Missione compiuta

01Quasi da non star più nella sua carne. Corre sempre più ansimante, si ferma per fare quello strano giochetto e poi riparte. Una nuova puntata. E una nuova corsa, facendo rotolare tra le pieghe del vestito la sua immensa campana di lardo. E sorride. Felice come un bambino, lui ormai più che ragazzo. Lo rende gioioso schiacciare in piena notte i citofoni degli appartamenti accatastati nei caseggiati della Barona. Per poi ripartire immediatamente dando gas all’obeso armamentario che farebbe la fortuna di macellai e salumieri. Non si ricorda come sia capitato proprio per queste strade mentre tutto il quartiere è calato da ore nell’anima del sonno.

Nei fogli che tiene in un quaderno ben custodito nella cassapanca in cantina ha l’abitudine di lasciare le sue memorie. Vi ha scritto che è stato catapultato da un meteorite impazzito nell’abisso del pianeta Terra.

Intanto ora è lì. Dove dorme tanta Milano. Uno dopo l’altro schiaccia i pulsanti del citofono con vigore e continuità mettendoci tutta la mano; l’estremità dei polpastrelli in imperfetta simmetria orizzontale per colpire almeno cinque famiglie alla volta. Finito il castigo, il tormento ad altri. Via Ovada, via Voltri, piazza Miani, neanche i taxi a far da sentinella. Conclusa l’operazione, il vicinato successivo. Nel mezzo, la corsa per non farsi riconoscere.02

Arrivano i primi affanni. Il respiro inizia a farsi pesante e irregolare. Ma la gioia tocca il Monte Bianco. È questo il sonnifero che lo rende incosciente. Il corpo frusta la pelle con la stessa sua carne. Il sudore copioso rende il colpo levigato e profondo come quello dato da una cordicella di bambù. Ma la coscienza di aver svegliato qualcuno lo rende insensibile al lavoro sordo del dolore. Sente un aspro sapore di ferro sulla lingua dopo una mezz’oretta di giri, colpi e fughe.

È un assaggio che comincia a rosicchiarlo come le tarme con l’abito. Ma ancora non se ne accorge. Intuisce che i passi della corsa trasportano con sé le ginocchia che adesso hanno incominciato ad accusare il colpo, la percezione che gli occhi sono ormai due spilli senza più luce. Le mani e le cosce calano sudore irritante. Ma continua con il volto inquieto e lo sguardo candido. Gli basta mulinare le braccia per spingersi avanti e passare di fianco all’ostacolo della felicità. Imponente da toccare i piedi degli angeli alzando una mano. Si lascia dietro le luci accese di chi non ne può più di tanto scampanellare.

03E tutto di nuovo una volta ancora fino a quando il cuore prende a uscire per conto suo e a girovagare tra i binari delle ossa. Per la strada, che ormai colpisce con finti e stanchi passi dell’oca, perde tutto il sangue che gli hanno dato a disposizione e ne sente il calore. Proprio quando ormai stava pensando di far ritorno a casa.

Esanime, prende presto a raffreddarsi come tutti i morti fanno. Ma ancora pensa, chissà per quale strano giro ritardato del cervello, di scrivere su un foglio tutto nuovo da inserire nel quaderno: missione compiuta.

John

 

MISSION ACCOMPLISHED

 04

Nearly not to be contained by hos own flesh. He’s been running, more and more breathless, he stops just to do that weird trick and then he’ll start again. A new episode. And another new run, getting his huge fat bell rolled along his clothes’ folds. He’s been smiling. Just like a child, he, already a boy. Pressing the houses doorphones piled at Barona, south outskirt of Milan, makes him joyful. Just some seconds to throw himself into the breakaway, pushing gas to the obese equipment that would be the fortune of butchers and grocers. He doesn’t remember how he ended up in these streets whie the neighborhood has been going down into the sleep for hours.

He’s taken the habit to put down some memories in the pages of a note-book well safeguarded into a trunk kept in the basement of his home. He’s written that he’s been shot from a meteorite driven insane to the abyss of planet Earth.

For now he’s there. Where a great part of Milan is sleeping. One after the other, he mightily presses the intercom knobs with all his fingers so to hit five family with just one shot. After the punishment, so torment it is for others! Ovada Street, Voltri Street, Miani Square, no taxi as sentinel. Operation concluded, the next building. In the middle, the run not to be recognized. 05

First shortness of breath is coming. The breath begins to be heavy and irregular. But his joy touches the White Mount. This is the sleeping-pill that makes him reckless. His body whips the skin with its own flesh. The copious sweat makes the body smooth and it’s deep like the one from a bamboo rope. But the awareness that he woke someone up makes him insensitive to the deaf labour of the pain. He tastes a sour flavour iron maiden on his tongue after half hour of that going around, pressing and getaways.

It’s a preview that’s starting to browse on him like the moth with the clothes. But he doesn’t realize it yet. He foresees that the paces of his run are carrying on the knees, that now begin to suffer the blow; the perception that the eyes now are just two pinches lightless. A stinging sweat down the hands and the thigh. But he keeps on, the face restless, innocent the gaze. It’s enough for him twirling his arms to move forward, passing by the hurdle of happiness. So huge now to touch angels’ feet raising a hand. Behind him, turned on lights of those who can’t put up with this ringing loudly.

06He does it again one more time as long as his heart starts to go out on its own and walking about in the rails of the bones. All along the way up the road, that now he’s hitting with tired goose-steppings, he’s been losing all the blood he has had at his disposal and he feels the warmth. Just when he was going to think to come back home.

Bloodless, he keeps to cool down in a little while, like all the deads do. But still now he’s thinking, who knows for which strange delayed twist of the brain, to write in a new sheet to include in his notebook: mission accomplished.

 John

 

 

 

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