Tempo, quando salderai il tuo debito con Agniewska Vardy?

1Forse un giorno, annuso ancora lontano negli anni, qualcuno si prenderà la briga di restituire ad Agniewska Vardy quel che è suo e che le fu sottratto, di tributarle un saggio di scuse e ripubblicare la sua opera che oggi non riesce a trovare spazio neanche nei bancali dei più celebri librai antiquari (con somma frustrazione degli stessi). Se è vero che il Tempo è galantuomo, allora mi aspetto che il Tempo non voglia finire portandosi addosso tale pesante debito con la memoria di questa donna. Me lo aspetto a ragion veduta pensando che i saggi non parlano a caso. Come Johann Wolfgang Goethe ad esempio, che un giorno disse: «Non c’è colpa al mondo che prima o poi non venga punita».

Molto poco si sa di questa scrittrice coetanea di Horace Walpole. Sangue polacco per via della mamma e natali dalle parti di Brighton nel 1717. Neanche il luogo di nascita è del tutto certo. In passato ci fu chi parlò di Shoream-by-Sea e chi per la più interna Portslade. In un pezzo sul Daily Universal Register il fondatore della testata John Walter addusse una nuova ipotesi e cioè che la culla della scrittrice sarebbe da ricercare a Plock, nei dintorni Varsavia, ma questo importa solo per far crescere il mistero attorno alla Vardy.

Perché ho citato Walpole? Va da sé che i due si conobbero a Londra e si frequentarono gothic-fantastic-kenilworth-castle-englandper un certo tempo. Ma il fatto più clamoroso fu che mentre Walpole è passato alla storia per aver firmato con Il castello di Otranto (1764) le origini del romanzo gotico, Agniewska Vardy quel romanzo (e quelle origini) le aveva ben anticipate di almeno un paio di anni con Mother Murder, prima pubblicato a proprie spese e tirato in qualche decina di copie per amici e conoscenti e successivamente ristampato dalla LWFA (Lost & Found Women Association) senza tuttavia poter raggiungere una distribuzione degna del nome anche secondo i canoni nel diciottesimo secolo. Walpole ne attinse a piene mani e il futuro gli arrise.

Agniewska Vardy non fu soltanto la fonte stilistica per tutta una serie di autori del mistero, ma la madre del Fantastico in letteratura che si alimenta di principi filosofici. Prima in tutta la storia della letteratura anglosassone, nei suoi romanzi il Fantastico non è mai una ferita inferta al reale, un’incrinatura nella corazza dell’Essere da cui sgorgano terrore e orrore. Ne è piuttosto un completamento, una sorta di giustificazione che permette il perfetto incastro tra le pedine umane che formano la realtà. Il tutto, con una scrittura seducente e suggestiva, una cavalcata tra le parole, i pensieri e i dialoghi. La più eccitante tra le droghe.

urbanNei suoi scritti si trovano una serie di epigoni che di lì a poco avrebbero fatto la fortuna dell’intera letteratura occidentale: Citizen Breakdown (1751) è tutto giocato sulla perenne lotta tra le opposte pulsioni dell’uomo che si sta urbanizzando, in Breakfast With The Ghost (1754) appare la violenta e prorompente presenza del fantasma vendicatore tanto caro ai Byron e Shelley, avidi lettori dell’antologia Phantasmagoria (le cui pagine latitano della presenza della Vardy ovviamente). Ma è soprattutto il primo dei suoi capolavori, l’inquietante Resurgence Bertha del 1757 (il secondo è il già citato Mother Murder) a rivelarci quale precorritrice romanziera fu Agniewska Vardy.

Qui è lo spettro che ritorna dal mondo dei morti a rappresentare tutto salvo che la violazione dell’ordine naturale. La piccola Bertha, che si presenta nel mezzo di una cena della sua famiglia in una vigilia di Natale dieci anni dopo la sua dipartita, è invece il fattore riequilibrante che mette in pratica Dio che, accortosi dell’errore “di chiamata”, ristabilisce un suo superiore ordine di giustizia rispedendola dentro un campo (una minuscola zona della Cornovaglia) che però, popolato da umani non proprio pronti all’apparizione, reagiscono con tutte le imperfezioni la natura concede loro.

Un romanzo di una bellezza che fa paura, il racconto dell’impossibile con una lingua dark-rider-tolkien-appreciation-derrick-higginsinglese che sta cambiando, la bambina che si esprime con cacofoniche assonanze perché non più abituata a costruire meccanicamente nella bocca l’idioma del tempo. Più di Mary Shelley, più di J.W. Polidori, più di Bram Stoker (oh si!). Ma anche più di E.T.A. Hoffmann. Facendo un paragone con una scrittrice contemporanea prendete Agota Kristof, Ann Rice e moltiplicatele per dieci per avere un’idea di cosa può entrarvi dentro se mai avrete la fortuna di leggere una sua pagina. Ma se vi presenterete a me con un libro di H.P. Lovecraft o di Thomas Ligotti in mano allora vi dirò che sì, quella è la strada per ritrovare un’autrice dimenticata e apprezzarla.

Il motivo di tale conventium ad excludendum nei confronti di Agniewska Vardy? Io utilizzerei il termine astio e la attribuirei ai due casi giudiziari che a un certo punto della sua vita la coinvolsero creandole gravi problemi di equilibrio personale e affidabilità sociale. Quando aveva più o meno vent’anni, Agniewska fu perseguitata da un’accusa infamante: aver partorito due gemelli e poi fatti sparire grazie all’intervento di un giovane medico tedesco, Helmut Wilhelm Haller, che di lei fu neanche troppo segretamente innamorato. La giustizia non le diede requie per un anno intero non dando credito alla difesa secondo cui i due infanti erano nati morti. Poi, ma non sappiamo come e perché, le credette.

Ma fu soprattutto il secondo vortice dentro cui fu tirata una decina di anni dopo a indexmodificarle sensibilità, personalità ed equilibrio. Venne accusata di aver ucciso due fratellini (di nuovo il numero due), un maschio e una femmina, dopo averli convinti di essere lei la loro naturale madre. Li avrebbe accuditi in casa, tolti dalla visione del mondo e della luce con la scusa di essere portatori di una malattia incurabile (iperfotosensibilità la chiameremmo oggi) e quindi, una notte, soffocati col cuscino del suo letto in pieno raptus. Nel bando di convocazione, il capo d’accusa riportava anche di un suo successivo tentativo di suicidio con un fucile neutralizzato proprio dall’intervento del dottor Haller.

Agniewska riuscì di nuovo a provare la sua innocenza, ma il caso la spossò al punto di non abbandonarla veramente mai e ogni suo nuovo libro sarebbe prima o poi caduto nell’oblio. Fu lei a diventare fotosensibile al mondo intero, asociale con punte di pericolosità per sé e per gli altri (arrivò a lanciare dalla finestra una poltrona contro il suo innamorato dottore), sempre più propensa al silenzio e ad attacchi di panico che controllava soltanto grazie a lunghissime camminate o cambiando furiosa la cropped-castello1disposizione dei mobili in casa, non importa se in piena notte. Il giornalista George Birkenharm sulla London Gazette sostenne che i vicini di casa avevano affermato di averla vista perfino compiere atti di autolesionismo fisico. Questo almeno ci raccontano le povere cronache di cui disponiamo.

E non che le immagini ci vengano in maggiore aiuto visto che di lei esiste soltanto un ritratto disegnato dalla sua amica pittrice Angelica Kauffmann verso la metà del Diciottesimo secolo in cui tiene in mano un pennino o un lapis e un quaderno. Insomma, l’orrore che entrò nella vita della scrittrice, la scrittrice riuscì a metabolizzare in pagine supreme che ancora non sono state sdoganate.

The-Others-movie-02Quando nel 2001 vidi il film The Others di Alejandro Amenábar mi tornò alla mente il caso. Lessi che il film era stato ispirato da Il giro di vite di Henry James. Non conoscevo il libro. Riparai alla mancanza e mi accorsi che la trama era molto più lontana dall’assomigliare al film di quanto lo fosse la vicenda di Agniewska Vardy. Un giorno di aprile di qualche anno fa a Roma, dopo una camminata serale sul Lungotevere de’ Cenci, mia moglie e io capitammo in una trattoria molto graziosa. Giunti al dolce, con mio grande stupore vidi entrare proprio il regista cileno/spagnolo insieme a un gruppetto di persone. Mi alzai, chiesi la autorizzazione a disturbarlo che mi concesse carinamente. Non si era ancora seduto. Gli domandai se conosceva Agniewska Vardy e mi rispose con un lieve ma rigido cenno del viso. Allora gli chiesi se per il suo film avesse preso spunto dalla sua vicenda. La gentile risposta a mezza voce fu accompagnata da un sorriso di difesa e dalle braccia tese come a fermare qualcosa sul nascere: «Non lo faccia. Non conviene disturbare Agniewska». Poi si sedette. Lo ringraziai e me ne tornai al tavolo.

No, affatto. Non conviene.

 

TIME, WHEN WILL YOU BE PAYING YOUR DEBT TO AGNIEWSKA VARDY?

TtY4Ay5d_400x400Maybe one day somebody will give AgniewskaVardy back what was stolen to her and publish at last her full opera that now it’s impossible to find even in the most important antiquarian bookshops’ pallets (with a huge frustration of antique dealers). If Time is a gentleman I expect that Time doesn’t want to come to its end by keeping this heavy debt on its shoulders. As Johann Wolfgang Goethe said: «Ther’s no fault that one day won’t be punished».

So little we know about this author equal in age with Horace Walpole. Polish blood in her vien thanks to her mother, she was born close to Brighton in 1717. We’re not sure where. Someone wrote Shoream-by-Sea someone Portslade. On the Daily Universal Register John Walter, the founder of the newspaper, brought to light a new theory: she came to light in a place close to Warsaw. It doesent’matter, it only helps the mystery around her to grow up.

Why did I mention Walpole? Because they knew each other in London and for a while they hung out together but above all because while Walpole is recognized as being the first writer of the gothic novel with The Castle of Otranto (1764), Agniewska Vardy forestalled that novel and those origins almost a couple of years before with Mother Murder, at the beginning published by her own for friends and acquitances and later by the commitment of the LFWA (Lost & Found Women Association) but without reaching the bookshops of the most part of the country. Walpole gleaned from those pages so fully and the future would be his.henry_fuseli_the_nightmare

Agniewska Vardy was the real mother of the Fantastic literature and a revolutionary novelist. In her books, for the very first time, Fantastic is not a wound into the body of reality from which terror and horror spread out. Fantastic is a completion of what we call real world. A blast reached thanks to a seductive and evocative writing, a ride among words, thoughts, dialogues. The most exciting among the drugs.

In her pages the reader can pick up a series of seeds that would be the fortune of the entire wesetern literature: Citizen Breakdown (1751) is played between the eternal fight among the various opposite forces of the urbanizing new man, in Breakfast With The Ghost (1754) we face for the first time the violent and overflowing presence of the Avenging Phantasm so dear to Byron and Shelley, hungry readers of the Phantasmagoria anthology (where we don’t find madam Vardy obviously). But it’s above all the first of her masterpieces, the disturbing Resurgence Bertha (the second is the aforementioned Mother Murder) to reveal us what a forerunner was Agniewska Vardy.

cultura_popular_20180404Here is the spectre coming from netherworld to represent everything but not the violation of mankind order. Little Bertha, who shows up during the dinner of her family on the Eve of Christmas ten years after her death, is the balanced factor that God uses to remedy the mistake of the “calling too much in advance” of the child. God re-establishes a superior order of justice letting her to come down again in a tiny place of Cornwall that, her misfortune, is inhabited by humans not so ready to accept the apparition.

A novel surrounded by a frighting beauty, the tale of what is not possible in a language that was changing, the child that speaks with cacophonous assonances because she’s not used to creating mechanically in her mouth the language of the time. More than Mary Shelley, more than J.W. Polidori, more than Bram Stoker (oh yes!). But also more than E.T.A. Hoffmann. A comparison with female contemporary writes? Take Agota Kristof or Ann Rice, multiply by ten and you’ll get an idea about what you can feel if you ever have the luck to read a page of her. But if you show to me keeping in your hand a book of H.P. Lovecraft or Thomas Ligotti therefore I’ll say that you just have in yourself the way to find this forgotten writer and appreciate her.

The reason of such a conventium ad excludendum toward Agniewska Vardy? I’d use the word ‘resentment’ due to two legal troubles that menaced her personale balance and social trustworthiness. When Agniewska was more or less twenty year old she was persecuted by a shameful charge: having given birth to two twins and made them image-43278635-steampunk-wallpapers-1920x1080disappear with the help of a young german doctor, Helmut Wilhelm Haller, a man who had fallen in love with her. Justice gave her no quarter for a year not believing in her defense based on the declaration that the childern were born dead. Finally, we don’t know why and how, the court believed in her evidences.

But it was the second whirlwind she fell into a decade after that jeopardized her sensitivity, personality and equilibrium. She was accused of the killing of two siblings (number two again), a male and a female, after she persuaded them she was their real mother. She would take care of them in her house, moved them from the rest of the world and the light by the excuse they suffered from an incurable illness (hyper-photosensitivity) and then chocked them in a raptus with the pillow of her bed. The indictment reported she tried also to commit suicide with a rifle neutralized by the intervention of doctor Haller.

Agniewska succeeded again to prove her innocence but the case weakened her without never leaving her. Each new book she wrote soon would fall into oblivion. She herself became photosensitive to the whole world, antisocial, a danger for herself and the others (she threw by a window of her house a sofa toward her doctor in love), self-forced to the silence and in the grip of panic attacks she would managed by very long strolls or furiously changing the position of the furniture at home it doesn’t matter if in the dead of night. The journalist George Birkenharm wrote on the London Gazette that her neighbours had asserted they saw her even to carry out gestures of physical self-harm. The meager chronicles tell us this.

1Pictures don’t give us a better help. We just have only a portrait drew by her friend and painter Angelica Kauffmann around the middle of the XVIII century in which she is painted with a nib or a pencil and a notebook in her hand. In conclusion, the horror that placed into the life of the writer, the writer succeeded in metabolizing in supreme pages nowadays not accepted yet.

When in 2001 I watched Alejandro Amenabar’s The Others my mind came naturally to her. I read that the real inspiration source for the movie was Henry James’ The Turn of the Screw. I hadn’t read the book so I did immediately realising that the plot of the movie was quite far from the novel, definitely more than Agniewska Vardy’s case. Some years ago, a day of April, after a evening stroll on Lungotevere de’ Cenci in Rome, my wife and me decided to have our dinner in a pretty trattoria of the sourrondings. Just before the dessert with my great surpise I say coming in precisely the Chilean/Spanish director with a bunch of people. I got up and asked him if I could bother him for a while. He was very nice and so I asked him if he knew Agniewska Vardy. He answered me nodding slightly so I asked him if 2001_amenabar_others_26forthat movie he had cought the idea from her life. His gentle answer was combined by a defensive smile and the movement of his arms as to stop at once something unwanted: «No… don’t do it… it’s not convenient to disturb Agniewska», he said. Then he took his seat. I thanked him and got back to my table.

Absolutely not. It’s not convenient.


3 risposte a "Tempo, quando salderai il tuo debito con Agniewska Vardy?"

  1. Innanzi tutto, grazie infinite di questo post. Non sapevo nulla di Agniewska Vardy. E nulla ho trovato on line. Puoi consigliarmi qualche testo, una casa editrice che l’abbia pubblicata? Il suo ritratto dice molto, ma vorrei anche i suoi testi. Certo il film, e l’idea geniale sulla quale si basa, vengono da lei e nemmeno con il film ha avuto il riconoscimento che le spettava. Nemmeno una risposta esauriente alla tua giusta domanda. Sembra davvero un mistero.

  2. Carissima, magari potessi aiutarti. I suoi testi non esistono più. Almeno se non sei tra quel pugno di antiquari che li ha (magari uno solo) e si farebbero uccidere piuttosto di venderli. Uno di essi mi diede il privilegio di leggerne uno con lui presente. Nessuno la pubblica. Lo stesso percorso di Aleister Crowley che però un giorno venne liberato diventando un guru nero (vedi Jimmy Page e i Led Zeppelin). Lei no. Prima o poi verrà sdoganata. Temo più poi che prima.

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