Rust, per la luce basta guardare il cielo nero

01Forse è stato proprio mentre scivolava nell’oscurità che si è sentito immortale. Quando ha visto che la sua ombra non cresceva più incombente dentro la testa a indirizzargli i pensieri e, toccandosi, non si è più sentito la pelle addosso. La mano non teneva né la pistola né il grande quaderno degli appunti e con le dita non avrebbe potuto raccogliere il sangue che stava offrendo alla morte.

È stato lì che Rustin Cohle è volato dove una vita di pensieri volanti non lo aveva mai portato. E dover ringraziare un colosso col volto sfigurato da cicatrici, killer di bambini, non è che la prova che non sempre c’è un senso per tutto. Che le cose accadono anche perché accadono.

Nero il colore, zero il numero. Ma non possiamo smettere di guardare né di contare. Meglio integri o umanamente discutibili? Comunque si scelga, si finirà con qualcuno che trascinerà via le nostre ossa. Rustin “Rust” Cohle ha scelto. O magari ha solo percorso l’unica via di cui individuava il terriccio su cui mettere i piedi. Meglio una vita integra. Anche se dal crepuscolo alla mattina successiva l’unica offerta è un appartamento desolato, un pacchetto di sigarette e una confezione da sei di birra. Anche se il passato non smette di picchiare in testa con una figlia che muore bambina e un matrimonio che non regge.02

Prima di essere vento, meglio che i nostri occhi cerchino di essere stelle. Guardare la luna e sentirsi appagati perché le sue perle illuminano l’intero firmamento. Solo così si può camminare sotto il sole senza sentire quanto è bollente, procedere per la sabbia laddove c’è solo sabbia e cielo ed essere sempre un passo avanti ai serpenti. Vedere nella vita che prende forma un cactus che fiorisce? Perché, è qualcos’altro?

03Rust Cohle è lo sguardo che nasce dalla nostra coscienza, il coraggio di non fotterci con le storielle con cui architettiamo future salvezze di vita eterna conquistabili a patto di sottoporci a odierne chinate di schiena. È l’armadio perennemente aperto perché gli scheletri non ci entrino. Il vaffanculo pronunciato a piena bocca quando ti ha davanti. L’inconfessata sottile invidia che il compagno di pattuglia Marty prova per non essere lui.

L’intelligenza spinta a tavoletta per far compagnia al fiuto in un’autostrada che altrimenti sarebbe spazio per fantasmi. Non c’è redenzione come contropartita, il premio è continuare a vivere portandosi addosso la magra fatica di un lavoro e di ore che si collezionano tutte uguali. Ma per la luce, forse, basta guardare meglio il cielo. Anche quando è lo schermo della notte più scura.

 

RUST, TO THE LIGHT IT’S ENOUGH TO WATCH THE BLACK SKY

04Maybe it happened while he was sliding into the darkness that he felt immortal. When he’s seen that his shadow wasn’t growing looming in his mind to direct his thoughts anymore and, touching himself, he hasn’t felt the skin on him. The hand didn’t hold neither the gun nor the big notebook and with the fingers he couldn’t pick up the blood he was offering to the death.

It has been there that Rustin Cohle has flown where a life full of flying thoughts never had brought him to. And thanking a giant with the face defaced by scars, killer of children, is just the evidence that not always everything has a meaning. That things happen also because they happen.

Black is the colour, none is the number. But we can’t stop watching or counting. Is it better righteous or humanly controversial? Whatever we choose we’ll end up with someone who’ll drag away our bones. Rustin “Rust” Cohle has chosen. Or more precisely he’s gone through the only way in which he would discover the topsoil where to place his feet. It’s better a righteous life. Even though from the dusk up to the forthcoming morning the only gift is a desolate apartment, a pack of cigarettes and a six-pack of beer. Even though the past doesn’t stop coming into our head with a daughter died child and a wedding that didn’t last.

Before being wind, it’s better our eyes try to be stars. Watching the moond and feeling gratified because its pearls light up the whole heaven. Only in this way it’s possible to walk under without feeling how it is boiling, going ahead through the sand where there’s only sand and sky and always being one steap ahead the snakes. Discovering in the life that moves on a cactus which blooms? Why asking, i sit something different?05

Rust Cohle is the gaze that was born from our conscience, the courage not to fuck ourselves with the little stories by which we build future liberation of eternal life if only we bend dow now. He’s the wardrobe always open not to let the skeletons getting into. The fuck-off pronounced open mouth when he’s in front of us. The secret envy that his patrol partner Marty feel not to be like him.

06The intelligence pushed full throttle to give a partner to the instinct in a highway that otherwise would be a space for ghosts. There’s no redemption as exchange, the present is going on living carrying on the scarce labour of a job and of hours that are collected always alike. But for the light, maybe, it’s enough to watch the sky better. Even when it is the screen of the darkest night.

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