Oscurati dalle nuvole – Undercover (The Rolling Stones)

Un nuovo spazio. Dischi sottovalutati perché “uccisi” da un capolavoro dello stesso artista pubblicato appena prima o giusto dopo la loro uscita, dischi che i fan hanno criticato e che magari ancor oggi faticano a tenere insieme agli altri, dischi che i media… what is this shit? Insomma, dischi che invece stanno alla luce come gemme oscure. Almeno per chi scrive.

 

01Siamo nel 1983. Con la coda degli ultimi due mesi dell’anno precedente. Tattoo You sta vendendo ancora bene. Il tour relativo, un successo planetario. Così magnifico da tirare nelle charts Still Life, il relativo album live assemblato con una mediocrità disarmante. Meglio racconta quel tempo Time Is On Our Side, il docu-film di Al Ashby.

Gli Stones non stanno però un granché bene. Un vulcano che per chissà quale miracolo non ha ancora eruttato tutta la rabbia, l’invidia, la tensione che gorgogliano dentro. Keith si sta rimettendo a nuovo dopo un decennio a mille all’ora e mal sopporta il coolismo di Mick. «Ma quanta roba di merda ascolta quello la’?» sovente chiede irritato a chi gli gravita vicino. Ronnie se vogliamo è pure messo peggio, ma gli basta suonare, è sempre stato così. E poi per lui garantisce Keith, mentre Mick sarebbe per lasciarlo a casa e chiamare un altro chitarrista. Bill & Charlie… be’, possono mai essere un problema Bill & Charlie?

Solo su una cosa I Glimmer Twins sono d’accordo. Le Pietre devono tornare a rotolare in studio. Solo che il making of si fa subito arduo. Mick pensa sia troppo presto per rispolverare l’argenteria di casa e vivere di eredità. Ha in mente un album sperimentale che testimoni la modernità degli Stones anche in un’era del tutto nuova (anche personalmente visto che tanto lui quanto il “fratellino” stanno per girare la clessidra dei quaranta). Il neosobrio Keith invece pretende di spingersi alle radici del rock and blues. Risultato: caos e tensioni dall’alba al tramonto. Stevie Lipson, uno dei fonici, molla tutto dopo due settimane per andare a registrare con gli Yes.StonesUndercoverPstr

Li tiene insieme anche un’altra idea: mentre il fortunatissimo Tattoo You era stato forgiato con un pugno di outtake, questo sarà un vero e proprio album di inediti. Vengono chiamati session men dall’anima super nera, si mantiene il coltello sempre spianato, ma sempre a un centimetro dall’altrui cuore e dopo un anno di frecce volanti, ecco il frutto del caos. Undercover, signore e signori. Il nuovo album dei Rolling Stones.

Nella nuova era apparsa col logo di MTV in alto a destra in cui il videoclip rompe i confini della diffusione della musica, Undercover non riceve una buona accoglienza. Non tanto dalla stampa, per una volta molto più benevola che critica (Rolling Stone UK parla di “potenza spinta al massimo, riff che s’infilzano nelle viscere”). Ma dagli stessi fan della Linguaccia. Poi ci si mette MTV a cassare le clip di traino dirette da Julian Temple. Undercover of the night è troppo aggressiva. Parla di squadre della morte, di dittatori, di giovani scomparsi nelle prigioni sudamericane, di uomini rapiti dai Contras. Nel video Keith appare con la pistola spianata, sequestra e uccide il giornalista Mick. Se ciò non bastasse ci sono pure sparatorie all’interno di una chiesa. Tagliare, tagliare. Lo stesso per She Was Hot a causa di una rossa troppo sessualmente esplosiva. Mentre non se ne parla proprio per Too Much Blood, con tutto quel sangue che sgorga dai rubinetti, dal televisore, dalla cornetta del telefono e Keith che, sega elettrica in mano, vuole tagliare la testa a Mick, sempre più zombie spastico. È dai tempi di Street Fighting Man che gli Stones non osavano tanto.02

Ma, come accennato, è il mondo dei fan che decreta il pollice verso. Vada per le liriche lugubri e raccapriccianti, pessimistiche e amare su stato del mondo, iniziazione sessuale e condizione umana della media della popolazione, è l’impianto musicale che sconcerta gli appassionati. Bollato a seconda dei casi come: sconfortante, nichilista, stanco, riempito di violenza e sesso ripugnante come surrogato della latitanza della musica, mix che lo stomaco fatica a reggere, capostipite della decade di plastica, ripetitivo. La rete ancor oggi è buon testimone e archivio di tanta aggettivazione negativa. Sta di fatto che Undercover rompe la scia di otto album consecutivi al numero uno, raggiungendo la terza posizione nelle charts UK e arrampicandosi non oltre la quarta in quelle US.

11D’accordo, i tempi sono cambiati. Gli Stones non possono essere più quel fenomeno sociale che erano non più tardi di un decennio prima, quando uscì Exile On Main St. e sembra essere passato ben più di un lustro dal new clubbing NYC style di Some Girls che tanto li ripropose come fenomeno di massa. D’accordo, Tattoo You li aveva riscoperti anche come band che fa in primis musica, ma ora erano davvero finiti? Mille volte no. Undercover fu ed è tutt’ora un magnifico album oscuro.

Un compatto muro di suono lungo quarantacinque minuti. Percussivo, acido, tribale, selvaggio, penetrante. Il funky si fa sfacciato, tagliato dall’elettronica, la dance ancora più negrita di come presentata in Black and Blue, un beat urbano in cui si picchia tanto e si leva molto meno, incursioni da puro rock and roll. Siamo nel post industriale, la voce di Jagger sta perennemente accesa a volume rosso, perde ogni armonia pop, si fa buia depositando nel cassetto ogni gentilezza r’n’b, chitarre e bassi sembrano martelli per spianare l’asfalto, la batteria raddoppia (e il drummin’ di Charlie si fa di un secco e accelerato come mai lo si è ascoltato), i fiati esplodono come in una Can’t you hear me knocking senza fine. Insomma, un suono così poco Stones, proprio perché si è fatto stoned, amalgama con naturalezza i pezzi r’n’r all’intera giungla che è in grado di evocare.

Undercover esibisce un senso di politico sdegno che sembra alimentato da una benzina più forte del genuino disprezzo verso le convenzioni che ha contribuito a fare di cinque ragazzi londinesi, sporchi e maleducati, i Rolling Stones. Un album opprimente e oppressivo, è vero, tela nera su cui compaiono lunghissime pennellate di blu scuro. A fiati e percussioni è stata data la libera uscita e ne combinano di ogni. D’altronde non si possono chiamare Sly Dunbar, Robbie Shakespeare, Moustapha Cisse e Brahms Condoul e poi pretendere che la cristalleria resti immacolata. Il miracolo è notare come dopo qualche ascolto appaia chiaro che sotto tutto quel funky, groove dub, elettronica, dance, rap (ma come lo declina bene Mick!), ritmica reggae riesca ancora a fare capolino il buon vecchio rock and roll, con tanto di brevissime citazioni di Satisfaction (come nel caso di Too Tough) e Soul Survivor (vedi It Must Be Hell).960x540

Può sembrare una contraddizione, ma lo spirito rollingstone si percepisce meglio proprio in album come questo. Una band che, per quanto abbia il culo ben piantato alla base dell’albero del blues (che poi Keith ci salga e cada causandosi una commozione cerebrale questo è un altro conto), ha il naso ben indirizzato verso l’avanguardia e quel che la cultura tedesca ci ha insegnato come Zeitgeist, la tendenza culturale predominante in un preciso momento storico. Può suonare un’esagerazione (ma non potrei amare al midollo gli Stones se non avessi questa inclinazione), ma Undercover segnò un passo in avanti della band. Di certo oltre. Ben oltre cioè a quello che ogni volta noi tutti pensiamo gli Stones dovrebbero mettersi fare.

 

THE ROLLING STONES on UNDERCOVER

MICK JAGGER – lead and backing vocals, electric guitar, harmonica KEITH RICHARDS – electric guitar, backing vocals, lead vocals on Wanna Hold You, bass guitar on Pretty Beat Up RONNIE WOOD – electric and slide guitar, backing vocals, bass guitar on Tie You Up and Wanna Hold You CHARLIE WATTS – drums BILL WYMAN – bass guitar, percussion, piano on Pretty Beat Up SESSION MUSICIANS Chuck Leavell – keyboards, organ, piano Ian Stewart – piano on She Was Hot and Pretty Beat Up, percussion David Sanborn – saxophone CHOPS – horns Sly Dunbar – percussion Robbie Shakespeare – bass guitar Moustapha Cisse – percussion Brahms Coundoul – percussion Martin Ditcham – percussion Jim Barber – electric guitar on Too Much Blood. gfnnnhhghg

TRACKING LIST Undercover of the Night (Jagger/Richards) She Was Hot (Jagger/Richards) Tie You Up (The Pain of Love) (Jagger/Richards) Wanna Hold You (Jagger/Richards) Feel On Baby (Jagger/Richards) Too Much Blood (Jagger/Richards) Pretty Beat Up (Jagger/Richards/Ronnie Wood) Too Tough (Jagger/Richards) All the Way Down (Jagger/Richards) It Must Be Hell (Jagger/Richards) Data di Pubblicazione: 7 Novembre 1983 (UK/Usa) Inizio Registrazione: 7 Novembre – 17 Dicembre 1982 – Pathe Marconi Studios Parigi

Fine Registrazione: Maggio 1983 – The Hit Factory – New York City

Cover art: Hubert Kretzschmar

Mixing engineer: Bob Clearmountain

Produced by: The Glimmer Twins and Chris Kimsey
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OBSCURED BY CLOUDS – UNDERCOVER (THE ROLLING STONES)

A new space. Records underrated because “killed” by a masterpiece of the same artist released just before or after them, records which the fans crticized and that maybe still now they don’t listen, records which media… what is this shit? Therefore, records that on the contrary came to ligh as hidden gems. In the blogger opinion.

 

bvkjbkvBack to 1983. Tattoo You is still selling copies on copies. The connected tour has been terrific by any sense. So successful to help Still Life, the mediocre record taken from that experience, to grab the first ranks of the charts. Really better the docu-movie Time Is On Our Side by Al Ashby.

However the Rolling Stones are not that well. A volcano full of rage, jealousy, envy, tensions. Keith’s turning into a new man after a hideous decade as far as his health’s concerned. Moreover he doesn’t put up with Mick’s coolness. «What kind of shit does he use to listen to?» he askes to all those around him. Ronnie perhaps is in a worst shape than him, but for him it’s enough playing, as it has always been. Mick would change him, but Keith provides a guarantee for him. Bill & Charlie… well, could be a problem Bill & Charlie?

About a thing the Glimmer Twins get along. The Stones must come back to to cut a new album. The making of in the studio immediately gets a mess. Mick wants some really new stuff, an avant-gard album which testifies the modernity of the band in a new era (also personally, let’s remember he and Keith have turned forty). On the contrary Keith wants to come back to the blues roots. Result: chaos and tensions from dawn to sunset. Stevie Lipson, one of the sound technicians, drops out of it after two weeks to join Yes.

Also another idea is keeping them together: while the super lucky Tattoo You was made by a bunch of outtakes, this new one will be really an album of before unreleased songs. A team of session men with the blackest soul is called to join them, the knife is always in the hand but not closer than a centimetre from the enemy’s heart and after a year of flying knives here it is the fruit of the chaos: Undercover, ladies and gentlemen. The Rolling Stones new album.204114

In MTV new era in which videoclip becomes as important as the record, Undercover doesn’t get a great welcome. Not by the media for once, but by the fans. MTV imposes them to cut Julian Temple’s videos. Undercover of the night is too much aggressive dealing with death squads, young people desappeared in South America prisons, dictators. In the videolip Keith kidnaps and kills Mick. The same destiny for She Was Hot, too sexually explicit. Banned Too Much Blood. It was from Street Fighting Man’s times the Stones didn’t get so far.

But, as already written before, the fans freaked out. Ok, let’s go for the gloomy and horrifying lyrics. But the music baffles and bewilders them. They finds it discouraging, nihilist, tired, filled with violence and disgusting sex because of the lackness of music, forefather of the plastic decade, repetitive. The web is a good database for such negative adjectival use. Consequently, for the first time after eight album, the Stones don’t reach number 1 of the charts. In UK Undercover grabs no. 3 and in US it hooks only no. 4.

Alright time have changed. The Stones can’t be no longer a social phenomenon as they were only five years before, the period of the new clubbing NYC style of Some Girls. Tattoo You rediscovered them as a band able to cut gorgeous music, butwere really they finished? No, no, thousand times no. Undercover was and is still nowadays a marvellous obscure record.

Rolling-Stones-Under-Cover-350463A compact wall of sound 45 minutes long. Percussive, acid, tribal, wild, penetrating. Its funky becomes insolent, cut by elechtronics, its dance is more negrita as it appeared on Black and Blue, a shameless urban beat, raids of pure rock and roll. We’re in the post-industrial era, Jagger’s voice remains turned on at a maximum level missing any pop harmony, it gets dark dropping the least r’n’b gentleness, the guitars sound hammers working on the blacktop, horns explode as in an endless Can’t you hear me knocking. In other words, a sound so very little Stones, but right because stoned able to mix naturally r’n’r tracks in the entire jungle it manages to evoke.

Undercover is an oppressive and stifling record, a black canvas in which very long brush strokes of dark blue come into view. Percussions and horns are free to do what they want any new time. After all you can’t call out Sly Dunbar, Robbie Shakespeare , Moustapha Cisse e Brahms Condoul and pretend that the glassware remains immaculate. The miracle is realising that under all that funky, groove dub, elechtornics, dance, rap (great Mick in facing it!) and reggae rhythmic, the good old rock and roll clearly succeeds in resurfacing, with very brief quotations from Satisfaction (as it appears on Too Tough) and Soul Survivor (listen to It Must Be Hell).

It can be a contraddiction, but the rollingstone spirit can be better perceived within a record like this one. A band with the ass underneath the tree of the blues, but with the nose towards the avant-garde and what the german culture express with Zeitgeist, the predominant cultural trend on a precise historic moment. It may sound an exaggeration (but I couldn’t love them so deeply if I hadn’t this disposition), but Undercover marked a step ahead for the band. Beyond. Beyond what every time we all think what the Stones should do.

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THE ROLLING STONES on UNDERCOVER

MICK JAGGER – lead and backing vocals, electric guitar, harmonica KEITH RICHARDS – electric guitar, backing vocals, lead vocals on Wanna Hold You, bass guitar on Pretty Beat Up RONNIE WOOD – electric and slide guitar, backing vocals, bass guitar on Tie You Up and Wanna Hold You CHARLIE WATTS – drums BILL WYMAN – bass guitar, percussion, piano on Pretty Beat Up SESSION MUSICIANS Chuck Leavell – keyboards, organ, piano Ian Stewart – piano on She Was Hot and Pretty Beat Up, percussion David Sanborn – saxophone CHOPS – horns Sly Dunbar – percussion Robbie Shakespeare – bass guitar Moustapha Cisse – percussion Brahms Coundoul – percussion Martin Ditcham – percussion Jim Barber – electric guitar on Too Much Blood. imagesKPG00AVC

TRACKING LIST Undercover of the Night (Jagger/Richards) She Was Hot (Jagger/Richards) Tie You Up (The Pain of Love) (Jagger/Richards) Wanna Hold You (Jagger/Richards) Feel On Baby (Jagger/Richards) Too Much Blood (Jagger/Richards) Pretty Beat Up (Jagger/Richards/Ronnie Wood) Too Tough (Jagger/Richards) All the Way Down (Jagger/Richards) It Must Be Hell (Jagger/Richards) Date of release: November, 7th, 1983 (UK/Usa) Beginning of the recording: November, 7th – December 17th, 1982 – Pathe Marconi Studios Paris

Fine Registrazione: May 1983 – The Hit Factory – New York City

Cover art: Hubert Kretzschmar

Mixing engineer: Bob Clearmountain

Produced by: The Glimmer Twins and Chris Kimse

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