Oscurati dalle nuvole – Earthling (David Bowie)

01Questo proprio piacque a ben pochi. E la gran parte di quei pochi si iscrisse al club del “mi piace” con qualche anno di ritardo. Se il celeberrimo attacco di Greil Marcus (“What is this shit?”) non fosse stato già usato quasi due decenni prima per marchiare Self Portrait di Bob Dylan, il disco che David Bowie fece uscire nel 1997 se lo sarebbe comodamente potuto garantire senza troppi avversari in giro.

Chi, al primo ascolto di Little Wonder, la opening track di Earthling, non ha avuto l’atroce dubbio: “Oh cazzo, dentro alla custodia mi hanno messo il nuovo dei Prodigy”, restando qualche secondo dopo più che basito all’attacco della voce ascoltando l’inconfondibile musicalità del Duca Bianco e non la raspa di Keith Flint?

Eppure all’alba dei suoi 50 anni, questo era diventato David Bowie. Un signore che aveva sbroccato per il nuovo clubbing sound che si stava impadronendo l’aere di Londra e di tutti gli UK. Jungle, drum ‘n’bass, techno hardcore, questo era il canovaccio. I sudditi si sarebbero fatti andare giù la broda incantati, come sempre, dalla voce? Ad ascoltarlo oggi possiamo prenderci degli argomenti per valutarlo meglio che allora non usammo. Primo fra tutti: David il puccio nella disco lo aveva già fatto agli inizi degli anni Ottanta con quel capolavoro di eleganza che fu Let’s Dance, e il suono contenuto in Earthling era quel mondo là più di un decennio dopo. Uno sviluppo, chiamiamolo così. Ma se ancora oggi si sente il rumore delle unghie sui vetri nell’ascoltare/leggere il paragone, allora non ci venne proprio in mente di azzardare il parallelismo.02

Però nella seconda metà dei Novanta la musica inglese era diventata ormai una enorme handbag house e il nostro non volle perdere l’occasione di dedicarsi a un crossover elettronico da cui sarebbe dovuto emergere una intelligente dance music. «Fanculo» aveva detto Bowie al suo biografo Paul Trynka, «siamo alla fine del millennio. Non possiamo continuare a suonare come se fossimo i Rolling Stones.» La realtà però disse che Bowie non era i Prodigy, né aveva la marcia di Chemical Brothers e Underworld.

Ecco allora un album che incrocia furiosi breakbeat con pompate di dub bass come spina dorsale, e innesti di elementi urban reggae e aperture da jazzy dance-hall, per ammorbidire un po’ l’acido di un jungle sound che altrimenti avrebbe portato il Duca a un indefinito confine rave, forse troppo popular anche per lui.

I fan ebbero un assaggio con il download (il primo nella storia della musica da parte di un artista legato a una major) di Telling Lies e l’enfasi sull’elettronica frenetica più simile a un commercial del tempo che a un pezzo in cui riconoscere l’arte del proprio eroe fu a suo modo una minaccia. Minaccia che si sarebbe avverata con l’ascolto completo del disco.

04.aDentro al quale però sarebbe emersa la perla bowiana, la graffiata che ci diceva che la classe restava intatta e che, se solo fosse diretta verso una produzione più intimamente propria, ci avrebbe regalato ancora gemme infinite. Si tratta di I’m Afraid Of Americans, scritta a quattro mani con Brian Eno (e chi se no?) e inizialmente prevista per il precedente 1. Outside. Un pezzo martellante che poi i Nine Inch Nails avrebbero remixato due volte (le versioni sono presenti come bonus tracks nell’edizione deluxe del disco uscita nel 2005), nato mentre Bowie era a Giava, una delle isole che compongono l’Indonesia. L’apertura di un McDonald’s lo sconvolse: «Che cosa c’entrava? L’invasione di una cultura omologata è così deprimente, più della costruzione di un altro Disney World, ad esempio in Umbria. Strangola la cultura indigena e restringe l’espressione della vita. E comunque, è più antiamericano un brano come Born in the U.S.A.» disse.04.b

Il video del pezzo, diretto da Dominic and Nic, fu potente quanto il pezzo. Per le strade di New York, Bowie è inseguito da Jonny, un aggressivo personaggio interpretato da Trent Reznor, frontman dei Nine Inch Nails. La paranoia che investe Bowie nel corso dell’inseguimento racchiude in maniera perfetta, quanto il grooving del brano stesso, l’ansia che aveva colto l’autore nella scrittura del brano.

05La bellissima copertina con Bowie di schiena che indossa una redingote costituita da una lacerata bandiera della Union Jack, ci racconta oggi più di quanto riuscì a dirci allora. Il Duca voleva tenersi Londra per poi dedicarsi agli States. Non ci riuscì in pieno. Earthling toccò al massimo la posizione 6 delle charts UK, mentre in America non andò oltre la 39 (poco più di 250.000 copie). Un fallimento commerciale. Ma, a suo modo, la gazza continuava a volare.

 

Earthling

tracklist

Tutti i testi portano la firma di David Bowie. La musica è di David Bowie, Reeves Gabrels, Mark Platì ad eccezione di Seven Years In Tibet, Dead Man Walking e Law (Earthlings On Fire) di Bowie-Gabrels, Telling Lies (Bowie) e I’M Afraid Of Americans di David Bowie e Brian Eno.

Little Wonder

Looking For Satellites

Battle for Britain (The Letter)

Seven Years in Tibet

Dead Man Walking

Telling Lies

The Last Thing You Should Do

I’M Afraid Of Americans

Law (Earthling On Fire)DAVID_BOWIE

Bonus Tracks nell’edizione 2004

Little Wonder (Danny Saber Dance Remix)

I’m Afraid Of Americans (Nine Inch Nails V1 Mix)

Dead Man Walking (Moby Mix 2 US Promo 12”)

Telling Lies (Adam F Mix)

Bonus Disc nell’edizione Digibook del 2005

Little Wonder (Censored Video Edit)

Little Wonder (Junior Vasquez Club Mix)

Little Wonder (Danny Saber Dance Mox)

Seven Years in Tibet (Mandarin Version)

Dead Man Walking (Moby Mix 1)

Dead Man Walking (Moby Mix 2 US Promo 12”)

Telling Lies (Feelgood Mix)

Telling Lies (Paradox Mix)

I’m Afraid Of Americans (Showgirls Soundtrack Version)

I’Im Afraid Of Americans (Nine Inch Nails V1 Mix)

I’m Afraid Of Americans (Nine Inch Nails V1 Clean Edit)V-2 Schneider (Tao Jones Index)

Pallas Athena (Tao Jones Index)

Registrato al Looking Glass Studio, New York City

Pubblicazione: 3 febbraio 1997

Più alta posizione nelle charts: 6 (UK), 39 (USA)

 

OBSCURED BY CLOUDS – EARTHLING (DAVID BOWIE)

06Nearly no one liked this record. And the majority of those who did, well they signed up the “I like” club some years after. If the very well-known beginning by Greil Marcus (“What is this shit?”) hadn’t been already used almost two decades before to brand Bob Dylan’s Self Portrait di Bob Dylan, the record David Bowie released in 1997 would have nailed without opponents.

Who of you all, at the first listening of Little Wonder, Earthling’s opening track, hasn’t been cought by the awful doubt: “Oh shit, they’ve put into the case, the Prodigy’s new album”, being astonished some seconds later by listening to the White Duke’s unmistakable musicality of his voice and not Keith Flint’s rasp?

And yet, at the dawn of his turning fifthy, this was the stuff David Bowie had turned into. A gentleman out of his head for the new clubbing sound that was overcoming London and the whole UK air. Jungle, drum ‘n’bass, techno hardcore, here’s the plot outline. Would the subjects swallow the swill enchanted, as always, by the voice? Listening to it now it’s possible to use new evidences to judge it better as we did at the time. First of all: David had already gone into disco dance universe with that astounding and refined masterpiece called Let’s Dance and the sound that vivified Earthling belonged to the same universe just more than a decade later. Let’s call “development”. But on thoe days none of us used the analogy.07

In the second half of the Nineties english music had become a huge handbag house and Bowie didn’t want to miss the opportunity to dedicate himself to an electronic crossover by whom an intelligent dance music ought to have emerged. «Fuck it» Bowie had said to his biographer Paul Trynka, «it’s the end of the millenium and we’re still playing like we’re in The Rolling Stones.» Reality told Bowie wasn’t the Prodigy, nor he possessed Chemical Brothers or Underworld’s step.

Here it is an album which crosses glowering breakbeat with dub basslines pumping in its backbone and grafts of urban ragga elements and jazzy dance-hall breaks just to sweeten a little the acid noise of a jungle sound which otherwise would head the Duke to an undefined rave edge, maybe too much popular for him.

david%20bowie_jpgThe fans had a taste with the download (the first ever by a major artist) of Telling Lies and the hectic electronic emphasis more connected with a commercial of the time than a track in which feeling the art of own heroe was a menace in its own way. Menace which would come true with the full listening of the record.

But it would be uncorrect not to mention about the bowian gem, the scratch that told us his class had remained pure. I mean I’m Afraid Of Americans, written four hand with Brian Eno, of course), at the beginning expected for the previous 1. Outside. A hammering track, which Nain Inch Nails would remixed twice, that was born when Bowie was in Java, one of the isle of Indonesia. The opening of the first McDonald’s there messed him up: «For fuck’s sake. The invasion by any homogenised culture is so depressing, the erection of another Disney World in, say, Umbria, more so. It strangles the indigenous culture and narrows expression of life. However it’s not truly hostile about Americans as say Born in the U.S.A.» he said.08

09The videoclipe, directed by Dominic and Nic, was as powerful as the song. Along New York City roads, Bowie is pusued by Jonny, an agressive character acted by Nine Inch Nails’ frontman Trent Reznor. Paranoia that knocks Bowie down during the chase holds perfectly, as the grooving of the song istelf, the anxiety that cought the author during the track writing.

The wonderful cover, with Bowie on the back wearing a designed ragged Union Jack frockcoat, tells us more it managed to tell us at the time. The Duke wanted to take London first to take the States later. He didn’t succeed in getting it. Earthling reached position 6 as the highest in UK charts, while it stopped at 39 in the US one (a little bit more than 250.000 copies) a commercial failure. But, in its own way, the magpie would go on flying.10

 

Earthling

tracklist

All lyrics by David Bowie. Music written by David Bowie, Reeves Gabrels, Mark Platì except Seven Years In Tibet, Dead Man Walking e Law (Earthlings On Fire) by Bowie-Gabrels, Telling Lies (Bowie) and I’M Afraid Of Americans by Bowie and Brian Eno.

Little Wonder

Looking For Satellites

Battle for Britain (The Letter)

Seven Years in Tibet

Dead Man Walking

Telling Lies

The Last Thing You Should Do

I’M Afraid Of Americans

Law (Earthling On Fire)

Bonus Tracks 2004 edition

Little Wonder (Danny Saber Dance Remix)

I’m Afraid Of Americans (Nine Inch Nails V1 Mix)

Dead Man Walking (Moby Mix 2 US Promo 12”)

Telling Lies (Adam F Mix)

Bonus Disc 2005 Digibook edition

Little Wonder (Censored Video Edit)03

Little Wonder (Junior Vasquez Club Mix)

Little Wonder (Danny Saber Dance Mox)

Seven Years in Tibet (Mandarin Version)

Dead Man Walking (Moby Mix 1)

Dead Man Walking (Moby Mix 2 US Promo 12”)

Telling Lies (Feelgood Mix)

Telling Lies (Paradox Mix)

I’m Afraid Of Americans (Showgirls Soundtrack Version)

I’m Afraid Of Americans (Nine Inch Nails V1 Mix)

I’m Afraid Of Americans (Nine Inch Nails V1 Clean Edit)

V-2 Schneider (Tao Jones Index)

Pallas Athena (Tao Jones Index)

Produced by David Bowie, Mark Plati, Reeves Gabrels

Recorded at Looking Glass Studio, New York City

Personnel: David Bowie (vocals, guitar, alto saxophone, samples, keyboards), Reeves Gabrels (programming, synthesizers, real and sampled guitars, vocals), Mark Plati (programming, loops, samples, keyboards), Gail Ann Dorsey (bass, vocals), Zachary Alford (drum loops, acoustic drums, electronic percussion), Mike Garson (keyboards, piano).

Released: February 3, 1997

Label: BMG

Highest Chart Position: 6 (UK), 39 (USA)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...