Una vita dentro una canzone – 32: “Heroes” (David Bowie)

01Io non sapevo mica di star scrivendo una canzone che mi avrebbe dato gloria imperitura. Io stavo solo guardando. Il Muro. Poi quei due. Li conoscevo. E molto bene, anche. Ma per me erano in quel momento erano soltanto due anime in fuga dai propri fantasmi. E da quelli degli altri.

Scrivevo. Era estate. Avevo chiesto di restare solo in una stanza al primo piano dell’Hansa Tonstudio 2 per scrivere. Dovevo completare il disco. Ero in mezzo al nulla. Davanti a me avevo per una ventina di metri il Muro. Le scritte, il filo spinato, i soldati sovietici nelle torrette. Mi era quasi venuta voglia di salutarle. Potevano non prenderla bene. Cercavo di buttare giù versi che stessero bene insieme. Non sono un poeta io.

Quindi questa coppia.02

Questa coppia che esce dalle tenebre e s’incontra proprio all’ombra del Muro. Si abbraccia. Si bacia. Veloce veloce. Poi si intrecciano gli sguardi. Restano a guardarsi. Sembra anche che scappi qualche parola. Sotto la coperta del cielo per non farsi riconoscere. Sostare in mare aperto perché così nessuno riesca a trovarli. Fuggire restando ancorati nel mondo.

03Ne rimasi sorpreso. Non potevano che essere loro. Tony e Antonia. Il mio produttore e la mia corista. Due amanti nel bel centro di un disegno da cui inviavano bagliori di lucciole che nessuno stivale avrebbe evitato di schiacciare. Tornarono su. Lui si mise a registrare la mia voce. Non sapevano che sapevo.

Sì, certo, lui era sposato, ma perché proprio sotto la torretta del Muro con le guardie che presenziavano coi fucili in mano? Si sentivano così in colpa da pretendere che la loro relazione affrontasse un atto eroico? Ci si ama veramente soltanto al cospetto di un campo di battaglia? È così che si cuciono le cicatrici?

Pensai invece che è così che nascono i Re e le Regine. Più forti della vergogna e dei fucili che sparano sopra le loro teste. In piedi, accanto al Muro, per batterli per sempre. Soltanto per un giorno è possibile essere “eroi”. Tanto vale non sprecare questa possibilità.

E, visto che niente li terrà uniti per sempre, perché non rubare un po’ di tempo per fare la cosa più insensata che il loro sangue suggeriva? Nuotare due a due come i delfini, spaccando in due l’aria gelida di una fredda guerra, insensata come quelle calde.bf

Eroi solo per un giorno, ma vincitori per l’eternità. Anche se niente riuscirà a tenerli uniti per sempre. Anche se non saranno nessuno. Anche se un domani lontano confonderanno quel bacio con una bugia. Anche se nessuno li avrà aiutati a tenerlo vivo. Saranno stati al sicuro per un giorno. Si saranno sentiti vivi per un giorno. Sempre e per sempre.

 

A LIFE WITHIN A SONG – 32: “HEROES” (DAVID BOWIE)

maxresdefaultI really didn’t know I had been writing a song that would give me eternal glory. I just was watching outside the window. The Wall. Then suddenly that twosome. I knew who they were. Very well. But at the moment they were just two souls on the run from their own ghosts. And from the others’.

I was writing. It was summer. I asked to remain alone in a room of the first floor of Hansa Tonstudio 2 just to succeed in writing. I had to finish the record. I was in the middle of nowhere. In front of me about 20 metres of the Berlin Wall. The writings, the barbed wire, the soviet soldiers in the watch towers. All of a sudden I felt the desire to greet them. But they could take it bad. I would try to put down some verses that sounded good together. I’m not a poet.

Then this twosome.

This couple that gets out of the darkness and meets just into the Wall’s shadow. They hug. They kiss. Their glances intertwine. They stay looking each other. It seems that some words come out. Under the sky’s blanket not to be recognized. Hovering in the wide sea not to be found. Fleeting by keeping hooked to the world.05

I was surprised. They couldn’t be nobody but them. Tony and Antonia. My producer and my choir singer. Two lovers in the middle of a picture from which they shone like dragonflies that each boot could squash. Then they came up. He resolved to record my voice. They didn’t know I knew.

Ok he was married, but why so close to the Wall’s watchtower and the soldiers with the guns in their hands? Did they feel so guilty to impose their relationship an heroic act? Do we really feel love only facing a battlefield? Do the scars get sewed this way?

03Rather I got thinking that the Kings and the Queens are born this way. Stronger than the shame and the guns shooting above their head. Standing by the Wall to beat them forever. It’s possible to be “heroes” just for one day. We might as well not to waste this choice.

So, considered that nothing will keep them together forever, why not to steal time to do the most senseless thing their blood suggested? Swimming two by two like dolphins do, cracking the icy air of a cold war, meaningless like the hot ones.06

Heroes just for one day, but winners for the eternity. Even though nothing will keep them together for ever. Even though they will be nothing. Even though one far away day they’ll confuse that kiss with a lie. Even though nobody will have helped them to keep it alive. They’ll have been safe for one day. They’ll have felt alive for one day. Forever and ever.

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