L’insubordinazione dei libri tradotti

01Abbiamo rischiato di morire. Di andare al camposanto per una morte atroce. Stavo dormendo insieme a Ginger, mia moglie, e a Pepper, il nostro micio. D’improvviso vengo svegliato da un forte odore di bruciato. Mi alzo, mi fiondo in sala, accendo la luce e noto che alcuni libri tradotti stanno prendendo fuoco. Blocco il panico. Prendo Vita standard di un venditore di collant, lo apro su un gruppo di titoli da cui sta uscendo il fumo e l’acqua che ne sgorga riesce a spegnere il principio d’incendio. Mi raggiunge Ginger, svegliata dal trambusto.

«Ma che sta succedendo?» mi chiede con gli occhi sbarrati.

«I libri tradotti prendono fuoco!» rispondo io.

E ne acchiappo un altro per continuare l’opera. Prendo Rimini, lo dispiego e bagno un pugno di volumi, tra cui riconosco un Raymond, una raccolta di Millas e una Giménez-Bartlett. Lo stesso fa Ginger. Tondelli anche lei. E con Camere separate spegne il fuoco che sta iniziando a far cenere delle pagine di Amélie Nothomb e André Héléna.

Il pericolo sembra passato. Il fumo sale ancora, ma per inerzia ormai. Si tratta di qualche lieve rigo qua e là, più somigliante allo sbuffo di una sigaretta. Apriamo le finestre. Siamo in pieno inverno e le grate della tapparella possono fare il loro lavoro di aerazione. Torniamo a dormire. Ginger mi dice che deve finire il suo sogno e si schianta appena tocca il cuscino. Io do una carezza a Pepper, che nel frattempo non ha mosso un baffo dalla sua copertina nera ai piedi del letto, e anch’io mi stendo, ripensando a quell’atto d’insubordinazione.02

Non so se passano ore o minuti. Sta di fatto che le mie narici vengono di nuovo invase dall’odore di bruciato. E adesso in modo più forte di prima. Ancora l’autocombustione dei libri tradotti, penso. È così. Di nuovo in sala e di nuovo anche Ginger che, questa volta, si sveglia all’istante. L’atmosfera in casa si fa rovente, il respiro zoppo. Ho in mano Petrolio, lo apro giusto a metà e rendo vano il bruciare che vedo prendersi possesso di Dostoevskij e Gogol. Poi s’incendia Shakespeare, ma lo inzuppo subito con L’Isola di Arturo.

Quasi ci provo gusto a vedere le gocce d’acqua, grandi come biglie, che esplodono al contatto della carta, riportandola alla sua condizione originaria. Le parole compaiono di nuovo. Ginger è alle prese con la famiglia Singer, Oz, Grossman e Yehoshua. Il focolaio più serio. Il mondo ebraico in fiamme. Vedo che tiene tra le ginocchia Il nome della rosa, mentre con Bar Sport inizia l’opera di pompieraggio. Forse i due tomi basteranno, forse no. In ogni caso, scorgo che ha allertato anche Gli indifferenti. Che infatti le serve per completare l’opera di salvezza oceanica di quelle pagine. Il fuoco è debellato, anche se si è scottata leggermente le dita. Mi grida: «Attento alla De Beauvoir, là sotto!». Ma con La vita agra sono più svelto io. Missione compiuta. L’aria è un po’ densa, ma i libri tradotti sono tornati in piena calma.

Ginger va in bagno, riempie il lavandino con acqua gelata e vi immerge la mano.

«Vai pure, io arrivo tra poco» mi dice. Pepper sul letto sbadiglia e allunga una zampa al mio passaggio. Ma non è tempo di giocare ora. Fuori è ancora buio. Torniamo tutti e tre nel mondo del sonno e il sonno fa di nuovo il suo. Poi ancora. La terza. No, ora basta porco giuda. Sempre in sala. E sempre i libri tradotti, ora tutti vestiti di fiamme che s’inerpicano a spirale fino a lambire il soffitto. Sembrano candele ardenti durante una processione. Il capo della congrega è Manhattan Transfer. Lo intuisco subito. Il suo fuoco ha un color sanguigno, quasi stesse immolandosi come sacrificio. Penso: o la va o siamo perduti. Se lo spengo sento che tutta ’sta follia avrà termine. E questa volta definitivamente.

03«Tabucchi! Tabucchi!» mi urla Ginger dal corridoio. «Usa Tabucchi!!!»

Prendo Requiem. «Dai» alzo la voce. «Scendete! Scendete!» Afferro Un baule pieno di gente. «Annegatelo il maledetto fuoco, annegatelo!» Il caldo allenta la sua morsa. Ma non basta. Artiglio Sostiene Pereira. «E dai su! Dai! Dai!»

Un’onda micidiale, magnifica, scende da quel libro.

Dave Eggers torna a riposare. Tutti gli altri libri tradotti tornano a riposare. Nessuno ha più il coraggio d’incendiarsi di nuovo.

«Avete vinto» ci dice Pastorale americana.

«Volevamo solo ballare» gli fa eco Compagno di sbronze dallo scaffale di sotto.

«Questo non è il nostro corpo» interviene Urlo. «Abbiamo provato a pensare come ci si sente a possederne uno tutto veramente nostro. E l’idea ci ha messo in agitazione.»

John

 

THE INSUBORDINATION OF THE TRANSLATED BOOKS

04

We risked to die. And going to the graveyard because of an horrible death. I was sleeping with Ginger, my wife, and Pepper, our cat. All of a sudden I’m awakened by a deep burning smell. I get up and dash to the living room, I switch on the light and notice that some translated book are catching fire. I stop the panic. Grabbed Vita standard di un venditore di collant, I open it over a handful of titles where the smoke is coming from and the spilling water succeeds in estinguishing the fire outbreak. Ginger, awakened her too by the hoopla, catches up with me.

«What’s happenning?» she asks me, her eyes opened wide.

«The translated books are ablaze!» I answer her.

I catch another one to go on my work. I take Rimini, unfold it and in this way I can get a fistful of volumes wet, among them I ricognize one Raymond, a collection of Millas, and one Giménez-Bartlett. Ginger does the same. Also her with Tondelli. And with Camere separate she douses the fire that’s starting to make ashes of Amélie Nothomb and André Héléna’s pages.

The danger seems to be over. The smoke rises again but now it’s only a matter of inertia. Only a light line here and there looking like more to the plume of smoke of a cigarette. We open the doors. It’s full winter and the rolling shutters can do their airing job. We get back to bed. Ginger tells me she must complete her dream and so she fells into a deep sleep as soon as her head touches the pillow. I give Pepper a caress, in the meanwhile he hasn’t moved a muscle or a moustache from his black blanket at the feet of the bad, and I lie down thinking over that act of insubordination.

I can’t say if passed hours or minutes. It’s a fact that my nostrils are filled by the burning smell. Now stronger than before. The spontaneous combustion of the translated books, I think. So there! Back in the living room, Ginger as well. She wakes up all at once. The air is getting scorching, crippled the breath. In my hands is Petrolio, I open it quite in the middle and make the burning of Dostoevskij and Gogol useless. Then it’s Shakespeare starting on fire but I drench that book with L’Isola di Arturo right away.05

I nearly get fun looking at the water drops, big as marbles, exploding at the touch of the paper, bringing it at its original condition. The words on the pages appear again. Ginger struggle with Singer family, Oz, Grossman and Yehoshua. The most serious outbreak. The jewish world is on fire. I notice she’s keeping Il nome della rosa between her knees, while with Bar Sport she’s beginning the firefighter job. Maybe the two volumes will be enough, maybe not. In any case, I glimpse she’s alerted Gli indifferenti as well. As a matter of fact Moravia helps her to complete the immense job of salvation of all those pages. The fire is won, even though she’s burnt her fingers a little bit. She shout at me: «Take care of De Beauvoir, there below!». But thanks to La vita agra I’m faster than the flames. Mission accomplished. The air is thick a little, but the translated books have come back to a complete calm.

Ginger goes to the bathroom, fills the sink with ice water and immerses her hand.

«Get back to bed I come in a while» she says to me. Pepper yawns on the bed and stretches a paw when I pass. But it’s not the time for playing now. Outside is still dark. The three of us come back to the dream world. Then again. The third one. No, stop now for God’s forsake Always there. And always the translated books, now all of them into complete clothes of fire with the flames that scramble in a spiral shape brushing the ceiling. They look like blazing candles during a procession. The chief congregation is Manhattan Transfer. I notice at once. Its fire gets a blooded colour, as if it were offering as a sacrifice. I’m thinking: let’s swim or sink. If I succeed in extinguishing the fire I feel all this madness will come to an end. And definitively this time.

«Tabucchi! Tabucchi!» Ginger scout at me from the corridor. «Do use Tabucchi!!!» I take Requiem. «C’mon!» I raise my voice. «Pour down! Pour down!» I grab Un baule pieno di gente. «Drown this damned fire, Drown it!» The heat loosens its grip. But it’s not enough. So I hook Sostiene Pereira. «C’mon! C’mon! C’mon!»

06An extraordinary lethal wave pours down from that book.

Dave Eggers gets back to rest. All of those other translated books get back to rest. None has the courage anymore to set on fire again.

«You’ve won» American pastoral tell us.

«We just wanted to dance» Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness echoes him from the shelf below.

«This isn’t our real body» Howl steps in. «We’ve thought how it would be possessing a real our one. And the idea excited and upset us a little bit.»

John

 

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