Dèmoni o Demòni: dove ci porterà la sfida del genere umano a Dio ?

81hprhqj9elStiamo in piena battaglia per sconfiggere Dio ed è possibile che prima o poi il genere umano celebrerà la sua vittoria. Possibile pure ipotizzare quando (entro un paio di secoli a star larghi), anche se resta ignoto quello che accadrà poi. Perché è anche possibile che Dio nel mentre decida di farsi sconfiggere se pensa che questa sia la via perché l’uomo riceva la sua salutare lezione.

Ci stiamo allenando con la crioconservazione, l’ibernazione (per ora ammessa solo) post-mortem, la cui realtà fattiva viene garantita da Dennis Kowalski, presidente del Cryonics Institute che ha sede nel Michigan: «Prendete la Cpr (la rianimazione cardiopolmonare, nda), e pensate quanto sarebbe sembrata incredibile cento anni fa. Riportare in vita criogenicamente qualcuno dovrebbe essere definitivamente fattibile in cento anni, ma potrebbero volercene appena dieci».

uomo-che-cerca-dio-777x437In pratica: si muore, la nostra temperatura viene abbassata fino al raggiungimento di quella dell’azoto liquido e si ritorna in vita quando la scienza medica avrà progredito di quel tanto da curare il male che ci avrà uccisi (e nel mentre, noi non saremo definiti “morti”, ma “pazienti criopreservati).

La scienza medica, appunto. Che nel frattempo, oltre a trovare rimedi per le più subdole malattie al momento inguaribili, scoprirà anche la chiave per ritardare o addirittura frenare l’invecchiamento delle cellule organiche. E, grazie allo sviluppo incrociato di biotecnologia e ingegneria biomedica, renderà di utilizzo quotidiano intere parti organiche di sintesi in sostituzione delle originali che abbiamo avuto in dotazione da quando siamo nati ma ahimè al momento difettose o guaste.

Mica un programma pensato da H.G. Wells o Ray Bradbury. Ci stiamo arrivando. Siamo entrati nel cono per sconfiggere la Morte. E, con essa, Dio. Perché, se saremo fisicamente eterni, a che pro credere in un Dio ultraterreno? Perché assoggettarsi a una forza che non ci avrà mai più con sé? Non varrebbe più la verità dell’enigmatico Mister Wednesday che, in American Gods di Neil Gainman, dice a Shadow: «Questa è l’eterna follia umana. Dare la caccia alla carne tenera senza rendersi conto del fatto che si tratta soltanto di un bel rivestimento delle ossa. Cibo per vermi».

1adostoevIl nucleo atomico di questa vanagloria o attaccamento incondizionato alla vita risuona in una delle perle della letteratura mondiale, I demoni di Fëdor Dostoevskij (dèmoni o demòni fate voi, a seconda del singolare che preferite, demone o demonio), a.d. 1873. Il romanzo sul male, sul declino morale, sul nihilismo quale putrefazione del pensiero (secondo l’autore), sull’idealismo che, coniugato a una visione pesantemente egocentrica dell’esistenza, diventa disciplina totalitaria. Il libro della cospirazione, dell’atto gratuito e del senso di colpa. Il romanzo dell’assenza di Dio appunto.

Se Nikolaj Stavrogin è la vera molecola del male assoluto, un altro personaggio incarna la filosofia della sfida a Dio: Aleksej Nilič Kirillov. Ingegnere con forte propulsione nihilista, Kirillov è intenzionato a porre fine ai suoi giorni per dimostrare la sua invulnerabile libertà terrena. Albert Camus ne farà oggetto di studio ne Il mito di Sisifo. È una ribellione diretta e a viso aperto verso Dio, non la dimostrazione in silenzio della sua avvenuta inutilità per evidente scadenza d’uso, come si desumerà dalle future scoperte della scienza medica.

truthIl giovane afferma che potremo conoscere la piena libertà soltanto quando ci sarà indifferente vivere o non vivere. Ma l’uomo ha ancora troppo paura della morte perché, per insegnamento della natura, esso ama la vita. Più di un secolo prima di Thomas Ligotti e David Benatar, il suo antinatalismo punta l’indice contro quello che chiama il vile inganno e cioè l’aver da sempre celato all’essere umano che la vita è in primis paura, dolore, sofferenza, e che l’infelicità è la vera compagnia naturale che ci sta accanto a ogni ora della nostra esperienza materica.

Afferma che sarà considerato nuovo (e sarà felice e superbo) solo l’uomo a cui sarà indifferente esserci o non esserci. Solo quell’uomo vincerà il dolore e la paura e diventerà Dio. In quel momento l’altro Dio sarà sconfitto. E allora la Storia si dividerà in due parti: dal gorilla alla distruzione di Dio e dalla distruzione di Dio alla trasformazione fisica dell’uomo e della terra. Perché l’uomo che diventerà Dio si trasformerà fisicamente e con lui il mondo intero.

Kirillov decide così di uccidersi per dimostrare di aver conosciuto il segreto dell’inganno e di svuotarlo. «Chi ha il coraggio di uccidersi, quello è Dio», dice. Per poi, nel corso del libro, correggere il tiro: il primo che lo scopre lo deve fare per dimostrazione planetaria. Annuncia che sarà proprio lui a farlo, per liberare se stesso, diventare padre dell’arbitrio e liberare il genere umano che così vivrà nella felicità e nella fecondia perché sarà padrone dell’arbitrio e quindi diventerà Dio.

Dostoevskij fu quanto di più distante potesse esserci dal pensiero incarnato da Kirillov. escuridao-706x432Ma per quanto, noi contemporanei, siamo o ci sentiamo Dostoevskij, la nostra ombra sul mondo è ormai accompagnata da un impulso schizofrenico: da un lato ci sentiamo un po’ sorpassati dalla modernità, che appunto sta lavorando per elevarci a Dio, dall’altro iniziamo a vederci come dei rivoluzionari, noi e il nostro pervicace credo secondo cui l’antropocentrismo non è affatto la misura di tutte ma proprio tutte le cose. Perché crediamo ad esempio che non sarà mai la fine della nostra biologia a scrivere la fine della nostra Storia. E che ci saremo in eterno. Solo in un altro modo.

Possibile però che diventeremo dei carbonari e usciremo quatti e chini solo al calar della notte.

 

DEMONS: WHERE WILL THE CHALLENGE TO GOD LEAD US ?

uomini-vuotiWe’re in the middle of the battle to overcome God and it’s possible that, sooner or later, mankind is going to celebrate the victory. It’s possible also to speculate when it will happen (within a couple of centuries), while it’s still unknown what is going to happen after.

We’ve been training with cryopreservation , namely the hibernation (now allowed only) post-mortem, whose reality is expressed by Dennis Kowalski, president of Cryonics Institute (Michigan): «Take the Cpr (cardiopulmonary resuscitation, author’s note) and think how it was unbelievable a hundred years ago. Getting back to life with cryostass should be practicable whithin a hundred years or barely ten».

Practically: we die, our body heat is lowered until it reaches the one of the liquid nitrogen and we’ll come to life when medical have succeeded in healing the illness that had killed us.

Medical science, exactly. The weapon that, in the meanwhile, will have found the cure against the sneakiest disease now still terminal, the key to stop the cells ageing and that, thanks to biotechnology and biomedical engineering, will define the daily use of ahr0cdovl3d3dy5uzxdzyxjhbweuy29tl2ltywdlcy9plzawmc8xnzcvmzi2l2kwmi9mvungx0n2os5qcgc=synthetic organic parts to replace the original ones at the moment faulty or out of order.

Nothing come from H.G. Wells’ or Ray Bradbury’s pens. We’re getting to it. We’ve put Death in the crosshair. Its defeat will mean the defeat of God because if we’re physically eternal why do we should still believe in God? Why should we be subjected to a force that won’t ever call us?

The nucleus of this boastfulness or unconditional attachment to life resounds in one of the global literature pearls, Demons by Fëdor Dostoevskij a.d. 1873. If Nikolaj Stavrogin is the real engine of the absolute evi , another character embodies the nihilistic phylosophy of the novel: Aleksej Nilič Kirillov, a man motivated to kill himself to demonstrate his invulnerable freedom on Earth.

The young man says that we can be fully free only when living or not living will make no difference to us. More than a century before Thomas Ligotti and David Benatar, he points his finger at what he calls the low deceit concealed since forever to mankind: life is above all pain, suffering, fear and unhappiness is our natural partner. He asserts that the new man (a happy and fruitful one) will have no fear in being or not being. Only that kind of man will overcome pain and fear and will become God. At that moment the other God will be defeated.

solidãoDostoevskij was absolutely far from Kirillov’s way of thinking. We have to stress that, even though we feel close to Dostoevskij, our presence on Earth is now characterized by a schizophrenic impulse: nn the one hand we feel ourselves a little bit overtaken by modernity (that indeed is working to rise us up to reach God) and on the other we start to consider us revolutionaries on account of our stubborn creed that anthropocentrism is by no any means the measure of all things. Because we believe, for example, that it won’t be the end of our biology to write the word end in the footnote of our History. And that we’re (in another way) eternal.

Yet it’s possible we’ll become some new Carbonaris getting out crouched and bent only at nightfall.


3 risposte a "Dèmoni o Demòni: dove ci porterà la sfida del genere umano a Dio ?"

  1. American Gods, uno dei miei libri preferiti, bravo Corrado! Tutto quel che la scienza presenta come progresso vale solo se è per tutti, però! Che me ne faccio di resuscitare da sola? 😀

    1. Concordo. E penso che l’immortalità del fisico sua un’aberrazione come e quanto il pensare che la morte fisica sia la parola fine. Anche la morte muore. Quanto ad American Gods, sfondi un portone aperto. Grazie per le belle parole.

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