Gianluca Morozzi & Bruce Springsteen: confessioni di uno scrittore accecato dalla luce

01Quando una voce cambia il percorso di un’esistenza. Un verso ci restituisce i colori che il nostro quotidiano ha opacizzato, l’attacco di armonica di una canzone ci fa sentire dentro una promessa di vita. Quando un concerto ci fa uscire da uno stadio persone diverse da quelle che eravamo quando siamo entrati. Un morbo. Che ha colpito chi scrive. E che si porta a spasso Gianluca Morozzi, a distanza di meno di un mese ospite ancora in questo blog.

Per un’intervista che gira attorno a un unico tema. Bruce Springsteen. Le pagine di Morozzi sono intrise della più profonda e creativa eco del migliore figlio del New Jersey. Un amore sconfinato.

  1. A) Springsteen da Nebraska non è più lui, B) Bruce non ha mai sbagliato un disco, C) Bruce è tutt’ora un signor compositore, ma i due dischi gemelli del ’92… In quale tipologia di fan ti ritrovi?

«Guarda, stavo per dire C, ma a me Lucky Town piace. Quindi farò finta che Human Touch contenga solo la metà delle canzoni che contiene, quelle tipo With every wish o Man’s job o I wish I were blind, e rispondo B. Tra l’altro una sera, in un pub irlandese di Rimini, c’era un televisore all’angolo che trasmetteva vecchi video e a un certo punto ha mandato Human Touch. E io ho pensato: ehi, ma che bel pezzo, ha solo un arrangiamento un po’ così, diciamo, ma perché l’abbiamo sempre disprezzata?»

La nomea di “nuovo Bob Dylan” ha “bruciato” fior di musicisti. Qual è stata l’arma che Bruce ha utilizzato per non finire nel rogo?

«Ha messo nel calderone tante altre cose quasi subito, Van Morrison e le Ronettes e il wall of sound… anche perché i suoi dylanismi iniziali erano abbastanza forzati, in buona parte. Ma qualunque produttore con due orecchie appena funzionanti lo avrebbe capito subito, che quello lì non era Dylan ma qualcosa di diverso.»02

Quale alchimia ha prodotto Bruce che, per citare due nomi, Elliot Murphy e Willie Nile non sono riusciti a produrre?

«La voce di Bruce è un dono che i due che hai citato non hanno avuto in regalo dagli dei del rock. Una voce come quella porta una canzone magari già bella a un livello superiore.»

Dylan come Borges e Shakespeare, Springsteen come Garcia Marquez e Steinbeck. Il primo più profondo indagatore dell’animo del genere umano preso nel suo complesso, il secondo più preciso nel disegnare ferite e gioie dell’americano medio a cavallo di questi ultimi due secoli. Può andare o la pensi diversamente?

«O Bruce come Philip Roth, che ha girato sempre intorno agli stessi temi ma con un senso di morte incombente sempre più presente libro dopo libro, e pian piano ha disegnato il grande romanzo americano. Uno che ha raccontato di sé, ma ha saputo usare il suo alter ego Zuckerman per mettersi in un angolo a raccontare storie. A proposito, ora che ci penso anche Roth è del New Jersey… »

A metà degli anni Settanta fu considerato il salvatore del r’n’r che, tra disco e punk, rischiava di evaporare. Quarant’anni dopo: che cosa ha dato dal punto di vista musicale?

«Su disco, quella grande fusione tra esplosioni di romanticismo, in senso non sdolcinato, con quel piano usato così, quel sax usato così, quella chitarra usata così, e quei testi perfetti, sposati alla perfezione alla musica. Sul palco, delle performance leggendarie e difficili da eguagliare.»

03Qual è il periodo della sua carriera che trovi letterariamente più accattivante?

«Il periodo The Ghost of Tom Joad mi ha assolutamente sconvolto, all’epoca. Quei piccoli dettagli, quelle immagini vivide, la narrazione per sottrazione di Highway 29, l’ultimo verso di The new timer, la scena di Galveston bay in cui Billy Sutter che aspetta Le Bin Son con il coltello in mano vicino al lago fermo come vetro, sospira e lo lascia passare, e poi, nelle canzoni del periodo, il testo spettrale di Dead man walking, il finale sospeso di Brothers under the bridge… letterariamente, io ci sono impazzito. Ho scritto un sacco di orribili canzoni sul tema, un po’ copiando i Gang, e siccome non conosco vergogna ne ho anche messa una in Nato per rincorrere

E veniamo ai due tuoi libri che girano intorno a Springsteen. Hai pensato al tipo di scrittura o sono state pagine rock’n’roll uscite come un pezzo dei Ramones?

«Ho dovuto pensare alla scrittura per Nato per rincorrere, che è un tour de force di stili e di trovate narrative. Ci sono finte lettere, transenne parlanti, braccialetti del pit nazisti, concerti leggendari mitizzati nel futuro, concerti raccontati via twitter eccetera. Accecati dalla luce lo ricordo con particolare piacere perché era il mio quarto romanzo, ed era il primo in cui avevo la sensazione di controllare la scrittura anziché combatterci contro. Tra l’altro ho dovuto interrompere la sua stesura a metà per scrivere Blackout, che aveva un tono, come dire, un po’ diverso. Finito Blackout ho ripreso Accecati dalla luce; è stato un po’ strano abbandonare quel dannato ascensore insanguinato per raccontare l’epopea del pennarello che Bruce mi ha rubato fuori da una palestra… ma rilassante.»04

Potrebbe diventare un romanziere?

«Romanziere non lo so, ma di sicuro se la caverebbe bene nei racconti. Ha questo meraviglioso dono della sintesi, costretto nei brevi spazi di una canzone… un verso come the women red, the money green, but the numbers were black, da The hitter, in un romanzo occuperebbe tre capitoli almeno per raccontare l’ascesa e la caduta di un personaggio. Vorrei vedere come si comporterebbe con qualche briglia in meno. Tra l’altro, e sono serissimo, scrive degli elogi funebri meravigliosi. Ma davvero meravigliosi.»

Proprio la canzone citata appartiene a un album, Devils & Dust, che sembra passare sotto traccia sia tra i fan sia nelle scelte di Springsteen. Un album nerissimo, al pari di Nebraska. Ecco, se li metti accanto uno all’altro, se li ascolti uno dopo l’altro, cosa succede?

«Devils & Dust ha solo il problema di essere un po’ meno compatto e a fuoco di Nebraska o Tom Joad, viene fuori un po’ meno l’unità concettuale… ma ci sono capolavori tipo Devils and dust, Jesus was an only son, Matamoros banks, e pezzi da riscoprire come Black cowboys o Reno… se li ascolto uno dopo l’altro, mi viene da saltare i pezzi allegri, tipo My best was never good enough o All I’m thinkin’ about, per calarmi meglio nel clima narrativo.»

Un album minimalista che suona come una bomba atomica: a distanza di oltre trent’anni possiamo dire cos’è stato davvero Nebraska?

05«Nebraska, come dice anche Stephen King, è un assoluto capolavoro. Arriva alla fine del periodo incriticabile di Bruce e chiude il cerchio: il fiume di parole di Blinded by the light diventa la sottrazione spettrale di State trooper. Ci sono quei geniali piccoli film in cinque minuti, c’è la più bella controvoce di sempre, parlo di Atlantic city, dei microcapolavori di testo tipo brand new used car, ci sono i Suicide sposati a Woody Guthrie, e il trionfo del lo-fi molto prima del lo-fi.»

Tra Nebraska e Devils & Dust c’è stata l’esperienza lasangeleña. Cosa ne pensi?

«Che si vestiva veramente malissimo, in quel periodo. E che aveva le idee un po’ confuse, creativamente. Ma capitarci proprio in mezzo al periodo delle rivolte razziali gli ha fatto scrivere qualche altra pagina di romanzo americano.»

Se ti dico che Working On A Dream è un bellissimo disco pop?

«Concordo. Secondo me certe canzoni, con un filo di arrangiamenti in meno, sarebbero suonate migliori. Ma Life Itself è un bel pezzo anche così, per dirne una, come This life… a me piace anche Surprise, surprise, figurati.»

Perché i Kiss non lo hanno querelato per Outlaw Pete?

«Secondo me i Kiss non ascoltano musica da 25 anni, a parte forse la loro giusto perché la devono suonare. Per cui non se ne sono mai accorti, e io non farò la spia.»

La produzione di Brendan O’Brian vale le parole di esaltazione con cui lo stesso Boss descrive la sua cabina di regia?

«Se ascolto The Rising ti dico di sì. Se ascolto Magic ti dico: “Uh, santo cielo”. Il che mi lascia un po’ indeciso sull’argomento Brendan O’Brian.»

Qualche anno fa Francesco De Gregori lo accusò di essere più che altro un gran “piacione”, insinuando così che l’integrità che lo segue è in buona parte frutto di scelte di marketing a cui quindi pure lui non sarebbe estraneo. Sarò anche blinded by the light, ma a me uno Springsteen così tanto calcolatore stona parecchio.

«Be’, l’uscita di De Gregori non è stata proprio felicissima, diciamo. Che Landau e company abbiano una certa influenza sui comportamenti del Nostro lo sappiamo tutti, ma questo non sminuisce di una virgola la stima umana per un personaggio come Bruce.»

Lontano da ogni respiro populista: si può essere miliardari e continuare a risultare credibili quando si parla degli esclusi del sistema?

06«Ma certo. In veste di cantastorie, si raccontano, appunto, storie. Suppongo che Vince Gilligan non abbia spacciato metamfetamina per scrivere Breaking bad, e io sono sicuro di non aver tagliato facce o torturato persone. Altrimenti tutti dovremmo raccontare solo del nostro vissuto e dovremmo ascoltare interessantissime canzoni springsteeniane sulle gare di equitazione della figlia o sui pomeriggi al supermercato con la moglie… no, aspetta, quella l’ha fatta.»

It’s the singer, not the song cantavano gli Stones. Anche per Springsteen vale il concetto che un conto sono le sue canzoni e un altro è l’autore o la distanza tra i due poli con lui risulta più limitata?

«Ci sono diversi Springsteen, a livello di testi. Quello che parla di sé, tipo Two faces, quello che osserva gli altri, Factory, quello che parla di sé ma con un filtraggio formale, Dancing in the dark, quello che racconta storie nei dischi cantautorali… ovviamente ognuno di questi Springsteen ha una diversa distanza tra sé e le canzoni.»

Negli ultimi anni si sono levate voci critiche sui suoi live act. Dito puntato su una struttura tipo juke-box. Ingeneroso o c’è del vero?

«Bisogna sempre tener conto del fatto che noi che vediamo tanti concerti a tour ci stufiamo, magari, delle cose ripetitive, ma la stragrande maggioranza della gente che riempie uno stadio vede quel concerto e solo quello. E allora, magari, le idee dei cartelli e dei pezzi improvvisati o dei full album suonano inaspettate e divertenti. Ricordiamoci che lui fa i concerti non solo per noi talebani del pit e del braccialetto, ma anche per la coppia di maturi tedeschi seduti tranquilli sugli spalti dello stadio di Francoforte che hanno pianto e si sono baciati teneramente su I’m on fire. E se ti stai chiedendo che ci facevo io seduto sugli spalti la risposta è: accompagnavo mio padre, che non è propriamente un talebano del pit.»

Ti soddisfa l’inserimento di Tom Morello nella E-Street Band?

«A me piace, Tom Morello. Anche perché ogni tanto amo sentire qualche suono diverso, vivaddio… Tu vuoi sempre gli stessi suoni, che poi sono quelli del 1980? Io no. Se poi vogliamo parlare del sottoutilizzo di Nils come chitarrista sul palco, questo è un altro discorso ed è un mobbing che non ho mai capito.»07

High Hopes: svolta nella sonorità del Boss o episodio isolato?

«Secondo me, episodio isolato. Peccato, perché, tornando al discorso di prima, se voglio sentire il sound di The river ascolto The river. Se voglio sentire il glockenspiel, be’, ne ho già sentito abbastanza per dieci vite. Mi è piaciuto addirittura il momento rap di Rocky Ground nel disco precedente, e io odio perdutamente il rap e i suoi derivati.»

Delle due versioni di Tom Joad, quale ti prendi?

«Mi piacciono molto tutte e due. Quella elettrica è esaltante, ma quella originale non si batte.»

Quale il suo personaggio con cui senti maggior affinità?

«Le mie ex fidanzate direbbero quello di Iceman. Ma io sono sempre il Cosmic Kid di Growin’ up, pur non essendo più, tecnicamente, un kid.»

E quello più letterariamente forte?

«Carl, di The Line. Nel momento in cui si stira l’uniforme nella baracca, nel momento in cui fa quell’ingenua domanda che non ascoltiamo (perché rischiano la vita?) ma a cui Bobby Ramirez risponde: “La fame è una cosa potentissima”, nel momento in cui balla con la messicana e sa benissimo quel che sta facendo, nel momento in cui mette la mano sulla pistola e sarebbe pronto a sparare, se ce ne fosse bisogno…»

Cosa ne pensi di The Indian Runner, il film di Sean Penn tratto da Highway Patrolman?

08«Non era male. Tra l’altro, per mostrare la bravura nella sintesi che il nostro Bruce sa manifestare, un’ora e mezza di film copre esattamente quei pochi minuti di canzone, pieni di cose dette o lasciate intuire.»

Quale il verso di una sua lirica che in assoluto più ami?

«Be’, la frase che mi ha cambiato l’esistenza è “Lo so che è tardi ma possiamo farcela se corriamo”. Ho sempre trovato fortissimi gli ultimi versi di Youngstown

Migliore canzone.

«Jungleland

Top ten facile.

«1) Jungleland; 2) Thunder road; 3) Born to run; 4) Badlands; 5) Lost in the flood; 6) The ghost of Tom Joad; 7) Incident on 57 street; 8) The river; 9) No surrender; 10) Backstreets.»

Top ten da intenditori.

«1) Land of hope and dreams; 2) American skin; 3) This hard land; 4) Atlantic city; 5) Youngstown; 6) Growin’ up; 7) Murder incorporated; 8) Factory; 9) One step up; 10) Drive all night.»

Miglior album.

«Born to run

Miglior attacco.

«Jackson Cage

Migliore chiusa.

«Thunder Road

Miglior concerto.

«Tra quelli che ho visto io, i due del Madison del 2009. Tra quelli che non ho visto, c’è ampia scelta tra almeno tre concerti del ’78.»09

Migliore copertina.

«Born tu run

La sua canzone più noir.

«Harry’s place, che ne dici? Poteva essere la canzone dei titoli di testa dei Soprano

La cover che più ti ha colpito di un suo pezzo eseguito da altri.

«Highway patrolman di Johnny Cash. Perché Because the night non vale come cover, no?»

Il pezzo altrui che invece lui esegue al meglio.

«Stayin’ alive fatta in quel modo è stata una genialata estrema. Oppure Follow that dream, che è poi una cover un po’ sui generis.»

Il tuo avatar nella ESB.

10«Steve! Non è un gran chitarrista, né un formidabile attore né un magnifico cantante, ma ha suonato in tutti gli stadi del mondo, ha fatto i Soprano e Lilyhammer e Bitter fruit la conosce anche mia nonna, anche se magari pensa che sia di Venditti. Come non amare un uomo così?»

Waiting On A Sunny Day live: il pupo che canta ce lo porteremo avanti fino alla notte dei tempi?

«Be’, no, dai, anche basta… quella è una tradizione che poteva anche finire un tour prima.»

E le nuove Courtney Cox per Dancing in the Dark sul palco? Anche loro ormai una tradizione irrinunciabile?

«Come sopra. Facciamo cose nuove!»11

E tu con chi vorresti ballare sulle note di Dancing?

«Ti dico questa: nell’ultimo giro europeo ero a Parigi, dove ha fatto Born in the Usa full album. Ora, essendo la millesima serata Born in the Usa, ho guardato parecchio il pubblico, e quell’enorme pit era pieno di stupende ragazze parigine che ballavano felici No surrender e Glory days. Ecco: la prossima volta magari ci sarà Marion Cotillard, e ne approfitterò per ballare con lei.»

 

GIANLUCA MOROZZI & BRUCE SPRINGSTEEN: CONFESSIONS OF A WRITER BLINDED BY THE LIGHT

When a voice changes the path of a human existence. A line of a lyric gives us back the colours and the smells that our daily life has blurred, the start of a harmonica in a song makes us feeling inside a promise of life. When a live show lets us get out of the stadium as different person than we were when we got into. A syndrome. That hit who’s putting down these bunch of lines. And that hit Gianluca Morozzi as well. He, less than a month, host again on this space.

In order to an interview which rings around a unique subject. Bruce Springsteen. Morozzi’s pages are full and fed by the deepest and creative echo of the New Jersey best son. An endless love.12

  1. A) From Nebraska on Springsteen is no longer the kind of artist we knew, B) Bruce never failed a shot, C) Bruce is still now a great composer, but the twin records of ’92… In which of these fan typologies you find yourself?

«Well, I was going to answer C, but I like Lucky Town. Therefore I pretend Human Touch includes only half of the tracklist, for example With every wish or Man’s job or I wish I were blind, and my answer is B. By the way, on a night, I was in an irish pub at Rimini, a television channel broadcast old videos and I happened to bump into Human Touch. I thought: wow, what a beautiful track! Just the arrangement’s a bit scruffy, but why we’ve always scorned this song?»

The “new Bob Dylan” label burnt so many artists. Not him. Why?

«He immediately coloured his music with a lot of stuff: Van Morrison, the Ronettes, the wall of sound… and his dylanisms were rather forced since his beginning. Any producer possessing two effective ears would understand in a while that that guy was not “a Dylan” but something different.»

Which alchemy did he produce and that, just to mention a bunch of names, Elliott Murphy and Willie Nile didn’t?

«Bruce’s voice is a gift that the artists you proposed didn’t receive from the gods of rock. Such a voice leads a good song definitely to a higher ground.»

Dylan like Borges and Shakespeare, Springsteen like Garcia Marquez and Steinbeck. Deeper investigator of mankind soul the former, more precise to stress wounds and joy of the average american in these two last centuries the second one. Does it work this way?

«Even Bruce like Philip Roth, who turned around the same subjects with an awareness of imminent death always more present in each new book that led him to write the great american novel. A writer who narrated about himself being able at the same time to use his alter ego Zuckerman to put himself in a corner and tell stories. By the way, now that I think about it, also Roth comes from New Jersey…»

13In the middle of the Seventies Springsteen was saluted as the saviour of r’n’r, genre that, between disco and punk, was going to fade away. Forty years later: what did he give as far as music is concerned?

«As far as his records, a mix between romanticism and that piano played that way, that sax played that way, that guitar made talk that way and those lyrics so perfect that perfectly dovetail to music. On stage, legendary performances, so difficult to to be matched.»

Which the period of his career you find more engaging from a literary point of view?

«The moment of The Ghost of Tom Joad absolutely shook me. Those little ins and outs, those vivid images, the narration made by detractions of elements in Highway 29, the last verse of The new timer, the scene in Galveston bay in which Billy Sutter waits for Le Bin Son handling a knife near the lake whose water stands still like a glass, he sighs and lets him pass. Then, during those years, Dead man walking’s spooky lyric, the suspended final part of Brothers under the bridge… well I went hog wild. I wrote a lot of hideous songs on that theme, copying the Gang, and because of I miss any king of shame I put some of them in Nato per rincorrere (Born to run after, note of the translator).»14

About your books on Springsteen. Did you write them with a careful style or were they like Ramones tracks?

«I had to think about the writing of Nato per rincorrere, that is a tour de force of styles and narrative ideas. There are fake letters, talking crush barriers, wristbands of nazi pits, concerts told via twitter… As far as Accecati dalla luce (Blinded by the light, n.o.t.) I remember it with great pleasure because it was my fourth novel, the first one I felt I was dominating my writing and not fighting against it.»

Do you think he could be a novelist?

«Novelist? I don’t know, sure he could be great tales writer. He manages the great gift to synthesize, compelled in the narrow spaces of a song… a line like the women red, the money gree,n but the numbers were black, from The hitter, would occupy at least three chapters in a novel, just toh ave enough time to tale the rise and fall of a character. I’d love to know how he’d get by with some laces less. By the way, and I’m not kidding, he write terrific valedictions and eulogies. Really surpassing.»

The song you mentioned belongs to an album, Devils & Dust, which now seems to live under trace both among his fans and himself. A very black album, like Nebraska. What does it happen if you put one near the other and listen to them one after the other?

15«The only problem of Devils & Dust is that it is a little bit less solid and in focus than Nebraska or Tom Joad, its conceptual unity is a little bit hidden. But it contains masterpieces like the title track, Jesus was an only son, Matamoros banks and tracks which must be rediscovered like Black cowboys or Reno… If I listen to these records one after the other I feel like I have to skip the happy songs like My best was never good enough or All I’m thinkin’ about, to descend better upon the narrative atmosphere.»

A minimalist album which sounds like an atomic bomb: more than thirty years later, what has Nebraska been like?

«Nebraska, as Stephen King said, is an absoulte masterpice. It comes at the end of an unforgettable period of the Boss and closes the full circle: Blinded by the light’s words invasion becomes State trooper’s spooky detraction. We find those gifted 5-minute little movies, we find the best ever counter-voice, I mean Atlantic city, then micro literary masterpieces like brand new used car, there’re Suicide married to Woody Guthrie and the lo-fi triumph lot before lo-fi.»

Between Nebraska and Devils & Dust the Los Angeles experience. What about it?

«He used to be dressed so bad. And his creative ideas were a litle bit confused. But being there just in the middle of the racial riots made him write other pages of the american novel.»

If I tell you that Working On A Dream is a wonderful pop album?

«I agree with you. In my opinion, some songs with other arrangements would sound better. Life Itself sounds great this way, This life too, then I like also Surprise, surprise, just imagine.»

Why Kiss didn’t sue him on account of Outlaw Pete?

16«In my opinion Kiss haven’t been listening to music for twenty-five years, apart from their just because they have to play it. So they never become aware of that, and I won’t tattle it.»17

Is Brendan O’Brian’s production worth celebrating words with which that Springsteen himself depicts his work?

«If I listen to The Rising I say yes. If I listen to Magic I say: “For God’s sake!”. I’m a little bit hesitant about Brendan O’Brian topic.»

Far from any populistic shore: Is it possible to be billionaire and going on to be credible talking about those who are at the edge of economic and social system?

«I think it is. When you tell or sing stories you tell or sing exactly stories. I guess Vince Gilligan hasn’t traffic methamphetamines before writing Breaking bad and, take it for sure, I haven’t cut faces or tortured people. Otherwise we should tell only our personal experiences and listening to Springsteen’s interesting songs on his daughter horse races or on some afternoons at the supermarket with his wife… well, this last one he done it.»

It’s the singer, not the song the Stones would sing. Also for Springsteen is it working the theory that one thing is his songs and another the author?

18«There are more Springsteen, as far as the lyric is concerned. The one who talks of himself, Two faces for example, the one who looks to the others, Factory, the one of talks of himself but with a filter insight, Dancing in the dark, the one who tell stories as a songwriter… obviously each of these Springsteen has a different distance between himself and the songs.»

In these latest years someone has begun to be judgmental about his live shows. They would sound too much jukebox style. Ungenerous or there’s something true?

«We always must consider that we watch so many gigs of him and sometime we get bored for those moments we feel ripetitive, but the great majority of people in a stadium is there for their first time and will watch only that gig. So, the big signs with the title of the songs, the extemporary gags, the full album played, well they sound fun and unexpected. He plays not for the pitch and wristband talibans and niether for the german mature couple quietly sit on the bleachers of Frankfurt stadium who cries and tenderly kisses on I’m on fire notes. And if you’re wondering what I was doing on the bleachers the answer is: I was hanging around my father who’s not really a pit taliban.»

Are you satisfied with the presence of Tom Morello in the E-Street Band?

«I like Tom Morello. Also because I like to listen to something different every now and then. Do you want to listen always to those 1980 sounds? Me not. Then if we want to talk about the underemployment of Nils as guitarist on the stage, well this is a different matter, it’s a sort of mobbing I’ve not understood.»

High Hopes: historic turning point on his career or isolated episode?

«In my opinion it’s an isolated episode. It’s a shame because, as I said before, if I want to listen to The river sound I listen to The river album. If I want to listen to glockenspiel, well I listened so much to full ten lives. I like even the rap moment in Rocky Ground in the previous album and I deeply hate rap and its by-products.»19

Which of Tom Joad’s two version do you take?

«I like both of them. The electric one is exciting, but there’s no game with the original.»

Which of his characters you feel much close to?

«My ex girlfriends would say othe one of Iceman. But I do feel always like Growing up’s Cosmic Kid even I’m not techinically a kid anymore.»

And the one literary strongest?

«The Line’s Carl. When he keeps his uniform pressed and clean in the shack, when he asks that candid question, we don’t hear (why do they risk their life?), but to whom Bobby Ramirez answers: Carl, hunger is a powerful thing, when he dances with that mexican woman knowing well what he’s doing, when he feels his gun resting beneath his hand ready to shoot if necessary…»

What about The Indian Runner, Sean Penn’s movie taken from Highway Patrolman?

«Not bad. And this testifies to the greatness of Bruce for the condensation of a story. An hour and half of movie to cover exactly those few minutes of the song, full of thins said or left to be grasped.»

Which his verse you love most?

«The one who changed my life is Hey I know it’s late we can make it if we run. Then I find strong the final lines of Youngstown.»

Bets song.

«Jungleland

Easy top ten.

«1) Jungleland; 2) Thunder road; 3) Born to run; 4) Badlands; 5) Lost in the flood; 6) The ghost of Tom Joad; 7) Incident on 57 street; 8) The river; 9) No surrender; 10) Backstreets.»

Conoisseur’s choice?

«1) Land of hope and dreams; 2) American skin; 3) This hard land; 4) Atlantic city; 5) Youngstown; 6) Growin’ up; 7) Murder incorporated; 8) Factory; 9) One step up; 10) Drive all night.»

Best album.

20«Born to run

Best start.

«Jackson Cage

Best end.

«Thunder Road

Best gig.

«Among the ones I attended the two gigs at Madison inl 2009. Among the others there’s a very wide range among those in 1978. I think we could chose at least three of them.»21

Best jacket.

«Born tu run

The noir track.

«Harry’s place, what about it? It could be the credit song for The Sopranos

Best cover of a song of him.

«Highway patrolman by Johnny Cash. We can’t put Because the night among the covers, can we?»

Others’s song he plays at his best.

«Stayin’ alive played that way has been a real touch of grace. Or Follow that dream, that is an atipical cover.»

Your avatar in the ESB.

22«Steve! He’s not a great guitarist, neither an excellent actor nor a terrific singer, but he played all over the world’s stadiums, acted in The Sopranos and Lilyhammer and even my grandma knwos Bitter fruit even though in Antonello Venditti’s version. How is it possible not to love such a guy?»

Waiting On A Sunny Day live: will we take the singing kid with us until the end of the world?

«Well, I hope not, let’s cut it out. It’s a tradition that could end in the previous tour.»

And about the new Courtney Cox on the stage during Dancing in the Dark? Untouchable tradition too?

«As above. Let’s do new things!»

Whom you’d like to dance with on Dancing notes?

«I say you that: in the latst european leg I was at Paris concert where he played Born in the U.sa full album. Because of the fact it was the thousandth time he played Born in the Usa, I looked at the audience a lot and that huge pit was full of Parisian wonderful girls dancing happy No surrender and Glory days. Well, next time maybe Marion Cotillard could be there and I’ll give it a shot to dance with her.»

 

 

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