Revenge

01

Li sta cercando da quando lo hanno abbandonato. È passato poco più di un anno. È sopravvissuto. Al dolore e poi alla fame. Poco più di un anno fa. Giù, giù. Perché?
Partiti. Lo stupore. Poi si cambia. Lo sconforto. Si cambia un’altra volta. Rabbia. Un’altra volta ancora, definitiva. Odio. Vi troverò. Vi vengo a prendere.
L’estate passa. Poi tutto il resto. L’estate ritorna. Ritornano anche loro. Stessa casa di sempre, di quando si viveva come una famiglia vera.
Mangiato quando poteva, riposato quando doveva. Da febbraio a luglio semplicemente aspettato. Per le strade. All’Isola Francesca. Aspettato che arrivasse settembre.
Eccoli infine. Sorridono. Gli adorati. Un giorno, due giorni. Si tratta ancora di odio. Deve guarirlo. È entrato dalla cantina. C’è la fessura di sempre. Dormono come si dorme a quest’ora della notte.
Non se la caveranno semplicemente morendo. Eccone la forma dei corpi sotto le lenzuola. Li osserva dall’ingresso della camera da letto. Fa caldo. E il caldo aumenta la sete. Li fissa e continua a fissarli. E l’umore non cambia. Dilata gli occhi e spalanca la bocca come se dovesse offrire gengive, lingua e denti a un voto divino. Immobile ancora per qualche istante in un incantesimo sospeso tra giustizia e scempio.
Vi sto venendo a prendere.

John

REVENGE

02

He’s been searching for them since they left him. Little more than a year has passed. He’s survived. To the pain and then to the hunger. A little more than a year ago. Down, down. Why?
Departed. The astonishment. Then the change. The discouragement. Anger. One more time. Hate. I’m coming to find you. I’m coming to take you.
The summer passes. Then all the rest. The summer comes back. They come back too. The same house as always, where you lived like a real family. Fed when he could, rested when he had to. From February to July simply waiting. All along the roads. At Francis Isle. Waiting for September to come.
Here they are. They smile. The adored. One day, two days. There’s still hate. He must heal from it. He came in from the basement. Always the same crack. They sleep just like you use to sleep at this hour of the night.
They won’t get away with it by simply dying. That’s the shape of their body under the sheets. He observes them from the bedroom doorway. It’s hot. And the heat makes the thirst grow. He stares at them and keeps on staring. And the mood doesn’t change. His eyes dilates and his mouth opens wide as if to offer gums, tongue and teeth to a divine vow. He stands still for a moment more in an enchanted suspension between justice and slaughter.
I’m coming to take you.

John

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