Pronto per la luce, mio Signore. Tuo L. Cohen

leonard-cohen-ripJ’arrive. Hai atteso fino a ora, la fretta non è degli dei. Arrivo, non fuggo. Mi sto preparando, sto uscendo. Capiscimi, non è il migliore dei mondi possibili, ma mi ci ero affezionato. Tu dai le carte, ma io non voglio più buio di quanto tra poco per me sarà.

Risponderò di tutto. Se ti ho vilipeso e se ti ho crocefisso. E se, santificandoti e commuovendoti, ho poi placato il tuo risentimento. Un figlio va capito, perdonato, sostenuto e rincuorato, non solo generato, non è vero?_89917091_89917090

Ho amato la mia storia, e la mia non è mai stata la stessa. Ho cercato di tenere la mia fiamma accesa, non ho ucciso ma credo di aver mutilato, lottato i miei incubi, azzoppato la mia pace, dato un volo alla mia parola, una parola alla mia voce. Non ho mai fatto nulla di eroico, ma alla fine sono contento di averci provato. Contento di esserci stato.

E ora che non ho più un patto che posso firmare con te, ora che il mio posto sulla collina verrà preso da un altro me, ora che tra il tuo amore e il mio si inserirà qualcosa che so ma non conosco, mi alzo dal tavolo. Il bar sta per chiudere, la porta è libera, conosco la strada.

leonard-cohen-old-ideasCome perderà luce il mio sole? La mia notte non avrà fine? Mi farò strada indossando un nuovo dolore o sarà un viaggio leggero? Posso sbagliare strada e perdermi? Che sciocco, se ci pensassi incomincerei a tremare. Ma non ho dubbi. Eccomi in posizione. Le pietre mi sembrano sussurrare, le montagne piangere. Sei morto per salvarci, muoio per permettere che un altro nasca per poter morire un giorno.

Il mio punto d’arrivo. Anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno, pensiero dopo pensiero. Poso a terra la mia impronta, potrebbe essere d’aiuto a qualcuno. I miei abiti in fila a posto sulle grucce, i francobolli appiccicati alle buste, le buste chiuse con i fogli dentro e in calce a ogni foglio la mia firma. Restituita la penna. Non ho dimenticato nulla. Respiro. Allora, a quanto pare tocca a me. Ecco, sto uscendo. Già non vedo più il gioco. Hineni, hineni, mio Signore. Ora sono pronto.

 

READY FOR THE LIGHT, MY LORD. SINCERELY, L. COHEN

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J’arrive. You waited ’till now, urgency doesn’t belong to Gods. I arrive, promise I won’t run away. I’m getting ready and coming out. Try to understand me, this is not the best of the possible worlds but I’ve grown fond of it. You are the dealer, but I don’t want it darker than soon it’s going to be to me.

 I’ll answer for everything. If I vilified and crucified you. And if, celebrating and touching you, then I appeased your resentment. A son is to be justified, forgiven, supported and encouraged, isn’t it?

 I loved my story, and mine has never been the same old self. I’ve tried to keep my flame burning, I didn’t kill but I guess I maimed, struggled versus my nightmares, made my peace lame, given a flight to the word, a word to my voice. Never did something heroic, but at the end I’m glad for trying. Glad for being here.leonardcohen

 And now that I can’t sign a treaty with you anymore, now that someother me will take my place on the hill, now that between your love and mine something, that I know without being aware of it, is going to get in, I leave the table. The coffee bar is closing, I see the door, I know the way out.

How my sun will fade its color? Won’t my night have an end? Will I make my way with a new pain or will it be a light journey? May I get the wrong way and get lost? What a silly, if I thought I’d get a shiver. I’ve no doubt. Here I am in the front line. Rocks seem to whisper and the mountains crying. You died to save us, I die to let someother come to light and die one day.

My finishing line. Year by year, month by month, day by day, thought by thought. I lay down my footprint, it could help someone. My clothes are on the hangers, the stamps on the envelopes, the envelopes shut with the sheets within and my sign at the end of each sheet. Given back the pen. I didn’t forget anything. I breathe. So, apparently it’s my turn. Look, I’m coming out. I don’t see the game indeed. Hineni, hineni, my Lord. Now I’m ready.

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