Stephen King, alla caccia del Demone

se scorre senza bordiIl Demone c’è. Si nutre della sofferenza altrui e di quella del singolo. Se ha proprio fame di sofferenza ne vuole sempre di più. E non meno di parecchia. Stephen King lo ha sempre scritto e ora, con la nuova raccolta di racconti (4) da noi tradotta con Se Scorre il Sangue (If it bleeds, nell’edizione originale), ci conferma che lo sa meglio di ogni altro.

Il Demone della crescita e dei confini della realtà (Il telefono del signor Harrigan), quello della malattia (La vita di Chuck, il migliore del mazzo a mio parere), quello incarnato nel serial killer (il racconto che dà il titolo alla raccolta, dove ci ripresenta l’investigatrice privata Holly Gilbney, già conosciuta con Mercedes e The Outsider), quello dell’ispirazione letteraria (Ratto).

2Scrittura lineare secondo marchio doc, narrazione che assume di volta in volta un profilo orale, grande suggestione cinematografica come ormai sappiamo, ci attendiamo e amiamo (l’eufemismo per questo ultimo verbo e prova di umiltà dello scrivente) . Questa l’architettura per spalancarci le porte al male. Che si veste della nostra quotidianità e che scambiamo per follia quando si prende decine e decine di giovani vittime alla Albert Macready Middle School con un pacco bomba.

In pratica, la vita non solo è un mestiere gran duro da portare a fine giornata ma più spesso è quella cosa di cui non riusciamo proprio ad afferrare un senso, vittime e 3carnefici delle nostre più basiche ossessioni. Non tanto sotto le coltri del mistero, ma sopra la superficie del sentimento.

King è sempre stato una delizia da leggere. Negli ultimi anni è ossessionato dalle stragi, esempio di un tessuto sociale ormai disgregato e di una umanità che preferisce affrontare l’esistenza contro un nemico che manco conosce dentro una giungla, una guerra autodichiarata il cui dolore immane è il frutto del godimento di menti senza controllo, alimentate però con gli ingredienti della società che noi stessi interiorizziamo.

Poi ci sono figure bellissime, come il bambino Craig del primo racconto o il protagonista di quello successivo. King in questo è un docente primario. Affascina con la bontà e la sobrietà, anche quando inietta dosi di extraumano, se non proprio di fantastico. Via via nel tempo lo scrittore del Maine ha assunto un atteggiamento più realistico nelle proprie storie, ma quando si ricorda di andare oltre la 4realtà sensibile troviamo quel quattro quarti di nobiltà nella sua letteratura che lo hanno imposto tra i più grandi letterati in assoluti a cavallo di questi ultimi due secoli. I 500 milioni di copie che ha venduto nel mondo sono tutte sempre state ben acquistate. A 72 anni ha la freschezza letteraria di un ragazzo prodigio (andatevi a leggere il precedente Elevation, gemma assoluta dell’intera sua produzione narrativa) e continua a scavarci dentro dicendoci: «Fermati, ti racconto una storia». E noi lì ad ascoltarla, a turbarci emotivamente, a commuoverci e a regalare il nostro tempo che si arricchisce di pagina in pagina. “Se scorre il sangue si vende” è il vecchio adagio giornalistico da cui è stato preso il titolo. Se scorre la penna di Stephen King su una pagina poi la si legge.

Che il Signore ce lo conservi.


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