La mala educación

01Il bambino lo guarda e ride. E ha tutte le ragioni per ridere. La mamma è imbarazzata perché ha capito che il signore si è accorto del bambino che ride. Se n’è accorto ma fa finta di niente. In fin dei conti è un bambino. Il signore può usare tutta l’educazione di questo mondo (e la usa e fa bene, è un comportamento da adulto), ma non può cambiare la realtà. La sua realtà.

Il signore sembra non avere collo. O meglio, ha un collo di gallina molto strano. È magro, esile, sul metro e settanta, pizzetto quasi tutto imbiancato, oltre i cinquanta, anche se di poco. E ha questo collo pendulo che parte proprio sotto il mento e cade fino all’inizio del torace. E gli occhi? Due palle da rana!

Il bambino ha una mano in una mano della mamma e tiene lo sguardo alzato scrutando fisso l’uomo. Ogni tanto si gira verso di lei a chiedere conferma di ciò che sta osservando e che lo fa ridere stupito. La mamma lo strattona, ma sa che deve stare attenta perché la metropolitana viaggia con scossoni in prossimità delle fermate che fanno sobbalzare il piccolo. Ancora qualche fermata e poi basta con questo primo caldo di stagione che tra qualche giorno si trasformerà in fornace. Maledetta società dei trasporti, maledetta e ladrona. Un euro e mezzo di biglietto per un viaggio che col caldo si trasforma in una gita dentro l’altoforno di Bagnoli, pensa la donna.02

Ancora qualche fermata e il bambino ha tutto il tempo per continuare ad ammirare quel signore. E più lo osserva più il ghigno diventa visibile. L’uomo continua a guardare l’infinito vuoto che in occasioni come queste si affaccia davanti agli occhi, la mamma stempera l’imbarazzo cercando di far passare il bambino dietro di lei. Viaggiassero su una carrozza più vuota sarebbe già andata più avanti, ma a quest’ora, sette della sera, non c’è verso di spostarsi. Tentativi vani, il bambino ritorna sempre nell’unica posizione consentita.

Quella che gli permette di godersi la visione del signore e ridere. Lui quel collo lo ha visto solo negli album da colorare e sempre attaccato alle galline e non si capacita di ciò che sta osservando. E con quegli occhi si aspetta un cra cra da un momento all’altro. Si potrebbe dire che è felice come una pasqua, perché è la prima volta che gli accade una cosa del genere. Alla mamma l’imbarazzo cresce fermata dopo fermata. Pensa anche di sussurrargli: «Smettila! Guarda che non ti porto da McDonald’s eh!», ma non passerebbe inosservata.

03E capirebbe soprattutto quel signore che, a essere sinceri, sarà anche buffo ma mostra una pazienza e una tolleranza fuori dal consueto. La donna gli abbozza anche un sorriso. Forse per mettersi al riparo da un prossimo imbarazzo ancora più acuto o per chiedere scusa se l’uomo ha finora incassato l’attenzione del piccolo meno di quanto lei presume.

Allora si limita a lanciargli sguardi torvi che un po’ lo impauriscono, soprattutto all’inizio. Ma che poi gli scivolano addosso perché quel godimento ha il sopravvento su tutto. Anzi, il bambino non smette di cercare lo sguardo della mamma e in qualche modo le chiede complicità. «Ma come strano è ’sto tizio?» dicono i suoi occhi. «Ma non lo vedi mamma? Non fa ridere anche te? Lo scherziamo un po’?»

Ed è tutto così fino alla fermata. Che finalmente arriva. La mamma chiede spazio proprio al signore e si trascina il piccolo che tiene lo sguardo voltato per non perdersi un’ultima occhiata. Il treno riparte e i due salgono in superficie. Si dirigono verso McDonald’s e lei a un certo punto esplode in una risata sovrumana che stupisce anche il suo bambino.

«Ha ha ha che brutto era quel signore vero ammore

«Sììì!»

 

John

 

 

LA MALA EDUCACIÓN

04

The kid’s looking at him and laughing. He got all the reasons to do that. His mommy is so embarassed because she realizes that the man has become aware about that laughing-kid. He becomes aware but he doesn’t react. Just like nothing’s happening. All things considered it’s a kid. The man can act with all the good manners he’s been taught (and his it’s a very mature behaviour), but he can’t change the reality. His reality.

The man seems not to have a neck. Well, he got a very strange neck, quite alike the one of the chicken. He’s thin, slight, more or less 1,70 meter, nearly all whitened goatee, more than fifty but not too much. And this drooping neck starting just below the chin and falls until the beginning of the chest. And his eyes? Just like the frog ones…

The kid’s holding his mommy’s hand and the eyes don’t stop staring at the man. Every now and then he turns to his mommy to receive a proof of what he’s looking at and to make him smiling so amazed. His mommy yanks him, but at the same time she’s aware that she must pay attention because the metro’s moving with some intense yanks incoming the forthcoming stations and that may cause a pain to her son. Still some subway stations and they’ll say goodbye to this first seasonal heat, a weather that in a few days will turn the city into a furnace. Damned subway company, damned and big burglair. One euro and half for such a travel, which thanks to this heat is changing into a excursion inside Bagnoli’s blast furnace, the woman is thinking.05

Some other stations give the kid all the time to go on enjoying at the sight of that man. And the more he’s looking at him, the more the sneer grows visible. The man keeps on looking the infinitive vacuum that in such occasions shows in front of his eyes, the mommy tones the embarassment down trying to pull the son behind her. If they travelled on a more empty train she’d already go further on, but at this time, seven p.m. there’s no chance to move. Useless attempts, the kid keeps on coming back to the sole allowed position.

The one which allows him to enjoy the scene of the man and laughing. That neck he’s always seen into the drawning books and always referred to the chickens and he doesn’t understand yet about what he’s watching. And by those eyes he’s expecting a ribbet-ribbet any moment now. It could be said he’s happy as a clam, because it’s the very first time he’s facing a situation like that. His mommy’s embarassment’s growing station by station. She also thinks to whisper to him: «Cut it out! Or I won’t take you to McDonald’s!», but she wouldn’t pass unnoticed.

And above that man could realize that. That man who, to be honest, is even weird but showing a patience and a tollerance really unusual. The woman gives a hint of a smile. Maybe to guard against a next more severe embarassment or to apologise if the man until now has suffered from the kid’s attention less than she has presumed.

06So she only gives him her stern expressions whose he’s a little be afraid of. Above all at the beginning. But then they slip along because his pleasure is too much stronger. On the contrary, the kid doesn’t give up on looking for his mommy’s look and somewhat he asks her for complicity. «How strange this man is!», his eyes say. «Mommy, don’t you notice that? Doesn’t he make you laugh too? May we poke fun at him a little bit?»

They goe this way until the train stops at their station. That eventually comes. The mommy asks that man to let them space to get off and she drags her son who remains looking at the man not to miss the very last glance. The train leaves again and those two proceed to the way out. They’re heading to McDonald’s and at a certain point she bursts into a huge laughter that astonishes even her child.

«Ha ha ha what ugly was that man, wasn’t him myllovve

«Yeah!!!»

 

John

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