and huge as a trainer. How his genius came out on the bench?

«Celebrating the Football. With F capital letter.»

Was his model of football closer to Sacchi or Guardiola?

«Let’s say Sacchi as far as intensity and the defense organization are concerned, and Guardiola if we mean the kick-ups. Actually they are two of his ”sons”.»

johan-cruyff-of-ajax1He never played in our Serie A, but for 45’ he wore A.C. Milan shirt versus Feyenoord during a Mundialito. He was criticized for his performance but you give another point of view thanks to the opinions of Milan players. They say that…

«They had never had been directed so well on the pitch by a mate. The famous “Cruijff hand”….»

 

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