Alice. Ancora

01Alice non ha più storia. Non c’è più storia davanti che le si possa appiccicare addosso. E anche quella dietro è passata in lavatrice. Sono solo occhi che guardano e non vedono. Bocca che si arruginisce. Mani sul grembo. Sfinteri che ragionano per conto loro.

Alice esiste nella vita degli altri. Alice era. Donna. Insegnante. Studiosa. Giovane. Poi, moglie e madre. Era. Perché un giorno, relatrice a una conferenza, non è riuscita ad afferrare una parola, una banalissima e fottutissima parola che aveva usato chissà quante altre volte nella sua vita. L’ha rincorsa, l’ha acciuffata e infine pronunciata. Ma era troppo tardi. Alice aveva sentito di aver incominciato a scappare da se stessa.

Così come qualche giorno dopo. Corre. Quanta aria la corsa regala alla testa. Ma nei viali della sua università non capisce dove si trova. Lo sguardo recepisce gli impulsi sonori e cromatici, ma il cervello torna a farsi tela bianca. Qualche istante, poca roba. Va tutto bene, caro. Sto solo perdendo i ricordi. Sanguinano fuori come da una ferita. Non è niente. Sto morendo.

Alice non può più scendere. Ha addirittura trasmesso la dimenticanza. Un’altra donna diventerà Alice tra qualche anno. Alice ne ha sofferto. Ma è passato del tempo. E ora non ne soffre più. Aveva un marito e tre figli. Ma è passato del tempo e ora non li ha più. «Eri brava nel tuo lavoro» le raccontano. «Ero brava nel mio lavoro» quando ancora si ricorda che glielo hanno raccontato.02

In un mondo che ripudia la fisicità Alice diventa il suo solo corpo. Insieme e incastri di ossa vestite da vene, arterie, tendini, muscoli, grasso, capelli, organi, pelle. Che funziona, come da libro di testo per il corso di biologia umana. Che però non trova la strada per il gabinetto di casa perché il gabinetto di casa… dov’è il gabinetto di casa?

03Sacco vuoto. Ma è ancora Alice. Quel corpo è ancora Alice. La voce ci dice che è ancora Alice. Ma il corpo, mese per mese, si irrigidisce. E la voce è ora uno sforzo farla venire fuori. Non cambia il risultato. Quella cosa è in qualche insondabile ma ineluttabile modo ancora Alice. Solo che lei non lo sa più.

Alice. Ancora. Sparita prima di andarsene. Chissà se è riuscita a capire il momento. Se è riuscita ad avvolgersi sopra quel preciso secondo di vita e afferrarlo. L’ultimo. Chissà se ha potuto dirsi: ora posso dimenticarmi.

 

ALICE. STILL

04Alice got no story anymore. There’s no story ahead that can be sticked on her. And the one behind just passed into the washing machine. It’s only eyes seeing without looking. Mouth that gets rusty. Hands on the lap. Sphincters that follow their own line of reasoning.

Alice exists in someone else’s lives. Alice was. Woman. Teacher. Scholar. Young. Then, wife and mother. Was. Because one day, as a lecturer during a conference, she didn’t manage to grab a word, a very ordinary and fucking word she had used who knows how many times in her life. She ran after it, seized it and eventually pronounced it. But it was too late. Alice had felt she had just started to flee from herself.

The same some days afterwards. She’s running. How much air running gives to the head! But along her university’s boulevards she doesn’t realize where she is. Her eyes receive sound and chromatic impulses, but the brain turns to be blank canvas again. Just a little moment, no big deal. It’s allright, my dear. I’m just losing my recollections. They’re bleeding out like from a wound. It’s nothing. I’m dying.

Alice can’t get off anymore. She’s even transmitted the forgetfulness. Another woman’s going to be Alice in a few years. Alice suffered from that. But time has passed. And now she doesn’t suffer anymore. She got a husband, two daughters and a son. «You was very good in your job» they tell her. «I was good in my job» when she still rememberd she was told about it.05

In a world that repudiates physicality Alice becomes her own body. Combination and joint of bones dressed by veins, arteries, muscles, fats, hair, organs, skin. And it’s working, as textbook for human biology class. But the stuff at home doesn’t find its way to the bathroom because the home bathroom… where’s the bathroom?

06Empty sack. But it’s still Alice. That body is still Alice. The voice tells us it’s still Alice. But the body, month after month, is getting stiffen. And the voice now it’s such a great effort to pull out. The result doesn’t change. That thing is for some unfathomable but unavoidable reason still Alice. Just she doesn’t know it anymore.

Alice. Still. Disappeared before passing away. Who knows if she managed to hook the moment. If she managed to wrap around that exact second of life being able to catch it. The last one. Who knows if she managed to say to herself: now I can forget me.

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