Mr. Bellman, non doveva dimenticarsi del corvo

01

Mr. Bellman, fu quando a dieci anni e quattro giorni lei riuscì a disegnare una parabola perfetta tra la sua fionda e un corvo, con la pietra a fare a pendolo di morte, che io mi sarei iniziato a preoccupare. Perché non sarebbe bastata una vita intera da uomo probo, leale e generoso, quale lei indubbiamente fu, a chiudere la porta che aveva aperto.

Perché ciascun corvo è tutti i corvi. Passati, presenti e futuri. La magia risiede qui. Il resto è nostra ignoranza. Non sappiamo che il corvo pensa, ancora non sappiamo quanto lunga è la sua vista, non immaginiamo quanto lontani siano i rumori che possono captare.

I corvi sono Pensiero e Memoria. E sanno dove è successo cosa. Non abbandonano mai una quercia. E neanche l’area su cui è cresciuta. Almeno nella loro mente. Semplicemente si spostano. A loro non difetta il tempo. Soprattutto quello del ritorno. E un giorno uno di loro si staccherà e farà ritorno. Queste cose le avrebbe potute sapere pure lei Mr. Bellman.

02.

Prima o poi avrebbe rivisto un puntino nero in cielo. E facendo un po’ più attenzione si sarebbe preoccupato. Perché una creatura che, come Icaro, è in grado di picchiarsi verso terra, avvitarsi e scivolare come corpo morto, per poi aprire le ali a un niente dallo schianto e, rientrando nella corrente ascensionale, risalire dove non potremmo mai arrivare (e questo solo per il divertimento di farlo), avrebbe dovuto renderla più saggio.

Lo sapeva che il corvo ha pochi predatori perché la sua carne è amara? E che gli unici appetibili sono i piccoli? Un pasticcio di corvi. Infilerebbe la forchetta nel piatto? Un corvo non storcerebbe il naso a mangiarla. Lo sapeva che ben prima delle chiese, delle bare e delle croci era abitudine appoggiare i morti su una piattaforma di pietra e pulir loro le ossa con questo sistema? È bella rossa la sua carne Mr. Bellman?

E non sapeva neanche che i corvi ci accompagnano, vero? Quando stiamo per partire per l’ultimo viaggio, ci affiancano. Ci scortano verso dove non c’è più aria. E quando saremo consegnati a chi sarà torneranno indietro. Perché, anche se colpito dal sasso lanciato con la fionda da un bambino, un corvo morirà sempre tranquillo. Perché sa che presto o tardi si rifarà vivo come altro autore. Nero che dà sul blu lucente. O tra colori che portano direttamente al sole.

03.

MR. BELLMAN, YOU HADN’T TO FORGET ABOUT THE RAVEN

04.

Mr. Bellman, it was when at ten (plus four days) you succedeed in tracing a perfect trajectory between your sling and the raven, and the stone as pendulum of death, that I’d begin to get worried. Because it wouldn’t have been enough a full life lived as a principled, fair and generous man, as you undoubtedly were, to close the door you had opened.

Because each ravern is all the ravens. Passed, present and coming. This is the magic. The rest is our ignorance. We don’t know but the raven thinks, we don’t know yet how long in distance is its sight, we don’t imagine how far are the noises they can sense.

Ravens are Thought and Memory. And they know where it has happened what. They don’t leave the oak, never. And neither the area where it has grown up. At least in their mind. They simply move. They’re not lacking in time. Above all that of the coming back. And someday one of them will detach from the group and will come back. Even you could know theese things Mr. Bellman.

05.

Sooner or later you would had seen a little black point in the sky again. And being careful you’d have worried about that. Because a creature that, such as Icarus, is able to dive to the earth, twisting and sliding like a dead body, to spread the wings close to the ground and, returning into the upward stream, going back where we’d never arrive (and all this just to have fun), ought to make you a wiser man.

Did you know that are very few the raven’s predators on account of the bitterness of its meat? The sole edible are the new born ones. A pie made with ravens. Would you introduce your fork into the plate? A raven would’t turn up its nose if the roles were reversed. Did you know that just before the churches, the coffins and the crosses it was usual to lay the corpses on a platform of stone and to get their bones cleaned with this system? Is gorgeous red your flesh Mr. Bellman?

And you didn’t even know that the ravens accompany us, didn’t you? When we’re ready to leave for the last trip they pull alongside us. They escort us where there’s no air. And when we’ll be deliverd to “who knows” they’ll come back. Because, even if hit by a stone thrown by a kid with a sling, a raven always will die peaceful. Because a raven knows that sooner or later it will come back under another pretence. Black that becomes shining blue. Or will come in colors that leads directly to the sun.

06.

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