Una vita dentro una canzone – 28: Famous Blue Raincoat (Leonard Cohen)

famous_blue_raincoat_by_ava_art_roNon pensarlo. Non pensare che mi stia compiacendo perché la mia teoria si è avverata. Jane ha fatto l’unica cosa che poteva fare. Perché l’essere umano è così. Non ci governa l’amore romantico. Non per l’eternità della nostra esistenza, almeno. Saremo sempre la distanza che interponiamo ai momenti che saremo. E tu per lei sei passato da voce delle Sirene a Minotauro imprigionato nel labirinto.

Non ho giocato alcun ruolo io. Ne immaginavo l’inutilità. Mai avvicinarsi troppo a qualcuno perché domani potrebbe diventare pura nebbia. Farà così anche con me. O lo farò io. L’idea che nella bellezza ci sia saggezza e nell’amore conforto è per i poeti. Ma la nostra unica e più autentica esperienza umana resta l’impotenza.

Te lo scrivo a un’ora così tarda, sono le quattro del mattino, New York è immersa nel freddo più freddo, ma mi sento così vivo nel Lower East e dai locali di Clinton Street per tutta la sera arriva sempre un po’ di musica. Ti scrivo in realtà per sapere come stai e come va con la costruzione della tua nuova casetta isolata nel deserto.

Leonard Cohen Tour- MelbourneVuoi sapere di Jane? Venne da me con una ciocca dei tuoi capelli, mi disse che gliela avevi data tu la notte in cui decideste di chiarirvi. Anche se mi chiedo se sei mai stato capace di chiarezza. Comunque lei sta bene per il momento, pure lei è sveglia e mi dice di mandarti i suoi saluti.

Mio fratello, mio killer, ma è vero che vivi senza cercare più nulla? L’ultima volta che ti vedemmo abbiamo visto un po’ maluccio, sembravi molto più vecchio e il tuo famoso cappotto blu era strappato sulle spalle. Vedo ancora i tuoi giorni alla stazione, aspettavi ogni treno e tornavi a casa da solo. Non ti è bastato offrire a Jane un fiocco della tua vita, lei tornò da me come la moglie di nessuno.

Vuoi che ti dica che mi manchi e che ti perdono? Certo che è così, anzi ti sono grato di esserti messo tra noi e se un giorno ti capita di venire qua, per Jane o per me non è importante, ricorda che il nemico sta facendo un lungo sonno e che la sua donna è ormai libera.cohen-promo

laishley1Da parte mia non posso che ringraziarti. È stato anche così che le hai tolto tutte quelle preoccupazioni dagli occhi. Io non ci ho mai tentato perché pensavo che la avrebbero accompagnata per sempre. Ma non preoccuparti, di te non ha soltanto quella ciocca di capelli che le offristi quella famosa volta. E di me non avrai mai tutto. Puoi camminare a fianco a una persona, non insieme.

Intanto tu riguardati, pensa che potrai sempre lasciare una traccia di te. Finché non passiamo in un’altra dimensione la nostra storia non è scritta. Rammenda il tuo cappotto. Ne vale la pena. Lo hai reso famoso per il solo fatto di indossarlo.

Ti saluto. Il tuo crimine.

 

A LIFE WITHIN A SONG – 28: FAMOUS BLUE RAINCOAT (LEONARD COHEN)

3209932926_26cd6d9a5aDo not think that way. Do not think I’ve been enjoying ’cause my theory went true. Jane acted as she had to. The only way. Romantic love doesn’t drive us. Not for the eternity of our existence, at least. We’ll always be the distance we put between us and all of the moments that we’ll be. And for her you passed from being the Mermaids’ voice to the Minotaur stuck into the labirinth.

I didn’t play any role at all. I guess it would be useless. Never get too close to anybody because tomorrow anybody can be turned into fog. She’ll do the same to me. Or I’ll do. The idea that it’s possible to find wisdom into beauty and relief in love it’s for the poets. Our sole and most authentic experience as humans is impotence.

I’m writing you now even though it’s so late, four in the morning, New York is so locked up in the cold, but I feel so good in Lower East and from Clinton Street I get some music all through the evening. Actually I write you just to know how you feel and what abot the building of your little house deep in the desert.lkl

About Jane? Well she came by me with a lock of your hair, she said you gave it to her the night you two planned to go clear. I wonder if you’ve ever been able to go clear. However she’s fine, at the moment, she’s awake too and sends her regards.

My brother, my killer, is it true you’re living for nothing to be looked for? The last time we saw you a little bit thrashed, you looked much older, your famous blue raincoat was torn at the shoulder. I still remind your days at the station, you would wait each train thrn to come back home alone. It was no enough to treat Jane to a flake of your life, she got back to me as nobody’s wife.

Do you want me to tell you that you miss me and that I forgive you? Of course I do, actually I thank you for standing on my way and if by any chance one day you’ll come by here , for Jane or for me it doesn’t matter, do remember that you enemy ihas fallen in a long sleep and that his woman is free.WO-

leonard-cohenOn my side I can’t do other than thank you. By acting this way you took all those troubles from her eyes. I never tried because I thought it was there for good. Don’t worry then, the lock of your hair you offered her in that occasion is not all what she has of you. And she’ll never have all of me. You can walk by someone, not together.

Meanwhile, do look after yourself. Take care of you. And think you’ll always be able to keep some kind of record. Until we don’t pass to another dimension our story can’t be written yet. Mend your raincoat. It’s worthwhile. You made it famous just putting it on.

Sincerely. Your crime

 

 

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VIVERE E MORIRE A MILANO (CRONACHE METROPOLITANE)

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Un’anziana spogliarellista che non si arrende al tempo che passa, la tragi­ca follia di un ragazzo della comunità cinese, la donna col sedere più profumato della città, i clienti di un ben strano hotel, le performance notturne e i sogni frustrati di un bancario dotato di un membro gigantesco, la guerra dichiarata di due neonazi al telefono, la giornata senza scampo di un povero redattore di un mensile sportivo, il mondo esploso di un’adolescente enorme, il guaio di un giovane a cui ingrassa solo la testa, il terzo grado di un boss della mala.

Questi e altri insoliti personaggi popolano una Milano che vive alla luce del sole ma che più spesso assomiglia a un fantasma. Più che una città che si alza, lavora, mangia, si diverte e poi va a dormire, la fotografia in bianco e nero di un arredo urbano in movimento. Racconti in forma di cronache e cronache che raccontano una modernità priva di tempo. Una città che insegna a vivere. O da cui si impara presto come morire.

 

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