Joe R. Lansdale: lo scrittore, Obama e cosa resta del sogno americano

afbfLeggere un libro di Joe R. Lansdale è come partire per una vacanza affrontando un viaggio in treno che, chilometro dopo chilometro, diventa addirittura più affascinante della vacanza stessa. Lansdale è il padre di una coppia di personaggi (Hap e Leonard), che ormai sono tra i figli più amati della grande tradizione letteraria americana, senza distizione di crime e non crime. Ma come dimenticare Harry e Jack, i due ragazzini (quando li incontriamo all’inizio delle rispettive avventure) di Echi Perduti e La Foresta? E come non vedere nel ciclo del Drive-in una forte ispirazione a Stephen King (e non solo) per l’architettura e il tema principale del suo The Dome? Un gigante. Questa la nostra conversazione.

I suoi personaggi, pur nei momenti più terribili, non perdono mai l’abitudine di affrontare il pericolo reagendo con una forte dose di autoironia, se non quando addirittura sarcasmo. Danno l’idea di sentire la vita come un gioco impazzito, se non addirittura insensato, di cui qualcun altro ha già deciso per loro. Cosa la ha portata a questa cifra stilistica?

«Per me è stato piuttosto naturale, niente su cui abbia veramente dovuto lavorare sopra. Sono certo di essere stato influenzato da altri autori che lo hanno fatto, ma più in generale racchiude la mia visione delle cose.»

Nella mia personale e trascurabile opinione, uno dei suoi libri migliori è Echi perduti. Harry, da ragazzo, ha un potere enorme: vede quello che c’è stato e che non c’è più. Trasfigurato: un po’ come un artista, uno che vede dietro le persone e le cose. Prendendo in prestito Flaubert: “Harry c’est moi”, lo ha mai pensato?zzg nz

«No, non penso. Piuttosto pensavo a come far funzionare l’idea. È stato una notte. Ero in visita a un amico che era a Houston per presentare e autografare un suo libro e aveva a disposizione una camera d’hotel, e una più spartana. Passai la notte in una camera accanto all’autostrada. Non mi accorsi che la finestra era aperta e per tutta la notte udii i rumori e i rumori mi fecero chiedere, ad esempio: cosa c’è in quel camion che sferraglia lungo l’autostrada?, e questo naturalmente sviluppò l’idea per Echi Perduti. Cosa c’è dietro al suono?»

Una curiosità che ho da qualche anno: perché i fan di Hap e Leonard sono “ben strani tesori”, come lei scrive nella dedica a Sotto un cielo cremisi?

«Non so spiegarmelo, ma sono contento di come i lettori li hanno accolti. È stata una battuta, come un gioco, un modo di pensare a tutti quegli attenti lettori della serie. Lo apprezzo molto.»

C’è chi si apre all’ispirazione attraverso infinite passeggiate, chi restando sul divano, chi tirando migliaia di volte il pallone in un canestro. Come nascono le sue storie?

«In tutti i modi. Camminare è un modo, farsi la doccia, semplicemente sedersi davanti alla macchina pronto per lavorare, ma per lo più mi accade di notte, nei miei sogni, almeno per ciò che riguarda l’ispirazione per le mie storie. Ma qualcuno potrebbe dire che il tutto può nascere dall’articolo di un giornale. Non c’è limite a ciò che ci influenza.»

hapandleonardLei scrive libri, si dedica ai fumetti, firma testi per la tv e sceneggiature per il cinema. Quale la modifica più evidente della sua scrittura quando si tratta di passare da un mezzo all’altro?

«Mi piacciono tutte. Penso che i racconti brevi siano quelli più duri da scrivere, ma sono allo stesso tempo i miei preferiti.»

Big Data, Gps, Facebook, Twitter, Smartphone: immaginare una plausibile trama per un crime diventa sempre più complicato potendo ora i lettori controllare da soli se una data situazione poteva svilupparsi così come l’ha scritta lo scrittore?

«Certo. È vero che gran parte delle mie storie ha luogo nel passato, anche se ho aggiornato Hap e Leonard, ma ugualmente la verità è che la maggioranza delle persone che ha tutto sotto la punta delle dita commette gli stessi stupidi crimini di sempre ed è solo la vecchia e datata ostinazione che li fa risolvere.»

Lei viene dal Texas. Ha dichiarato: “Il Texas è uno stato mentale”. Che particolarità ha questa terra da offrire a uno scrittore che vuole esplorare le zone più oscure dell’esistenza personale e sociale di un essere umano?

«Ogni posto che conosci bene è rivelatore di storie.»

Cosa ha la sua Nacogdoches per diventare il “centro di un mondo”?frana

«È il mio centro del mondo. Chiunque abbia un luogo dove vive e ha delle relazioni sente che quello è il centro della terra, almeno in una parte della sua vita. Tutte le mie storie nascono più dalla mia esperienza nell’East Texas che da Nacogdoches, ma sempre East Texas.»

Il noir è il western del XXI secolo?

«Per un certo verso o almeno per alcuni è così. Ad esempio, i miei libri con Hap e Leonard lo sono.»

Cosa ne pensa della letteratura americana contemporanea? Di che stato di salute gode?

«È vibrante. Penso sia al suo culmine. Il ventaglio di autori, il mix di idee, generi… Non tutto è buono, ma niente è mai tutto buono. Ma c’è tanto da amare e ammirare. Leggo anche la letteratura di altri paesi ma, lo ammetto, preferisco quella americana. Forse perché sono così americano.»

dfbzE come sta l’America oggi?

«Sempre in cambiamento. Non vivrei altrove. Amo essere qui. Possiamo pure indicare tutta la merda che abbiamo, ma ogni paese ha i suoi problemi. Siamo un paese enorme. Il Texas è grande come la Spagna, ed è uno dei cinquanta stati. L’Alaska è perfino più grande. Più è grande il posto, più ce n’è, e noi siamo coinvolti in così tante cose. C’è tantissimo da cambiare, ma c’è pure tantissima bellezza. Io continuo a sentire, a dispetto di quanto qualcuno dice, che questo è il luogo in cui farcela. Sono nato con molto poco attorno a me e mi sono fatto largo con niente di più che un po’ di talento, determinazione e un sogno, che è nient’altro che il sogno americano. E cioè un’opportunità, non una promessa. Prima ti tocca saperlo, poi volerlo e quindi lavorarci sopra per raggiungerlo. Qualche volta fallisci, non importa quanto duramente tu ci abbia dato dentro, ma hai qualcosa di certo: sai che non lo hai potuto raggiungere.»

Siamo quasi alla fine del secondo mandato: che America lascerà Obama? obama2

«Quella di prima, penso. Obama non è riuscito a compiere molto, nonostante le sue e le nostre speranze. Anche la legge sull’assistenza sanitaria, pur se migliore di molto, è ancora un casino, per come ha cercato di soddisfare troppa gente. Obama si è confrontato più col congresso che con il popolo americano. Gli americani lo hanno votato due volte e volevano che stesse più dietro al paese e invece è rimasto invischiato nella lotta per sopravvivere politicamente. Non sono un grande fan di Hillary, ma la voterò. Veramente, considerando che Obama ha vinto due volte di fila, dovresti dire che il paese si sta muovendo più verso il centrosinistra che verso destra. Ma le cose si muovono avanti e indietro. È la natura umana.»

 

JOE R. LANSDALE: THE WRITER, OBAMA, AND WHAT REMAINS OF THE AMERICAN DREAM

vc zv zdReading a book of Joe R. Lansdale is like leaving for a holiday, getting on a train for the journey and realizing that, mile after mile, being on that train is even more charming that the place we’re heading to. He’s the father of a couple of characters, Hap and Leonard, who are one of the best sons of the american great literary tradition, with no distinction between crime and no-crime. But how’s possible to forget about Harry, Jack, Stanley, the kids (as we get acquinted with them at the beginning of their stories) of Lost Echoes, The Thicket and A Fine Dark Line? And how not to see in his Drive-in books a strong inspiration of Stephen King’s The Dome as far as the architectural structure and the main theme are concerned? A giant, Lansdale. Here’s our digital conversation.

Your novels’s characters, even in their worst and most dangerous moments, they never lose the habit to face the danger reacting with a very strong self-irony and sarcasm. They give the idea that life is a play got crazy, sensless,out of their hands in which someone else has decided for us from the beginning. If you agree, what did lead you to forge this style?

 «That was pretty natural to me, so there wasn’t a lot of conscious work on that. I’m sure I was influenced by other writers who did that, but it’s kind of my world view.»

zfg zg z zIn my personal and forgettable opinion, one of your best novels is Lost Echoes. The boy, Harry, has a huge power: he sees what happened in a place. That is just like what the artist does: seing behind people and through things. Paraphrasing Flaubert: “Harry c’est moi”, you could say. Have you ever thought of it?

«I doubt I was thinking that. I was thinking how can I make this idea work. The idea came to me in one night. I was visiting a friend who had a book signing in Houston, and he had a hotel room, and a spare room as well, and I spent the night in a room near the highway. I didn’t realize the window was open, and all night I hear noises and the noises had me thinking, what’s in that truck rattling down the highway, and so on, and it naturally developed into the idea for Lost Echoes. What’s behind the sound?»

A curiosity: why are Hap and Leonard fans really strange treasures as you wrote on the dedication page of Vanilla Ride?dfzfgzgf

«I can’t explain the readers, but I’m glad they’re there. It was really kind of a joke and a way of thinking all those dedicated readers of the series. I really appreciate it.»

About inspiration: there are those who search for it in endless walks, those who stay on the couch thinking, thinking and thinking and those who run after it throwing a ball into the basket hung up over the garage door. How do your stories come to light?

«In all manner of ways. Walks are part of it, showering, just sitting at the machine ready to work, but most of it seems to come to me at night in my dreams, or at least inspirations for stories. But, it can be newspaper articles, something someone says. There’s no end to what influences.»

You write books, graphic novels, stuff for television and screenplay for movies. Which is the most evident change when you pass from a narrative-world to another one?

«I like them all. I think short stories can be the hardest, but they’re also my favorite.»

imagesN7D8B3SMBig Data, Gps, Facebook, Twitter, Smartphone: creating a plausible story-line for a crime is getting always more complicated because the readers nowadays can control by their own if a certain situation can be developed just like it appears on the page. Does it feel like a “ball and chain” for a writer?

«Yep. It does. Why a lot of my stuff takes place in the past, but I have updated Hap and Leonard, but the truth is, most people that have all that at their fingertips still commit the same kind of stupid crimes and it’s old fashioned persistence that solves most of them.»

You come from Texas. Once you said: “Texas is a state of mind”. Which the distinctive trait that this place offer to an author who wants to investigate the darkest zones of human existence?

«Anyplace you know well reveals stories.»Nacogdoches

Which is the peculiarity of Nacogdoches that makes of it a “centre of the world”?

«It’s my center of the world. Everyone who has a place where they live, what they relate to, feels that it is the center of the earth, at least at some time in their life. All my stories grow out of my East Texas experience, more than Nacogdoches, really, but East Texas.»

Is the crime novel the western of XXI century?

«To some extent, or at least certain ones. I think my Hap and Leonard books are.»

What do you think of contemporary US literature? How is its health condition?

«No. It’s very vibrant. I think it’s at its peak. All manner of writers and mixing of ideas, genres, etc. Not all of it is good, but nothing is all good. But there is plenty to love and admire. I read literature from other countries, but I admit, I prefer American writing to all writing. Maybe it’s because I am so American.»

drive-inHow is America today?

«Always changing. I wouldn’t live anywhere else. I love it here. We call shit shit when we see it, but all countries have their problems. We are a huge country. Texas is as big as Spain, and that’s one of fifty states. Alaska is even bigger. The bigger the place, the more that goes on, and we are so involved in so many things. There’s plenty that needs changing, but there’s so much that’s wonderful as well. I still feel, in spite of what some say, that this is the place to succeed. I was born with very little and I have gone pretty far with nothing more than a bit of talent, determination and a dream; that’s the American Dream. It’s an opportunity, not a promise. You have to recognize it first, and then want it, and then work for it. Sometimes no matter how hard we work it fails, but here’s something certain. You don’t reach, you don’t get it.»

Which America is going to leave Obama to his successor? Obama

«The same one as before, I think. Obama didn’t manage to accomplish much, in spite of his hopes and ours. Even the health care law, though better in many ways, is still a mess, as it tried to accommodate too many people. Obama was up against the congress more than the American people. They voted him in twice and wanted him to do what he was after for the country, but he got embroiled in political survival. I’m not a great Hillary fan, but I’ll be voting for her. Actually, considering Obama won twice in a row, and quite handily, you’d have to say the country is moving to the center left more than the right. But, things go back and forth. It’s human nature.»

 

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