Blue Bottazzi: Il rock è morto. La sua epica una stella che non si spegnerà mai

01La storia del rock atto secondo. Dopo la sua esplosione sul pianeta Terra e la venuta dei primi Dei della nuova musica che incominciava a liberare il corpo e ad allargare la mente di chi la ascoltava, ecco le pagine che raccontano come dagli anni Settanta ai giorni nostri questo suono, che ha saputo essere miele e carta vetrata, è diventato adulto.

Anzi, per Blue Bottazzi, l’autore di Long Playing – Una storia del rock – Lato B, per il rock siamo ormai ai titoli di coda. Il film si è chiuso lo scorso anno. Funestato da morti come non mai. La battuta finale è stata un ultimo magnifico disco che, ironia della sorte, è stato contemporaneamente il primo album originale del nuovo secolo. Questo almeno per l’autore del libro.

Non vi svelo titolo e compositore. Ma se del rock siete appassionati forse lo avrete capito da voi. Questo spazio è dedicato alla chiacchierata con Bottazzi, cronista musicale, motociclista libero in giacca di pelle. E portatore sano di un’epica che per qualche decennio ha detto che la più piccola coscienza individuale poteva far tremare (e cambiare) il mondo intero.

Scrivi che il rock non fu semplice entertainment, ma tutto un mondo che esplodeva dentro a una generazione. Ora che ruolo ha nella tua vita? Cosa rappresenta?

«Il rock ha rappresentato la colonna sonora e la cultura della nostra generazione. È una musica giovanile, per cui è paradossale che oggi sia ascoltata solo dagli ex-giovani degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Infatti oggi il rock è solo revival e nostalgia: i cinquantenni comprano i vinili come feticci della propria gioventù. Di per sé il rock è morto, nel nuovo libro ne ho anche riportato la data, e non è stato sostituito. Io ascolto musica ininterrottamente da quando avevo 14 anni. Non ho mai smesso. Quando entro in casa mia, a Woodstock Valtrebbia, parte la musica, che si trasferisce in auto quando mi muovo. Non ho un televisore, in casa mia c’è spazio solo per la musica. 02Ne faccio a meno solo in moto, perché lì la colonna sonora è rappresentata dal bicilindrico. Non sono un feticista dei dischi: mi sono convertito alla musica liquida, ascolto Spotify che dal telefono o dall’iPad trasferisce le canzoni allo stereo hi-fi o a un diffusore della Marshall, oppure alle casse dell’auto. È un ritorno alla musica in sé, in quanto tale, senza l’involucro della confezione della nostalgia. Ascolto tutto, tranne la musica leggera, ma naturalmente a periodi: ho la settimana dei Beatles, quella degli Stones, i Big Star, i Velvet Underground, i Can, i Black Crowes. In questo istante sto ascoltando Jesse Colin Young.»

L’approccio a questo tipo di musica non può non essere influenzato dal periodo storico. Il rock cosa può dire agli adolescenti di oggi?

«Nulla. I giovani di oggi non solo non ascoltano musica rock, ma non posseggono neppure uno stereo o un lettore cd. Va aggiunto che allo stesso modo non godono di una propria letteratura o di un proprio cinema. È una generazione difficile da capire, che abbiamo messo in un mondo piuttosto spento e pessimista. Nessuno più dei giovani di oggi ha bisogno di una rivoluzione.»

Volenti o nolenti i grandi nomi storici occupano ancora quasi l’intera scena. Non pensi che questo stato di cose faccia da tappo a chi vuole emergere cercando un linguaggio almeno sperimentale se non proprio innovativo?

«Penso che Classic Rock sia una parolaccia e che il grosso del pubblico, quello mainstream, segua gli artisti solo quando sono diventati un innocuo luogo comune e non hanno più nulla da dire. La creatività è inversamente popolare alla fama. Il pubblico non è curioso, né intellettuale. Ascolta sempre la stessa canzone.»

03A proposito di innovazione e sperimentazione: ci dobbiamo fermare alla trilogia berlinese di David Bowie per pensare all’ultimo periodo audace e alieno di questa grande rivoluzione musicale?

«Blackstar è forse il suo disco più grande. È il primo e finora unico vero disco degli anni Duemila. È un’uscita in grande stile, tanto per Bowie quanto per il rock. È bello che la fine sia stata rappresentata da un inizio.»

Che significato dai al fatto che, qualche decennio più tardi a due di quegli album, un compositore classico come Philip Glass scrisse due sinfonie, la n. 1 e la n. 4, basate su Low e su Heroes?

«Suppongo gli siano piaciuti. E poi è una buona mossa di marketing: da sola la musica contemporanea non vende. 04È la stessa cosa che nel 1970 hanno pensato i musicisti jazz, quando si resero conto che i loro dischi vendevano migliaia di copie, quelli rock milioni.»

Come anche tu riporti nel libro, già negli anni Settanta non erano pochi quelli che sostenevano che il rock stesse terminando la sua parabola. Non pensi che sia stato in qualche modo rivitalizzato da artisti non propriamente rock come Tangerine Dream, Van der Graaf Generator, Jethro Tull, EL&P e da espressioni musicali fuori dalla sua orbita come reggae e ska?

Patti Smith 1975 by Robert Mapplethorpe 1946-1989«Il progressive ha rappresentato una fine, non un inizio. Il ritorno del rock è avvenuto sulle ali del punk. Clash, Sex Pistols, Patti Smith, Television e, naturalmente, Bruce Springsteen.»

Look, stile di vita trasgressivo, video, copertine, sudore sul palco: voci non musicali che spesso e volentieri hanno inciso sul giudizio relativo al valore di una rockstar. Eliminate tutte queste e altre impurità, quali i compositori più grandi del rock?

«Il rock ci ha donato migliaia di canzoni stupende, che sono state scritte da centinaia di grandi autori. Per citare Robbie Robertson della Band, c’è chi ha una canzone da scrivere, chi dieci, chi cento. Fra i pochi che fanno parte di quest’ultima categoria, sono da citare naturalmente Lennon & McCartney, Dylan, Jagger & Richards e anche John Hiatt. Se aggiungo Tom Waits, ogni lettore è giustamente in diritto di aggiungere a questo elenco una dozzina di suoi nomi.»

E quali gli strumentisti più capaci?

«Il rock è una musica ignorante. Le cose migliori sono state suonate da musicisti grezzi, mentre i virtuosi hanno spesso realizzato materiale noioso.»

Racconti il rock anche attraverso le città. Facciamolo questo gioco: se ti dico New Orleans?

«La mia Storia del Rock, Long Playing è fortemente localizzata geograficamente. Ci sono interi capitoli dedicati a New York, Londra, San Francisco, Los Angeles, Detroit, Boston, New Orleans e Irlanda. 06Il mio sogno è di mantenermi scrivendo diari di viaggio nel mondo. Amo New Orleans, ci ho passato alcuni dei giorni più belli della mia vita e l’ho raccontato. Ho intitolato New Orleans un capitolo de Il ritorno del rock, e pure uno di Perché non lo facciamo per la strada

New York City: più avanguardista o puzzona?

«Oggi la capitale del mondo. Anche se la mia personale resta Londra, ma solo nella memoria.»

Uno Stato, la California: il sole dei Beach Boys ma anche le notti infinite di Tom Waits. È stata questa la terra più completa nella narrazione della popular music del Ventesimo secolo?

«Direi: 50% Londra, 50% New York, 50% la California. Quanto fa?»

Di Tom Waits la tua playlist dice che l’ultimo suo disco degno di nota è del 1988, Big Time. Quello che viene dopo si può dimenticare?

07«La creatività dura dieci anni, è una regola che non mente. Big Time è il suo Zenit e il suo canto del cigno. E te lo dice uno che è ha preso il nome da un suo disco.»

Ti permetto di peccare di presunzione. Se Jimi Hendrix, Jim Morrison, Brian Jones e Janis Joplin fossero ancora tra noi, che musica farebbero nel 2017?

«Non ne ho idea.»

E come si sarebbe sviluppata la loro parabola artistica?

«Purtroppo sono morti. Suppongo che Hendrix avesse ancora molto da dire. Mi piace pensare che fosse un Miles Davis del rock.»

Dei mostri del rock chi è invecchiato o sta invecchiando meglio?08

«Leonard Cohen ha raggiunto il Nirvana in terra. Non è morto, è asceso al cielo.»

E chi peggio?

«Be’, il Boss è proprio invecchiato male male male. È stato la nostra guida spirituale, ma poi è stato sopraffatto dai suoi fantasmi. Ha una necessità assoluta di sentirsi amato per non soffocare, e questa è la sua debolezza.»

Tra quelli di seconda o terza fascia chi avrebbe avuto il diritto di godere di una maggiore considerazione?

«Avevo considerato di dedicare un terzo volume della storia del rock agli outsider, ma è troppo per le mie forze. Comunque ho dedicato spazio, per esempio, ai Big Star, al Greenwich Village di Willie Nile, Steve Forbert e Carolyne Mas e ho persino citato i Brian Jonestown Massacre.»

Come tu riporti, Leonard Cohen disse che la musica country è la musica adulta dell’America. Perché “adulta”?

«Le canzoni rock affrontavano temi adolescenziali, quelle country la vita degli adulti. Limonare era rock, sposarsi, e divorziare, country.»

Cohen avrebbe meritato il Nobel per la Letteratura insieme a Dylan?

«Cohen avrebbe meritato il papato. Si è librato al di sopra della sua stessa religione, dato che di nascita era ebreo.»

London Calling o Nevermind il vero ultimo big bang del rock?

10«Quella grunge è stata l’ultima generazione del rock.»

Scrivi che i Sex Pistols furono gli Elvis Presley del punk. Urge spiegazione.

«Adoro immaginare dei paralleli fra i gruppi del passato remoto e quelle del… passato prossimo. Nel capitolo sugli anni Duemila ho immaginato chi siano i Beatles, gli Stones e i Velvet dei nostri giorni. Lo stesso ho fatto per i gruppi della new wave. I Pistols hanno rappresentato l’esplosione viscerale ed emozionale del punk, come Elvis ai suoi giorni. I Clash sono stati i Beatles, quelli creativi.»

Definisci romantico il rock di Tom Petty. Con lo stesso termine, con l’aggiunta dell’attributo “new”, in Inghilterra fu definito un filone che con Tom Petty centra ben poco. Al di là dell’Oceano cambia il significato del termine romantico o gli inglesi hanno sbagliato qualcosa?11

«È un caso di come lo stesso termine possa rappresentare due concetti del tutto differenti. I New Romantics non erano romantici, erano dei dandy. È tutt’altra cosa.»

Pub rock, brit blues, shoe gaze, garage band, la lista è infinita. Non ti sembra che questa sorta di suddivisione dell’atomo, che neanche i dinosauri dell’attuale partito comunista in Italia sono riusciti a pareggiare, sia deleteria per una facile comprensione di una musica che dovrebbe avere proprio nella semplicità il suo cuore pulsante?

«Ai musicisti non piacciono le etichette, mentre i critici amano coniarle. Le etichette sono utili al pubblico per trovare musicisti simili a quelli che amano e ai cronisti per raccontare il rock.»

Anni Ottanta, il periodo dell’ottimismo. 12Esplode il fenomeno del video, con e senza MTV. A distanza di tempo: questo mezzo espressivo aiutò l’evoluzione del rock o lo azzoppò legandolo senza scampo a un’unica visione immaginifica, quella appunto della clip con cui si narrava il pezzo?

«MTV è un’altra parolaccia. È stato l’inizio della fine, la banalizzazione del rock.»

Il capitolo sulla piccola Irlanda con tutti quei nomi di artisti così doversi tra loro che hanno scritto pagine storiche del grande libro di questa musica mi 13spinge a pensare che questa terra così poco enfatizzata racchiuda invero un suo universo a se stante dentro l’universo di questa musica. Sei d’accordo?

«L’Irlanda è una terra magica, dove la musica non smette mai di suonare. È l’unico posto dove si sente più musica che a casa mia.»

Sempre restando in Irlanda: perché definisci Fisherman’s Blues dei Waterboys il Desire irlandese?

14«Perché ci assomiglia moltissimo. Sono sicuro che Mike Scott l’ha concepito proprio imitando Desire. Canta persino come Dylan.»

Ma dopo 60 anni di vita, che cosa un giovane musicista o una nuova band può dire oggi col rock che non sia stato già detto?

«Mi piacerebbe che lo facesse. Prendi il rock anglofono italiano, quello che ho definito di Little Italy. Musicisti di talento, a volte bravissimi, che si fanno in quattro per imitare i loro modelli, ma non provano nemmeno a inventare nulla. C’è davvero da avere nostalgia dei musicisti italiani degli anni Settanta, a cui ho dedicato il capitolo finale del lato A. PFM, Banco, Finardi, Perigeo, Napoli Centrale, Sorrenti…»

 

BLUE BOTTAZZI: ROCK IS DEAD. ITS EPIC A STAR THAT WON’T EVER DIE OUT

01The history of rock chapter two. After the first part of the voyage telling the blast on planet Earth and the arrival of the first Gods of this music that began to free the body and expand the mind of the people, here the pages that tell how from the Seventies up to now this sound, so capable of being honey and sandpaper, got adult.

Rather, in Blue Bottazzi’s opinion, the author of Long Playing – Una storia del rock – Lato B, we’ve been reading the end credits of rock. The movie ended last year. Ravaged by a series of deaths as it never had happened before. The final line has been the last terrific disc that, ironically, has been the first authentic album of the new century as well.

I don’t reveal either the title or the composer. But if you are really rock appasionate you’ve just understood. This place is for a talk with Bottazzi, music reporter, free motorcyclist in leather jacket. And carrier of an epic that, for a bunch of decades, told that even the least individual conscience could shake (and change) the world.

You write that rock was not a simple entertainment, but a whole world that was exploding among a generation. What its role in your life now?

«Rock symbolized the soundtrack and the culture of our generation. It’s a juvenile music and it’s paradoxical that today it’s listened by the former youth of the Seventies, Eighties and Nineties. As a matter of fact today rock is only revival and nostalgia: The 50-year old fans buy vinyls as they were fetishes. Rock is dead, I wrote the final date in the book, and it hasn’t been substituted yet. I’ve been listening to music continuously since when I was fourteen. Never stopped. 02When I arrive at home, at Woodstock Valtrebbia, music starts. The same when I get into my car. I don’t have a television set, the space in my house is just for music. Only riding my motorbike I don’t listen to music, but only because the soundtrack comes from the double-cylindrical. I’m not a fetishist of records. I’ve converted myself to liquid music, I use Spotify that from the telephone or the iPad transfers the song to the stereo hi-fi or the Marshall’s PA system or the car. It’s a comeback to pure music without the package of nostalgia. I listen to everything, allocated in periods: I’ve my Beatles’ week, Stones’ week, and then Big Star, Velvet Underground, Can, Black Crowes. On this moment I’ve been listening to Jesse Colin Young.»

The approach to this kind of music is influenced by the historical period. What rock today can say to the youth?

«Nothing, absolutely. Young today don’t listen to rock, don’t have a stereo or a cd player. They don’t have a own literature or movies. It’s a generation difficult to understand, to whom we’ve given a dull and pessimistic world. They don’t need a revolution.»

Willing or not the great names still occupy the middle of the stage. Don’t you think that this state of things doesn’t help new artists to emerge above all if their skill lead people to meet an innovative or avant-garde language?

«I think that Classic Rock is a four letter word and that the mainstream audience follow artists which have turned themselves into an harmless cliché with nothing to say anymore. Creativity is inversely proportional to fame. The audience is neither curious nor intellectual. People always listen to the same song.»

As far as innovation and finding new languages are concerned: do we have to come back to David Bowie’s berliner trilogy to catch the very last period in which a rock artist made something brave and alien?03

«Maybe Blackstar is his greatest album. The first and until now only one real disc of the new century. It’s such a high style exit, both for Bowie and for rock. It’s nice that the end has been represented by a start.»

What about a classic composer such as Philip Glass who wrote two simphonies, n. 1 and 4, based on Low and Heroes?

«I suppose he liked them. It has been a good marketing idea, considered that contemporary music is never a commercial success. 04The same thing happened during the Seventies when jazz artists realized that their albums would sell thousand copies and rock albums millions.»

As you underline in your book already in the first years of the Seventies somebody thought that rock had finished its parabola. Don’t you think that this kind of music has been rivitalized by not-rock artists such as Tangerine Dream, Van der Graaf Generator, Jethro Tull, EL&P or music expressions off-rock sphere such as reggae and ska?

«Progressive music represented an end not a start. Rock come back thanks to punk, Clash, Sex Pistols, Patti Smith, Television and, naturally, Bruce Springsteen.»

Look, transgressions, video, album jackets, sweating on the stage: not musical items that too often are considered to judge a rockstar. Avoided all of these and others impurities, who are rock best composers?

«Rock gave us thousand of marvellous songs, written by hundred of great authors. Just to list a name, Robbie Robertson. Someone wrote a song, someone ten, someone else one hundred. Among the few belonging to the latest category, I’d say Lennon & McCartney, Dylan, Jagger & Richards and also John Hiatt. If I’d add Tom Waits, each reader could rightly add dozens of other own names.»

Which the most skilled instrumentalists?

«Rock is an ignorant music. The best things have been played by rude musicians, while the talented ones have often made boring stuff.»

You tell rock and roll also through places. If I say New Orleans?

«I love New Orleans, I spent there some of the best days of my life.»

New York City: more avant-gard or snob?

«The today capital of the world. Even though my personal heartbeat is still London.»

A State, California: the sun of the Beach Boys but also the endless nights sung by Tom Waits. Is this the perfect land for a rock novel?San Francisco skyline and Bay Bridge at sunset, California

«I’d say 50% London, 50% New York, 50% California. How much is?»

About Tom Waits: your playlist says his last worthwhile album is Big Time. It was 1988. Everything worthless after?

«Creativity lasts ten years. Big Time is his zenit and at the same time the swansong. It’s said by someone, me, who took the name from an album of him.»

If Jimi Hendrix, Jim Morrison, Brian Jones and Janis Joplin were stilla live, what kind of music would do in 2017?

07«No idea.»

And how about their artistic parabola?

«Unfortunately they are dead. I suppose Hendrix had still a lot to say. I like to think of him as a Miles Davis of rock.»

Among the rock monster who got old or is getting old in the best way?

«Leonard Cohen reached the Nirvana on Earth. He’s not dead, he’s ascended to Heaven.»

And who in the worst way?

«Well, the Boss has got old in a very bad bad way. He’s been our spiritual mentor, but at a certain point of his life he’s been overpowered by his ghosts. He got an intimate necessity to feel loved not to sink and this is his fragility.»

Among those who don’t start in pole position, who should have a better consideration?09

«I wrote something in the book. Big Star, Willie Nile, Steve Forbert, Carolyne Mas, Brian Jonestown Massacre. »

As you stress, Leonard Cohen said country music is the adult music of America. Why adult?

«Rock songs dealt with the everyday life of teenagers, country music spoke about the adults. Making out was rock, divorcing was country. »

Would Cohen have deserved the Nobel prize for Literature together with Dylan?

«Cohen would have deserved papacy. He flew over his religious roots.»

10London Calling or Nevermind the last rock big bang?

«Grunge was the last generation of rock.»

You write that Sex Pistols were the Elvis Presley of punk. I need an explanation.

«I love to imagine some comparisons between bands of a remote past and bands belonging to a near past. I’ve imagined who could nowadays be the Beatles, the Stones and Velvet Underground. I did the same about new vawe groups. Pistols represented the visceral and emotional explosion of punk, as Elvis had done in his days. Clash have been the Beatles of their time, the creative ones.»

You define romantic the music of Tom Petty. With the same word, after the adjective “new”, in England was defined a current that had nothing to do with Petty. Same word and different meaning on different lands?11

«Same word for different meaning, it can happen. The New Romantics weren’t romantic but dandies.»

Pub rock, brit blues, shoe gaze, garage band, an endless list. Don’t you seem that this division can be damaging for a music that finds in the semplicity its heartbeat?

«Musicians don’t like labels, the critics adore them. The fans find them useful.»

12The Eighties, the decade of videoclips, with or without MTV. Do you think that videos helped or buried the imaginative power of rock?

«MTV is another four letter word. The beginning of the end, the trivialization of rock music.»

The chapter on Ireland makes me think that this so ignored land is an universe within an universe. Do you agree?13

«Ireland is a magic land, where music never stop to be played. The only place where you can listen to music more than at my home.»

Why do you define Waterboys’ Fisherman’s Blues the irish Desire?

14«Because it bears a great resemblance to it. I’m sure Mike Scott conceived it imitating Desire. He even sings like Dylan.»

After nearly 60 years, what can a young musician say playing rock music, something that has never been said?

«I’d like it could happen. Take the italian rock. Talented muiscians who don’t try to invent anything. I got a sort of nostalgia for italian musicians of the Seventies, about whom I wrote at the end of the previous book, like PFM, Banco, Finardi, Perigeo, Napoli Centrale, Sorrenti…»

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