Una vita dentro una canzone – 1: Invitation to the blues (Tom Waits)

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Allora, c’è questo tizio che chiameremo James.

James è appena entrato allo Schwad’s. Ha con sé una valigia e tra poco partirà dalla stazione dei bus a due passi. Ha fame, ma soprattutto non sembra essere lo specchio della felicità.

La vede appoggiata alla cassa e pensa che non ci sia niente di lei che non gli piaccia. Ogni volta che lei si muove anzi ne è turbato. Si trovano in un drugstore, va bene, ma lui ora si sente come Cagney e lei… lei è tutta Rita Hayworth.  

Sarà single? E già, lui incomincia a farsi delle domande. James sa che deve fare molta attenzione, può entrare dentro una spirale e poi venirne fuori… Capisce che a lei piace mischiarsi con la gente ed è affabile coi clienti. Lei lo nota e gli si avvicina. James non può fare ora la figura del pollo. Gli chiede se le uova le preferisce ben cotte o strapazzate e poi, quando si decide a prendere un altro caffè lo colpisce come glielo versa. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. È già bello che lesso.

Ora James deve stare più attento, la buca in cui andare a farsi male ora appare un po’ più grande e lui ha già un piede dentro. Sa che non è proprio nella posizione del Re di cuori. Un uomo con la valigia che si siede a chiedere delle uova, insomma… voi ci scommettereste?

Lo sa anche lui e se la gioca con pazienza. Cerca un indizio. Si attacca a un grappolo di parole che le scendono dalla bocca. Rita dice che lì, in quello sputo del New Jersey, non c’è mai niente di nuovo e lei ha meno novità degli altri. Il solito rottame a quattro ruote, un uomo che si è lasciato alle spalle tanto tempo prima e una bottiglia con dentro qualcosa di forte.

James, l’uomo con la valigia e il biglietto in tasca, ha rotto il ghiaccio e non è annegato. Le risposte di Rita gli sono amiche. Però non ha una storia da incorniciare. Lei apparteneva a un’altra vita. Aveva un uomo che la manteneva, una Cadillac verde mela, un conto in banca giusto per abituarsi alla bella vita. Lui non la amava, se non di notte, e poi beveva. In ogni caso non le disse mai quanto tenesse a lei e poi si invaghì di una dell’alta società. Be’, sta di fatto che un giorno le presero tutto. Perfino le scarpe. E così cominciò a scendere, scendere, scendere. Fino a fermarsi in quella tavola calda.

Lui il biglietto ce l’ha e sa bene che per Rita i giorni del rock’n’roll sono passati, ma se quella è una porta girevole lo verrà a sapere solo se un giorno lo stomaco glielo ricorderà. Meglio un rimorso o un rimpianto?

Un Continental Trailways è in partenza. Il cervello gli mette in fila questi pensieri: 1) alla stazione di servizio cercano qualcuno, 2) la notte può prendere una stanza allo Squire, 3) per mangiare c’è sempre quella tavola calda.

Non proprio un’illuminazione per andare in giro coi lustrini, ma gli sembra che la zuppa valga l’ordinazione.

E poi che voglia di salutare per una volta nella vita la stazione dei bus! James guarda Rita, le deve dire qualcosa, non può stare lì a menarla troppo. Ancora non le ha fatto la proposta, ma mi sa che ha già deciso. Solo che la tiene sulla corda. Nel suo piccolo anche lui è un angelo dalla faccia sporca. Ma no, qui non siamo al cinema. Qui siamo allo Schwad’s e Rita ha indosso un grembiule, maneggia una spatola, deve ancora mettere a posto le consegne di ieri e poi ’sti biglietti per la festa degli scapoli. Forse pensava andassero via prima, invece sono ancora lì. Neanche i buoni omaggio le hanno dato, altrimenti sapete quanti ne avrebbe già allungati?

Questa è la vita con sangue e viscere, lo sa bene James. Se devi andare dritto per la tua strada, non fermarti mai in un drugstore. Lui se lo è dimenticato. Accetterà quell’invito al blues, oh sì. Come alla fine fanno tutti quei mosconi a cui le uova sono sempre piaciute in qualunque maniera.

A life within a song -1: Invitation to the blues (Tom Waits)

Well, there’s this dude we’ll call him James.

James has just got in the Schwad’s. He carries a suitcase and soon he’ll have to get out from the bus station in the neighborhood. He’s hungry, but above all he doesn’t seem the picture of happiness.  

He sees her up against the register and thinks there’s nothing in her he dislikes. When she moves he feels shaken. They’re in a drugstore, all right, but now he feels just like Cagney and she looks like Rita Hayworth.  

Is she single? Yeah, he’s just begun to wonder something about her. James knows he must proceed very carefully, he can get into a blues and then coming out… He realizes she likes to mingle and that she jokes with the customers. She notices him and walks towards him. James can’t fail now. She asks if he prefers them over medium or scrambled and then when he orders another cup of java he likes the way she pours it. He can’t take his eyes off her. James just carries the torch for Rita.

Now he must be more careful, that invitation to the blues seems a little bit greater than before and he’s half in it. He knows he isn’t in the position of the King of Hearts. A man with the suitcase which asks for some eggs, well… would you bet on him?

He knows it too, and so he plays patient. He’s looking for a clue. He hooks on a bunch of words coming out her mouth. Rita says that in that New Jersey corner, there’s nothing new and she less than anyone: a broken down jalopy, a man she left behind, a bottle with a booze.

Broken the ice, James, the man with the suitcase and a bus ticket in his pocket, hasn’t sunk. Rita’s answers are gentle with him. Her story has not a great frame. She belonged to another life. She had a sugar daddy, a candy apple Cadillac, a bank account just to get used to a higher ground. He didn’t love her except at night, and used to drink. Anyway, he never told her how much he cared but took a fancy to someone belonging to the high society. She lost everything, even her shoes they took her. So she began to get down, to get down, to get down. Until she stopped at that drugstore.

James got the ticket and knows that her rock’n’roll days has passed by, but if he’s in front of a sliding door, well he’ll realize only when his stomach remembers it in future. A regret or a remorse: what’s the worst?

A Continental Trailways is leaving. His brains puts in order these thoughts: 1) the fillin’ station’s hiring, 2) he can get a room at the Squire, 3) he can eat there every night. If it’s not an illumination that leads him to be the best thing after sliced bread, it’s enough to make him feel warmer.

Not only, how he’d like to say “local bus tonight good evening” once in his life! James looks at Rita. He must tell her something, he can’t go on beating around the bush. He hasn’t proposed anything yet, but I think he’s just decided and he’s keeping her on suspense. In his little world he also is an angel with dirty face. No, this is not a movie. Here we’re at Schwad’s and Rita wears an apron, handles a spatula, must put in order yesterday’s deliveries and she’s in trouble with the tickets for the bachelors. Maybe she thought she could sell them in a while, but no, they’re still all there. If she had been given them as gift certificates, she would have given away them all.  

This is life with blood and nerves, James knows it well. If anything must go straight, never stop in a drugstore. He forgot it. Oh yes, he’s going to accept that invitation to the blues. As at the end every suitor, who likes the eggs in every manner they’re cooked, does.

 

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