E se la morta torna?

 

01.

La morte può essere fottuta? In genere ci proviamo: sostenendo che la vita non ha importanza, sbandierando opinioni ciniche sul creato, scovando nel fine che giustifica i mezzi l’articolo n. 1 della nostra personale Costituzione, quando ci rendiamo conto che la morte la abbiamo appena data noi. Poi sentiamo che non ci piace prenderci in giro e allora no, li rubrichiamo come esercizio di stile.

Perché poi quando la morte arriva, anche dolce, anche indolore, anche servita con la pietà dell’eutanasia, be’, continua a chiamarsi morte, non c’è altro linguaggio umano. La morte è quella roba lì. Fine della vita. Stop. Si scende. Cosa ci attende? Non sarà il mondo dei viventi a risponderci.

Figuriamoci se a darla è uno che con gli scrupoli fa colazione, mangia a pasto e conversa a cena. Eppure lui, Ravinel, l’omicidio lo compie per davvero. Mireille, sua moglie. Ideato e portato avanti insieme a Lucienne, la sua amante e grande amica di Mireille.

02.

Ora gli tocca trovare una risposta per non partire con la testa. Eccolo: il suo delitto è stato dovuto a una concatenazione di circostanze irrilevanti, un insieme di piccole viltà a cui ha ceduto per indolenza. Si può andare all’inferno solo perché si è nati vili? Eccola trovata la risposta.

Bravo, ma quando il morto, torna in vita? Com’è possibile perdio una domanda del genere?!? Lui, Ravinel, sua moglie Mireille l’ha uccisa! Eppure la vita può anche essere questo, mio caro Ravinel: una morta che ti scrive messaggi dopo che l’hai assassinata, che va a trovare il fratello dopo che tu le hai estratto l’ultimo respiro e che ti fa trovare la tavola pronta con l’agnello con fagioli, il tuo piatto preferito dopo… sempre dopo…

Ogni pagina un attentato al cuore di chi la legge. Mozzafiato? La parola è debole ma spiega. Delirio, impotenza, meschinità, intrigo diabolico per il delitto perfetto, progressivo allontanamento da una sana percezione della realtà per una sensibilità gonfia di torbido, tensione riga dopo riga, allucinazione, sviluppo soprannaturale che dà la mano al fantastico, anche se tutto continua a restare con i piedi ben ancorati alla realtà razionale delle cose. Lacerazione di ogni tessuto connettivo che porta a un finale che spegne la luce sul mondo.

Pierre Boileau e Thomas Narcejac con questo testo fecero arrabbiare a morte Alfred Hitchcock. Che arrivò tardi. Henri Clouzot ne aveva già comprato i diritti per farne un film. Si narra che Hitchcock obbligò al coppia di scrittori a scrivere un romanzo tutto per lui, perché potesse portarlo sul grande schermo. Fu Vertigo ovvero la Donna Che Visse Due Volte. Ma I Diabolici era arrivato prima.

 03.

 

AND IF THE DEAD WOMAN COMES BACK?

06.

Can the death be cheated? Sometimes we try to do it: asserting life has no importance, spreading cynical opinions on the creation, finding in “the ends justify the means” the most important rule of our way of thinking when we realize we have barely given it to someone else. Then we feel we don’t like to cheat ourself and so we finish to consider all these considerations as proof of concept.

The fact is that when death comes, even sweet, with no pain, come with the pity of euthanasia, well, death goes on having the same name: death. There’s no other human language. The death is that. End of life. Stop. Get out. What will beo f us after? It’s not a question of the living world.

Not to mention if to give the death is someone who lives his day always with the company of scruples. And yet he, Ravinel, really committes murder. Mireille, his wife. A murder conceived and conducted together with Lucienne, his lover, the great friend of Mireille.

Now he must find an answer not to get crazy. Here it his: his murder was due to a chain of irrelevant circumstances, a combination of of little coardices to whom he surrene because of his laziness. Is it possible going to hell only because you were born mean? That’s the answer.

Alright, but when the dead comes back to life? How’s possible such a question for God’s sake?!? He, Ravinel, killed his wife Mireille! And yet life can be this, my dear Ravinel: a dead woman who writes you messages after you killed her, who go to come over his broche after you pulled out her last breath, and who set the table with lamb and beabs, your favourite di after… always after…

Each page an heart attack to the reader. Breath-taking? The word is weary but it explains enough. Delirium, powelessness, meanness, diabolic plot for the perfect crime, gradual departure from a healthy perception of the reality for a sensitivity full of a cloudy will, tension lines after line, allucination, supernatural development that touches lightly science fiction, even if all remains with feet on the ground of rationality. Laceration of every connective tissue that leads to an end that turns off the light on the world.

With this book Pierre Boileau e Thomas Narcejac got Alfred Hitchcock angry. But he came too late. Henri Clouzot had already bought the right sto make a movie. Peole say tha Hitchcock obliged the two authors to write a novel only for him he could make a movie too. It was Vertigo. But Les Diaboliques had come first.

05.

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