Si chiama Bosch. Detective Harry Bosch

01Harry Bosch. Detective Hieronymus Bosch, per tutti Harry. Ex veterano in Vietnam, 1ª Divisione Fanteria, topo delle gallerie. Trent’anni passati nella omicidi di Hollywood. Michael Connelly, il suo creatore, l’ha spedito in pensione attiva, ma Harry Bosch è e sarà sempre il detective della LAPD.

Nome datogli dalla madre, una prostituta uccisa quando lui aveva undici anni, folgorata dalla ricchezza dei quadri del celebre pittore fiammingo. In una circostanza il suo avvocato di turno gli ha detto: «Tu sei un gatto selvatico». Bel salto per uno che in guerra era soprannominato “il Topo”. Gatto selvatico, un vestito che gli si addice.

Bosch parla poco. L’indispensabile. Più spesso meno. Mai una parola di troppo, più volte una di meno per lasciare il mondo che gli circola intorno nell’indeterminatezza. Distaccato al punto da apparire anafettivo, ma non quando si tratta della figlia Maddie. Lei sa che le cose non stanno così. Forse perché è così figlia di suo padre da assomigliargli in tutto e per tutto.

Bosch è rimasto in piedi anche quando uccisero sua moglie Eleanor, 16bosch-mediumSquareAt3X-v2giocatrice di poker e collaboratrice FBI. Decise di continuare a macinare ore sul lavoro in cerca della verità qualunque caso gli avrebbero affidato, fedele al suo motto personale “tutti contano o non conta nessuno”.

Bosch più che camminare dà l’idea di ciondolare. Testa sempre a trequarti, sembra penetrare il cielo per vedere cosa appare se si mette a osservare più lontano. Se sei tu che gli stai parlando è come se in quella posizione riesce a squadrarti meglio. E far arrivare meglio le parole che gli stai dicendo. Non aspettarti un sorriso. Difficilmente lo riceverai.

bosch-amazon-prime-aprile-2002-serie-tv-1024x683Quando ha qualche ora per sé se ne sta nella sua casa in pendenza sulla strada Woodrow Wilson sulle colline di Hollywood, dove una magnifica vista gli permette di dominare Los Angeles dall’alto. Se poi è accompagnato da una Anchor Steam e circola tra le pareti il jazz di Frank Morgan o Art Pepper, di cui si nutre come l’aria, si vede che le cose procedono per il loro verso.

Bosch è leale. Rispetta ruoli e gerarchie e, difformemente dalla cattiva reputazione che lo accompagna per trovarsi (quasi) puntualmente a varcare il limite delle regole procedurali, non ha mai alterato una prova né accettato verità di comodo. Del regolamento gli vanno stretti i lacci e lui, quando entrò in polizia, decise che se proprio doveva mettere in pericolo la sua vita lo avrebbe fatto ma stando comodo.

Bosch non si dà una spiegazione sull’equilibrio della società. Né si chiede se può esistere un mondo migliore di questo. E neppure è convinto che la giustizia prima o poi la vinca. Se anche lo facesse, trattandosi di uno frank morganstrumento umano, la sa fallace quanto il suo esatto opposto. Serve il distintivo che porta addosso, ma procede con la convinzione che ci siano cose che accadono perché accadono, con o senza spiegazione.

Bosch non sogna. E se sogna non ricorda. E se ricorda fa finta di non ricordare. È già un mestiere pesante attraversare indenni le giornata, non c’è bisogno di entrare nei libri di Freud. Ti impegni a rispettare le dinamiche della centrale (e questo non ti è di peso), ti impegni a rispettare la Costituzione davanti al più vomitevole criminale (e per questo sì ci vuole impegno), fai altrettanto con le norme e le abitudini di procuratori, avvocati e affini (e la temperatura sale), non ti si può chiedere di faticare anche la notte quando sei a letto.

9576424_4135798Bosch ha ucciso. Una bella collezione di criminali mandati al camposanto. Non ne va fiero ma la cosa neanche lo tormenta. Lo tormenta il non riuscire ad arrivare alla verità dei fatti, non che la verità sia portata alla luce ufficialmente in un’aula di tribunale. Se è così meglio, altrimenti arriva fino alla rabbia repressa, senza mai varcare il limite.

Bosch non ha particolari vizi. Forse perché, come sostiene qualcuno che gli è vicino, il suo più grande vizio è Bosch stesso. Sul campo è un martello. Naso implacabile a trovare la crepa nel muro eretto dai criminali. Ci entra con le unghie e gratta fino a farlo crollare. Nel cervello la luce per giocare d’anticipo, fare della psicologia una fedele compagna e completare il puzzle. La verità è agli occhi della corte. Che se poi non la vede è solo questione di tenere a bada l’indignazione e chiudere alla solita maniera: «Così funziona».

Bosch, detective Harry Bosch.

 

HIS NAME IS BOSCH. DETECTIVE HARRY BOSCH

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Harry Bosch. Detective Hieronymus Bosch, aka Harry. Former veteran in Vietnam, 1st Infantry Division, tunnel rat. Thirty years spent in Homicide Hollywood Division. Michael Connelly, his creator, recently has put him in an active retire, but Harry Bosch is and will always be the LAPD Detective.

The name was chosen by his mother, a prostitute killed when he was eleven, amazed by the treasure of the famous Flemish painter’s paintings. Once his lawyer said: «You’re a wild cat». A big jump for someone whose nickname at war was “the Mouse”. Wild cat, a suit that fits.

Bosch speaks little. The necessary. Very often less. Never one word more, several times one less to leave the world around him in the vagueness. So detached to appear unsentimental, but not when his daughter Maddie matters. She knows that things don’t work this way. Maybe because she’s deeply his daughter to resemble him in all respects.

Bosch didn’t collapse even when her wife Eleanor, a poker player and FBI collaborator, was killed. He decided to keep on working hour by hour

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whatever case he would be entrusted to in search of the truth, loyal to his motto: “All count or none counts”.

Instead of walking Bosch seems to dangle. Head bent forward three-quarters, he seems to penetrate the sky to watch what appears if he puts himself at observing further. In this position, if you’re talking to him, he’s able to look you up and down. And managing the words you’re using better. Don’t expect a smile. Unlikely you’ll get it.

art pepeprWhen he got some time to spend for himself he stays in his house on stilts at 7203 Woodrow Wilson Drive in the Hollywood Hills where a sensational view allows him to dominate Los Angeles from above. And if he got an Anchor Steam and Frank Morgan or Art Pepper jazz spreads out among the rooms he feels that things have been driving in the right ways.

Bosch is a fair man. He respects roles and hierarchies and, instead of the bad reputation that goes after him for his practice to push the limits of the procedural rules, he never adulterated an evidence or accepted a convenient truth. He can’t stand the rigidity of the regulation and since when he joined the police he thinks that if he must jeopardize his life he won’t ever do because of a clause.

Bosch has no answer about the balance of society. Nor he asks to himself if a better world can exist. Not even he’s sure that sooner or later justice wins. And if justice wins he knows that it remains a deceptive device. He serves the badge he keeps going with the belief that there’re some things that happen just because they happen.

Bosch doesn’t dream. Or if he dreams he doesn’t remember the dream. And if remembers the dream he pretends not to remember. It’s hard enough to pass right through the da , it’s not necessary to come in Freud’s books. FEATURES_150219845_AR_0_LVDEWNFVVNOTYou’re committed to respect the District rules (and this is not load), you work hard to respect the Constitution even when you face the most horrible of the criminals (and you need a certain effort), you do the same with rules and habits of attorneys and lawyers (and the body heat rises), you can’t be asked to struggle also when you’re in bed.

Bosch kills. A good collection of criminals sent to the graveyard. He’s not proud of it but it’s not something that gives him torment. He’s tormented if he doesn’t claw the truth not when the truth is not corroborated in a courtroom. Better if it is otherwise if it isn’t he only goes to the repressed anger without getting across the border of the law.

Bosch got no particular vices. Maybe because, as someone close to him says, his biggest vice is himself. On the ground he’s a hammer. Implacable in finding the crack in the wall built up by criminals. He goes in with the nails boschfgfscratching until it falls down. In his brain the light to be ahead of the game, the psichology a faithful partner to complete the puzzle. The truth is under the eyes of the court. And if the court doesn’t see it then it’s only a matter to hold the indignation off and closing in the same manner: «It works this way».

Bosch, Detective Harry Bosch.


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