Sylvia Beach e l’utopia trasformata in vita vera

001Più della Strand di Manhattan. Madre della City Lights di Frisco. Modello ispiratore per la libreria Acqua Alta di Venezia. Un universo, non una semplice libreria. Un epicentro esistenziale, non solo una casa editrice. La Shakespeare and Company, per chi ha avuto l’enorme privilegio di frequentarla dagli anni Venti del secolo scorso fino al 1941, quando chiuse per l’occupazione nazista, fu un’esplosione solare che dal 12 di rue de l’Odéon a Parigi (anche se il negozio originario per poco tempo fu aperto all’8 di rue Dupuytren) raggiunse l’intera Europa e gli Stati Uniti d’America.

Trasformatrice dell’utopia in concreta realtà quotidiana di vita (stra)ordinaria, non semplicemente una donna esile e gentile dai capelli castani spazzolati all’indietro, Sylvia Beach. Ambasciatrice in terra di un’idea visionaria della cultura e dei rapporti tra le persone, spinta dal desiderio di creare a Parigi (dove, da Baltimora, Maryland, la aveva condotta il suo amore per la letteratura francese) un luogo per la diffusione e la conoscenza in Francia di scrittori e poeti americani, aprì letteralmente un mondo nuovo arrivando a consegnare a noi europei l’Ulisse di James Joyce, trasformandosi in casa editrice e superando una miriade di avversità per dar forma a un romanzo rivoluzionario (e tenere nel contempo a bada un autore dalle tasche bucate), prima bandito in America e poi oggetto ossessivo di un mercato nero che sottrasse tanto denaro alla casa editrice e a Joyce stesso.01

Fu il suo successo più celebre, ma non certo la ragione storica più evidente del significato delle azioni di questa donna americana che lanciò l’idea che se un libro non te lo puoi permettere magari ti sarà più facile sottoscrivere un abbonamento a prezzo popolare alla libreria grazie al quale ti porterai via i suoi volumi che restituirai dopo averli letti. E, a latere, una seconda ideuzza: se non possiedi uno spazio idoneo a dedicare il tempo che vuoi (e nel modo che vuoi) alla lettura, potrai sempre restare nei locali della libreria a leggere, magari stringendoti un po’ per via di uno spazio non così abbondante, ma con la possibilità di incrociare, se non fare la conoscenza, di tanta bella gente.

shakespeare_and_company5
Sylvia Beach e James Joyce

Eh sì, perché la lista della “ghenga”, come la chiamava la stessa Beach, degli scrittori e degli artisti in genere che frequentò e animò la Shakespeare and Company è così densa di sangue ed elettricità da far venire tutt’oggi i brividi. Senza farne Treccani dell’argomento: James Joyce (ça va sans dire), Ernest Hemingway, André Gide, Erik Satie, Ezra Pound, Francis Scott e Zelda Fitzgerald, Francis Poulenc, Gertrude Stein, Sherwood Anderson, John Dos Passos, Thornton Wilder, Djuna Barnes, Paul Valéry, Alice Toklas, Henry Miller.

Siete ancora li?

Da un paio di anni è possibile far nostra, in italiano, la lettura delle memorie di Sylvia Beach, in un magnifico volume edito da Neri Pozza dal titolo appunto Shakespeare and Company (arricchito da un’altrettanto deliziosa prefazione firmata da Livia Manera). Sono pagine gonfie di vita. Le acrobazie per mantenere aperta l’attività e il trapezio della sua vita sempre ben teso per “accudire” (ma forse le virgolette sono uno spreco 8744649_3392239tipografico) al meglio personaggi dalla lingua tranchant e dalle abitudini pericolose per i conti della libreria sono un godimento per il lettore. E così gli aneddoti sulle particolarità umane di uomini e donne che vivevano del solo proprio genio creativo per dare un senso a opere, azioni e omissioni sulla terra.

Un altro mondo, certo. Dove pullulavano le riviste letterarie e il solo riuscire ad aprirne una era considerata prova di una vita ben spesa. Dove un libro era ancora un sogno lungo un giorno per il cittadino medio (ma si sa, da sempre i francesi danno del “tu” alla lettura, non del “voialtri” come la grande maggioranza dei nostri connazionali). Dove la curiosità spingeva a uscire per cercare e non a posizionarsi al centro del proprio ventre per farsi raggiungere. Dove si pensava ancora (e lo si sarebbe fatto per tanti anni a venire a dir la verità) che per spostare il tempo contemporaneo e fare un favore al mondo bastasse la miseria della propria bravura.

Gemme sempre più oscure. Ma forse non così oscure come il pessimismo della ragione ci porterebbe a credere.

1-Sylvia-Beach-Whitman-Outside-Shakespeare-and-Company-lgP.S. – Il nazismo non riuscì a far sparire Sylvia Beach, ma la sua Shakespeare and Company non tornò più alla luce. Nel 1951 George Whitman aprì Le Mistral, la libreria che ne prese il testimone. Nel 1962, alla morte di Sylvia Beach, Whitman cambiò il nome del negozio proprio in Shakespeare and Company, un atto d’amore verso Sylvia, facendone un must per la cultura letteraria della città che aveva aperto le porte a chi, come Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs, era diventato il nuovo movimento di rottura artistica. Oggi quella libreria è viva e vegeta. Portata avanti dalla figlia di Whitman, Sylvia Beach Whitman (capito?). Si trova al 37 di rue de la Bûcherie, zona Place Saint-Michel, la Senna a pochi metri. Organizza eventi come il Sunday Tea, incontri con scrittori e letture. E il locale è un piacere visivo e olfattivo. Non mancate di fargli visita quando andrete a Parigi.

 

SYLVIA BEACH AND THE UTOPY TURNED INTO REAL LIFE

9780231145374More than the Strand Bookstore in Manhattan. Mother of City Lights in Frisco. The inspiration example behind the bookshop Acqua Alta in Venice. A universe, not just a bookstore. An existential epicentre, not a mere publishing house. Shakespeare and Company, for those who got the privilege to attend it from the 1920s of the previous Century up to 1941, when it had to shut down because of the nazi occupation, was a solar blast, that reached the whole Europe and the US, from 12 Rue de l’Odéon in Paris.

Sylvia Beach, the woman who turned her utopy into real and (extra)ordinary life. The one who acted as holder of a visionary idea of culture and human relationships. She started by opening, in Paris, a place to create an area to spread the knowledge of american writers and succeeded in bringing to light a completely new world. Publishing, for example, James Joyce’s Ulysses, a revolutionary novel initially banned in the US and progressively obsessive object for a black market which stole a huge sum of money to the publishing house and James Joyce as well.

Her most famous success. But not the heart of her effort. The door of her new world remained the bookshop. And the ideas to make it survive. For example: if you don’t have

con hemingway
Sylvia Beach and Ernest Hemingway

enough money to buy a book, you can get a subscription at the bookstore for a small amount that allows you to get the books you want, read them and bring them back. And moreover: if you can’t find any place to read properly, you are free to use the bookstore itself as a peaceful and silent place to enjoy a book. With the easy chance to bump into very interesting people.

The list of writers and artists who animated the bookstore is something that blows our minds: James Joyce (ça va sans dire), Ernest Hemingway, André Gide, Erik Satie, Ezra

Pound, Francis Scott e Zelda Fitzgerald, Francis Poulenc, Gertrude Stein, Sherwood Anderson, John Dos Passos, Thornton Wilder, Djuna Barnes, Paul Valéry, Alice Toklas, Henry Miller. Just to name a few.

Are you still there?

Since a couple of years it’s possible to read, in italian, Sylvia Beach’s memories in a gorgeous volume edited by Neri Pozza titled Shakespeare and Company. Pages full of life. The acrobatics struggle to keep the bookstore open, the trapeze always balanced to look after writers with huge personalities are such a deep pleasure for the reader. And, in the same manner, the anecdotes about men and women who used to live only by their own creative genius to give a sense of their presence on Earth.20171220_194231-191x300

Another world, ok. Another time. Where literary magazines were a usual presence and the simple fact to create one of them, was an evidence of a well spent life. Where a book was still a daily desire for ordinary citizens. Where curiosity pushed people to go out in search of what they needed and not standing still as a target demanding the world to come to us. Where artists used to feel that pushing the world and their time one step further on with the effort of their creations was still possible.

Obscure gems getting darker and darker. But maybe not so dark as the pessimism of our intellect would lead us.

 

P.S. – After the II World War Sylvia Beach’s Shakespeare and Company never came to light back again. 1200px-Shakespeare&c1In 1951 George Whitman opened Le Mistral, the bookstore that took the baton. In 1962, following Sylvia Beach’s death, Whitman changed the name of the shop in Shakespeare and Company, a act of love to Sylvia. It became a “must” for literary culture of Paris, it was opening the doors to Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs, the new change that was spreading all over the world. Nowadays that bookstore is still alive and kicking. Run by Whitman’s daughter, Sylvia Beach Whitman (understood?). It’s placed at 37 Rue de la Bûcherie, Place St.Michel, close to the river Seine. It organizes events such as the Sunday Tea, meetings and readings. Don’t miss to pop it into when you get there.

 


4 risposte a "Sylvia Beach e l’utopia trasformata in vita vera"

    1. Grazie, hai ragione sulla visione che muove il coraggio per azioni che avrebbero tutto per essere evitate se si alimenta il propriobagire col cucchiaino della tranquilla sicurezza. Sylvia Beach è stata il più bell’elogio della follia del Novecento. Io la sento cosí.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...