Ella, non lasciarmi

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Non un semplice romanzo. In viaggio contromano di Michael Zadoorian è essere insieme attraverso la vita. Quella che rimane. Poca. Ella e suo marito John a bordo del Leisure Seeker, il piccolo camper che li porta dal Michigan all’Indiana e poi a Chicago, Illinois, a imboccare la Route 66 che, dopo Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona, li farà arrivare al molo di Santa Monica, California, dove la Mother Road finisce. Ma dove non finirà il loro viaggio, perché ci sarà ancora Disneyland.

Ella ha ottant’anni ed è malata di cancro. Da quattro anni, John ha sempre più frequenti problemi di memoria. Guiderà lui. Sono partiti senza nulla dire ai figli Kevin e Cindy. Non capirebbero, pensa Ella. Non capiscono. Al telefono, quando si accorgono cosa la madre ha messo su, le ordinano di tornare indietro. Ella va avanti. Il sangue le dice che è la loro ultima occasione di essere vivi in vita.

Ella non è buona per la rottamazione, anche se qualcuno, guardandola, lo pensa. No. Anche se si aiuta con un deambulatore, anche se si riempie di medicine e pillole e il male quando la colpisce è come una lama nelle viscere, Ella non è ancora buona per la rottamazione.

Ella getta fuori dal finestrino la parrucca con cui nasconde lo sfacelo della chemio. La sua testa intera deve tornare a essere baciata dal sole. Ella torna ragazza. Tra camion giganteschi e fracassoni che li superano e città che si vestono di magnifici nomi come Cicero, Albatross, Arcadia, si china a raccogliere i pezzi che si stanno staccando dalla loro tela.

Ella ogni tanto chiede al marito alla guida: «Sai chi sono?» Lui risponde: «Mia moglie». Non importa se John poi non si ricorda il nome. Ella apre il sorriso ai momenti in cui quel vecchio torna a essere intero, come se la sua mente si fosse dimenticata di essere ammalata. Ella sa che il suo amore mantiene in testa tutti i ricordi della loro vita e lei con le buone o con le cattive li convince a tornare di nuovo alla luce.

Non fanno niente di speciale, stanno semplicemente insieme in una vacanza. Ella gioisce quando mangiano con piacere. Perché forse domani le ore si faranno più lente, ma intanto, condividere l’appetito è come serrare dentro sé tutti i sogni del mondo. Sono dentro uno scrigno troppo pieno per chiudersi. Può esistere altro?

Ella sa che non c’è una ragione particolare perché lei un giorno giunse su questa terra. Riconosce che niente di spettacolare le è mai capitato. Però una domenica mattina si siede davanti al camper in un campeggio con una tazza di caffè in mano. Vede la luce dorata salire dalla terra e illuminare i rami degli alberi, ascolta i grilli e in lontananza un’auto passare. Si sente la donna più fortunata del mondo perché è lì ad ammirare la tanta bellezza che quello spicchio di pianeta le adagia sul cuore. È necessario altro?

Ella pensa che la gente dia le risposte sbagliate. I medici potranno anche tentare di salvare le persone, ma con una donna di 80 anni cosa c’è da salvare? C’è del divertimento nel tagliuzzare? Perché i genitori devono continuamente dimostrare ai figli di non essere dei vecchi stupidi?

Ella non ha la medicina giusta per gli occhi degli altri. Ma quando John stacca i suoi dalla strada e le dice improvvisamente «sei bellissima» o le dà un bacio, i suoi dolori prendono una pausa che porta con sé anche le ansie e i cattivi pensieri.

Poi il male riaffiora, i chilometri portano pure litigi, parole lanciate dai nervi, silenzi. La pace riappare senza averla cercata. Una volta se la vedono brutta, in altre occasioni vengono trattati da scocciatori oppure è il caldo rovente a fare da compagno. Che importa? Ella sa bene che la strada e la commedia umana che si aprono davanti a loro sono la cornice necessaria per superare la prova di questo tempo.

Se deve zoppicare Ella vuole farlo con le sue malandate gambe. Perché chiedere aiuto a quelle di un atleta? Ella si muove nella direzione del cuore, ma è la coscienza della mente a suggerirle cosa bisogna fare per fare la cosa giusta. Tutto scorre? Tutte le cose vecchie prima o poi tornano nuove tranne loro? «Sei bellissima», le dice John mentre è al volante con l’identico sguardo di sessant’anni prima. Può ordinare altro Ella? Finché non sei morto la tua vita non è scritta.

Insopportabile di questo libro il fatto che a un certo punto finisca. Epiche le pagine finali. Ella, non lasciarmi.

Michael Zadoorian, In viaggio contromano, Marcos y Marcos, 288 pp, 15 euro

 

Ella, don’t leave me

Not a simple novel. Michael Zadoorian’s The Leisure Seeker  is being together through life. The residual part of it. Little. Ella and her husband John. With their Leisure Seeker, the tiny vintage camper which takes them from Michigan to Indiana and then up to Chicago, Illinois, to get into the Route 66 that, after Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona, will get them ‘till Santa Monica pier, California, where the Mother Road ends. Their journey won’t finish because there’ll be still Disneyland.

Ella is eighty years old and she suffers from cancer. John has been struggling against a more frequent disease with his memory for four years. He takes the wheel. They hit the road without saying anything to their son Kevin and daughter Cindy. They wouldn’t understand, Ella thinks. They don’t understand. Become aware of what they mother arranged, by phone they order her to come back. Ella goes on. Her blood tells her that this is the last chance for them to be alive in life.

Ella’s not ready to be scrapped even if, looking at her, somebody thinks of it. No. Even if she helps herself with a medical walker, even if she takes medicines and pills and the pain is like a blade into the vital organs, Ella’s not ready to be scrapped yet.

Ella throws her wig out of the window. That one with which she hides the discrepair of chemotherapy. Her head must be kissed by the sun again. Ella come back to the girl she was. Among huge and noisy trucks that overtake the Leisure Seeker and towns wearing terrific names such as Cicero, Albatross, Arcadia, she stoops to pick up the pieces that are falling from their canvas.

Sometime, during the way, Ella asks her husband: «Do you know who I am?» He answers back: «Yes, my wife». She doesn’t matter if John doesn’t remember the name. Ella opens her smile at those moments when that old man returns to be a whole, as if his mind had forgotten to be ill. Ella knows her love keeps in his mind all the memories of their life and she persuades them to come to light again, come hell or high water.

They don’t do anything special, they’re simply having a vacation together. Ella is cheerful when they eat with joy. Maybe tomorrow the hours will pass slower but now sharing a good appetite is like to lock inside the dreams of the whole world. They’re into a jewel case too full to be closed. Is it possible to ask for something more?

Ella knows she didn’t come to earth for a particular reason. She admits that nothing extraordinary ever happened to her. But on a sunday morning, she sits in front of the camper in a camping with a cup of coffee in her hand. She sees the golden light coming up and embracing the branches of the trees, she listens to the crickets and a car passing away. She feels she’s the luckiest woman of the world because she’s there to admire the beauty that that corner of the planet lays down on her heart. Is it requisite something else?

Ella thinks people give wrong answers. Doctors try to save lives but what it’s possible to save from a eighty year old woman? Chopping and chopping: is it funny? Why mothers and fathers must always demonstrate their children they’re not old morons? Ella doesnt’t get the medicine for others’ eyes. But when John takes off his from the road and out of the blue he tells her «you’re beautiful» or gives her a kiss, her pains take a pause that sweep away anxiety and bad thoughts as well.

Then the pain comes up again. Miles and miles under the wheels bring also quarrels, words thrown by nerves, silences. Peace comes back without been looked for. Once they have a narrow escape, sometime they’re treated like a pain in the neck or the red-hot weather becomes their mate. What does it matter? Ella knows for sure that the road and the human comedy that unfold in front of them are the necessary frame to stand the test of this time.

If she must limp, Ella will do it with her bad shape legs. Why does she has to ask for an help to the ones of an athlete? Ella moves in the direction of the heart, but it’s her mind’s conscience to suggest her what to do to move in the right direction. Does everything flows? Do old things turn new sooner or later but them? «You’re beautiful», tells her John at the wheel with the same gaze she knew sixty years before. May she ask for something more? Until you’re not dead your life’s not been written.

Unbearable about this book is the fact it ends. Epic and memorable the final pages. Ella, don’t leave me.

Michael Zadoorian, The Leisure Seeker, Harper Paperbacks, 288 pp, 13,99 US$

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4 thoughts on “Ella, non lasciarmi

  1. “…Ella non è buona per la rottamazione…” dovrebbe essere un concetto logico ed ovvio per chiunque, uomo o animale; talmente ovvio che non dovrebbe essere necessario esplicitarlo. L’apparente cinismo di questa affermazione, nasconde una invidiabile sensibilità (bravo Corrado)

  2. I libri che ti rendono insopportabile il fatto che a un certo punto finiscano sono quelli che restano, per la vita e che la vita un po’ (o molto) te la cambiano. Ah ma leggerò anche Zadoorian, prima o poi. Ce la farò.

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