Quel magico posticino a Milano chiamato Metropolis Dischi

01Sebastiano Scandamarro e Alfiero Corsi, i due “resistenti” sotto il cappello di Metropolis Dischi , storico record store a Milano (dal 2015 nella nuova sede di via Carlo Esterle, traversa della tipica via Padova per chi ha una minima conoscenza del capoluogo lombardo), aperto nel 1981 (da Corsi), che da vent’anni si dedica esclusivamente all’usato con preziose gemme che fanno la felicità dei cultori musicali di tutto il mondo.

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Sebastiano Scandamarro e Alfiero Corsi

Milanesi entrambi, un amore sconfinato per la musica e per tutto ciò che alla musica gira intorno per dirla alla Fossati. Il disco innanzitutto, oggetto e passione di vita a cui dedicano energie e tempo perché il pur fondamentale aspetto commerciale sia accompagnato da un familiare contatto di serietà e competenza. Il negozio è un punto di ritrovo necessario per la ancora cospicua massa di collezionisti e semplici appassionati che nell’era della società liquida non smettono di pensare che la musica vada ascoltata e non semplicemente udita distrattamente, e il suo supporto sia materia concreta da prendere in mano (e perché no, da annusare) e conservare per bene in luoghi nobili della casa perché in grado di emanare un’aurea di memoria, luce e colore anche quando è a riposo.

Questa la chiacchierata con Scandamarro.

Com’è cambiato negli anni il mestiere di negoziante di dischi?

«La rete ha rivoluzionato anche il mondo del commercio e noi ne siamo stati investiti in pieno sotto ogni aspetto. Una volta se ti piaceva un disco potevi solo comprarlo, oggi lo puoi ascoltare senza acquistarlo. Una rivoluzione.»

E come sono cambiati gli acquirenti?

26160976_dHSuVIkgLyUdxOdnw78I0TycobMlamTEzfpJbrmZe5E«Si sono adeguati ai cambiamenti, non hanno più il problema di trovare un titolo, in rete c’è quasi tutto, ma cercano nel negozio un punto di riferimento,soprattutto per la qualità.»

Qual è, se possibile delinearlo, il prototipo dell’appassionato che oggi frequenta il vostro negozio?

«In questi ultimi cinque anni il vinile ha richiamato un nutrito numero di ragazzi ma dominano i “vecchietti”, tra i 40 e i 60 anni,tra l’altro molto informati e preparati.»

Negli anni Ottanta ci fu il passaggio dal vinile al compact disc. A distanza di quarant’anni, cosa è stato questo cambiamento?

«Non io ma i numeri ti rispondono: crollano i cd venduti e crescono invece quelli dei vinili.»

Analogico o digitale: per chi ti schieri come ascoltatore?getlstd-property-photo

«Sono per la musica, non sono per le fazioni, il cd è pratico, il vinile è romantico, però con un buon impianto vince il vinile.»

Pensi che ci possa essere un ritorno all’educazione musicale grazie a supporti materiali per le nuove generazioni?

«Formare musicalmente i ragazzi è importante, l’abbandono in questo senso nella scuola sta uccidendo la musica classica.»

Un abbassamento al 4% dell’Iva sui dischi come per i libri pensi possa essere un incentivo a ridare fiato al mercato discografico od ormai è tardi?

«Ormai la musica è a costo zero, nulla riporterà indietro le lancette.»

julyQuel è stato il disco più raro che Metropolis Dischi ha avuto per le mani?

«Il primo dei July dal titolo omonimo, psichedelia inglese.»

Che prezzo può raggiungere un disco raro?

«Al momento il prezzo più alto che risulta essere stato pagato è il White Album dei Beatles, parliamo di una delle prime quattro copie, essendo uscito numerato, appartenuto a Harrison o a Starr, sopra le 700.000 sterline.»

Quale artista non conosce crisi nell’ambiente dei pezzi pregiati?

«Beatles,senza dubbio.»Beatles-2

Per vostra scelta non partecipate alle tante fiere del disco che si tengono nel nostro Paese. Puoi spiegare il motivo?

«Non partecipiamo alle fiere soprattutto per carenza di tempo.»

Nel tuo mestiere hai a che fare con veri professionisti della collezione musicale. Che storie hai ascoltato da loro?

rolling stones sticky«I collezionisti di dischi sono molto eterogenei, racchiudono le molte sfumature della natura umana, ma non posso non citare quello con 13.000 dischi dei Rolling Stones piuttosto che un altro con 20.000 dischi dei Beatles.

Cosa ne pensi del collezionismo? Una semplice passione, una mania, una patologia umana?

«Ero un collezionista, dunque tutto normale.»

Questo mestiere vi fa in qualche modo sentire depositari di un patrimonio che fa il giro del mondo ma che da oggetto di consumo di massa si è via via trasformato in prodotto di nicchia?

«Questo mestiere ci fa sentire solo delle persone fortunate, come tutti coloro che hanno fatto di una passione un mestiere.»

Il long playing si è fatto largo come oggetto di universale consumo velvetanche grazie alle copertine e al loro accurato design. Quali, a tuo parere, quelle che in assoluto hanno scritto la storia della musica contemporanea?

«Penso che le graduatorie siano impossibili quando si ha a che fare con qualcosa di meraviglioso e questo vale anche per le copertine, dalle più iconiche come la banana di Andy Warhol per l’album The Velvet Underground & Nico a quelle dello studio Hipgnosis che hanno contribuito a costruire la fortuna dei Pink Floyd.»

Quale la musica e l’artista che più toccano le tue corde?

«Sono musicalmente onnivoro, ho una canzone per ogni stato d’animo, per ogni emozione.»

sfIl disco che vorresti portare con te nell’aldilà?

«Vale la risposta alla domanda precedente, però stavolta ti accontento: quando cinque anni fa aprii la nuova sede, il primo disco che misi su per enfatizzare il momento fu Sweet Freedom di Michael McDonald, voce strepitosa.»

THAT MAGIC PLACE IN MILAN CALLED “METROPOLIS DISCHI”

01Sebastiano Scandamarro and Alfiero Corsi, two tough guys under the hat of Metropolis Dischi , the historical record store in Milan (opened in 1981 and from 2005 in the new headquarter in via Carlo Esterle), that in the last twenty years has become a necessary reference about second hand records with precious gems which are the happiness of thousand music cult followers all over the world.

Both Milanese dudes, an evelasting love for music and everything revolving around it. The record first of all, object and passion of life to whom they dedicate vigour and time in order that the even important commercial aspect of their job goes always with a familiar connection of professionalism, competence and friendship. As written before, the store is an essential meeting place for the still large mass of collectors and common passionates who in the “liquid society” era don’t give up thinking that music must be listened and not simply absent-mindedly heard and that its device must be made of a material to be hold in hand (and, why not, to smell) and preserved carefully in a noble place of the house because it’s able to emanate a vibe of memory, light and colour even when it is at rest.

Here’s the talk with Scandamarro.

52999918_2458071204205202_4790753190796591104_oHow the record-shop keeper job has changed in the years?

«The net has revolutionised the worldwide business and we’ve been run over completely. Once if you liked a record you could only buy it, today you can listen to it freely. A revolution.»

And how the customers have changed?

«They’ve adapted to changes. They haven’t anymore the problem to find a title, in the net it’s possible to finde almost everything. As well in the store they look for a place a reference point,above all for the quality.»

If it’s possible to outline it, what’s the prototype today of the music passionate who hangs out at your store?

«In the last five years the vinyl summoned a substantial number of young poeple but the most part of our customers is still made by people between forty and sixty years old, for that matter well-informed and experienced.»

Jon Anderson tra Corsi e Scamarro in una foto d’annata

In the Eighties there was the passage from the vinyl to the compact disc. Forty years after, what about it?

«Not me but the numbers give the right answer: the cds sold collapse, the vinyl ones rise up.»

Analog or digital: as a listener, where do you stand?

«I’m for the good music, not for the factions. The cd is handy, the vinyl romantic. But with a good hi-fi the vinyl wins.»

Do you think that the new generations can be still educated to listen to music thanks to devices different from the ones they’re used to?

«Educating young people to music is important, in this sense the desertion under the responsability of public school is a deep damage above all as far as classic music is concerned.»

Could a reduction in VAT on records, for example at a 4% just like the books, be an incentive to revive the record market or it’s too late?

«By now music is free of charge, nothing will roll the clock back.»

Which is the rarest record that Metropolis Dischi got?

«The July debut, with the same title, English psychedelia.»

Which is the price that a rare record can amount to?1200px-Sleeve_of_the_Beatles'_White_Album.svg

«At the moment the highest price that has been paid isfor Beatles’ White Album, we talk about one of the first four copies, it was numbered at the beginning, belonged to George Harrison or Ringo Starr. Its value was more than 700.000 pounds.»

Which artist doesn’t know crisis as far as rare records is concerned?

«The Beatles, without any doubt.»

In your job you meet a lot of collectors. What about them?

«Record collectors are very mixed, embracing a lot of shades of human nature. I know one who owns 13.000 records of the Rolling Stones and another one with 20.000 of the Beatles.»

What about the collecting? A simple passion, a mania, a pathology?

«I was a collector, so… totally normal.»11760315_1009155889096748_2389141406623915250_n

Does this job makes you in a way feel depository of a heritage of something that all over the world turned from common obiejct into a niche product?

«This job makes us just feel lucky people, just like all that can turn their passion into a job.»

art-of-hipgnosis-and-the-album-cover_960The long playing, as an object, owes its fortune also to the covers and their accurate designs. In your opinion, which of them wrote the story of contemporary nusic most all?

«I think that rankins are impossible when you deal with something so marvellous and this also applies to the covers, from iconic just like Andy Warhol’s banana for the album The Velvet Underground & Nico up to those created in the Hipgnosis studio that contribuited to create the fame of Pink Floyd.»

Which the music and the artist that get through you most?dgbadbabad

«Musically speaking I’m omnivorous, I get one song for each mood, for each emotion.»

The record you would take with yourself hereafter?

«I could give you the same answer but this time I satisfy you. When five years ago we went to the new headquarter the first record I put on to underline the moment was Sweet Freedom by Michael McDonald, amazing voice.»


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