Il riscatto di Tim Kearney

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La gente è cattiva e malvagia. Poi che da varie parti ti insegua per farti più o meno brutalmente fuori è un dettaglio. Ciascuno ha l’estetica che si merita. Quello che importa è che la gente sa essere veramente cattiva. Tim Kearney è stato variamente appellato nella vita: idiota dalla nascita, coglione, cazzone monumentale, cazzone universale, mezza sega, perdente nato, criminale di mezza tacca. Qualcuno ripetuto, qualcun altro probabilmente rimasto nel libro.

Qual è il problema di Tim Kearney, ex marine congedato con disonore, in galera per aver ammazzato un Hell’s Angels? Un gesto di gioventù spiega meglio di una definizione: in una casa in pieno deserto in cui era entrato per rubare dei gioielli inciampò nell’impianto di irrigazione. «Non riesco a controllare gli impulsi», disse al giudice, che lo spedì in galera affermando che il suo problema invece era che entrava a rubare in casa della gente. «Entrare non è un problema. Il problema è uscire», gli rispose mesto lui.

Questione di bassa autostima. Ma da quando Tim Kearney per sopravvivere deve indossare i panni della leggenda Bobby Z, in una condanna a morte travestita da unica possibilità per sopravvivere, la vita scolla le sue pieghe che parevano un tutt’uno con la ruga della sconfitta.   

 

Don Winslow
Don Winslow

Perché Tim Kearney è la prova che l’uomo può arrivare. Che ciascuno di noi è un essere sconosciuto primo a noi stessi. Che coraggio e intelligenza non hanno niente a che fare con la nostra storia passata e con il destino previsto. E questo senza tirare in ballo la parola “sogno” e il concetto “cogli l’attimo”. I perdenti non realizzano sogni.

Quello che accade è che il perdente naturale Tim Kearney ha un colpo di fortuna, per una volta nella sua fottuta vita, ma il suo codice non cambia: sapere qual è la scelta furba e fare il contrario. No, la sua trasformazione è qualcosa di ben più alto. È aprirsi la strada senza saperne la direzione, buttarsi senza paracadute e planare come una piuma, oltrepassare finalmente gli uomini accendendo il proprio cervello rettile e pescando dentro intuito, nervi e ventre molle tutto quello che si può tirare fuori. E che fa di noi non un uomo nuovo ma un altro uomo.

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Tim Kearney è l’esempio provato che se non si deve giudicare un libro dalla copertina, altrettanto converrebbe fare con noi stessi, non lasciandoci trasportare dall’opinione che abbiamo per via di quel che di noi sappiamo o che ci siamo detti nel corso della vita.

Possiamo spostare una montagna col pensiero? Magari voi ci riuscite. Ma anche in questo caso non sarebbe questo il punto. La grandezza sarebbe il rendersi conto di stare lì, fermi, occhi chiusi a pensare: spostati montagna del cazzo.

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Lo fa come Bobby Z è vero, ma il sangue rimane tutto quello di Tim Kearney, ex buffone del villaggio che in ogni appartamento visitato faceva scattare puntualmente l’allarme. Quindi, perché fermarsi prima di partire? Perché un becchino non può vedersi madre? La gente è cattiva e malvagia. E dice pure brutte cose. Ma noi ci chiamiamo Tim Kearney. Quando ce ne renderemo conto la luna scalderà con la sua luce.

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TIM KEARNEY’S REDEMPTION

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People are bad and wicked. The fact that by various parts people chase you to kill you more or less in a brutal way it’s only a detail. Everyone gets the aesthetics we deserve. What it really interests is that people can be really bad. In his life Tim Kearney has been variously described: idiot from birth, moron, monumental bigprick, universal bigprick, pipsqueak, born loser, squirt criminal. Some of them repeated, some others left in the book.

Which is Tim Kearney’s problem, former US marine dismissed with dishonour, in a jail because he killed an Hell’s Angels? Something he did in his youth is better than words: inside a house in a desert to steal some jewels he stumbled on the irrigation system. «I’m unable to control my instincts», he said to the judge, who sent him down saying his problem wash e would get into people houses to steal. «Getting into it’s not a problem. The problem is getting out» he answered back sadly.

Matter of low self esteem. But since Tim Kearney must wear legend Bobby Z dress to survive, a capital death disguised in the only way to survive, life’s been opening her folds who seemed a whole with the wrinkles of the defeat.   

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Because Tim Kearney is the real proof that human being can get it. That everyone of us is someone unknown to ourselves first. That courage and cleverness have nothing to do with our past history and the forthcoming forecast fate. And this is it without mentioning word such as “dream” and the idea “seize the moment”. Losers don’t fulfill dreams.

What happens is that natural loser Tim Kearney got a stroke of luck, once in his fucking life, but his code don’t change: to know what the smart choice is and avoid it. No, his transformation is something higher. It means to open a road without knowing what is the right direction, launching without a parachute and landing just like a feather, overstepping men turning on our reptile brain and picking up from intuition, nerves, underbelly everything it’s possible to find. Something that makes a new man of us not a better one.  

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Tim Kearney is the real proof that if we can’t judge a book by its cover, the same we should do with ourselves, avoiding to let us lead by the opinion we have for what we know of us or what we’ve told us in a lifetime.

Can we move a mountain with our thought? Maybe you’re able to. But neither in that case this would be the point. The greatness would be to become aware to be there, motionless, closed eyes and thinking: move fucking mountain.

don winslow

He does as Bobby Z, it is true, but the blood remains that of Tim Kearney, former court joker who into each apartment he got the alarm kicked off punctually. So, why giving up before starting? Why a gravedigger can’t become a mother? People are bad and wicked. And say bad things as well. But our name is Tim Kearney. When we realize it, moon’s going to heat up with her light.

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